MIRKA

ITALIA, FRANCIA, SPAGNA, GRAN BRETAGNA - 1999
MIRKA
TRAMA CORTA
Un bambino di dieci anni, Mirka, approda in un villaggio montano dei Balcani ed entra di prepotenza nella vita di Kalsan e della nipote Elena. Il film si interroga sulla possibilità che si possa stabilire un rapporto tra un bambino e sua madre quando il bambino è frutto di una stupro, usato come arma di guerra per assicurare il predominio della razza più forte.

TRAMA LUNGA
Un villaggio montano dove si vive semplicemente ma dove la violenza è sempre in agguato a ricordo di una sanguinosa guerra etnica che anni prima aveva sconvolto la zona: qui un giorno il piccolo Mirka si rifugia in un granaio. Lo scova la vecchia Kalsan che vive nel casale insieme alla nipote Elena. L'arrivo del bambino sconvolge la vita delle due, proprio mentre Elena sta per sposarsi con Helmut. Kalsan decide di spacciarlo per il nuovo pastorello, ma Mirko sembra inviso a tutti, tranne che a Lilli, una bambina che vive vicino, e a Strix, un isolato che cattura gli uccelli imitandone il canto. Durante un'eclisse di sole, il passato riappare interamente. Quando Elena capisce che Mirka è suo figlio, i compaesani lo hanno già identificato come il diverso, quello che porta con sé il pericolo. Dapprima c'è solo ostilità, poi si passa all'azione contro il bambino, da allontanare perché 'bastardo'. Mirka ad un certo punto sparisce. Elena chiede aiuto a Strix per ritrovarlo. Viene ripreso infine, e Elena gli dice: 'Sono io la tua mamma, ho bisogno di te'.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: UNIVISION - 1:2
  • Produzione: FILMART (ITALIA) CON BONGIORNO PRODUCTIONS E DAVID PRODUCTIONS, RAI - D.D. PRODUCTIONS (FRANCIA), ENRIQUE CEREZO P.C. (SPAGNA)
  • Distribuzione: MIKADO FILM (2000)

CRITICA

"Se un limite c'è nel film del cineasta-pittore algerino, è l'aver raccontato una storia reale con toni da fiaba, anziché sottrarsi all'atteggiamento di reticenza che accomuna quasi tutti i film ispirati al dramma etnico della ex - Yugoslavia. Benhadj l'ha ambientata in un contesto senza precisi riferimenti geografici o temporali: dove si festeggia, ad esempio, un carnevale pagano che potrebbe appartenere indifferentemente a epoche e luoghi diversissimi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 marzo 2000)
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