Mio figlio professore

ITALIA - 1946
Orazio Belli, bidello di un liceo, ha finalmente un figlio maschio. La sua gioia, però, è di breve durata poiché sua moglie muore poco dopo aver dato alla luce il bambino. Rimasto solo con Orazio junior, il bidello si dedica totalmente a lui, coltivando il sogno di vederlo diventare professore. Anni dopo, allo scoppio della guerra, temendo di non rivederlo più, Orazio chiede una raccomandazione per suo figlio, ottenendo che questi venga trasferito nella sua stessa scuola. La sua sollecitudine, però, dà luogo al primo dei molti litigi tra padre e figlio finché Orazio, accortosi di essere di impaccio al suo professore, con il cuore spezzato, per non compromettere il futuro di suo figlio, decide di lasciare la scuola.

CAST

NOTE

- ORGANIZZATORE GENERALE: CARLO PONTI.

CRITICA

"Mi son veramente divertito al film (...). C'erano come interpreti minori illustri colleghi (...). C'era come attore un celebrato regista (...). C'era l' evocazione del 1919 e quella di vent'anni dopo (...). Poi si risveglia l'uomo attento, il risentimento del critico: tutti quei soggettisti e tanti punti del racconto che lascian perplessi(...). Quella vita romana dell'altro dopoguerra(...) più vicina al "Piacere" di d'Annunzio che non ai romanzi di Zuccoli (...)". (Pietro Bianchi, "Candido", 21 dicembre 1948).
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