Minority Report

USA - 2002
Minority Report
Nel 2054 a Washington, il progresso tecnologico ha permesso all'uomo di mettere a punto un sofisticato programma che consente di prevenire e punire il colpevole di un crimine prima ancora che venga commesso. Questo particolare servizio è affidato a tre giovani poliziotti veggenti (i Pre-Cogs) che vivono in una camera di sospensione liquida. Il comandante di questa sezione è John Anderton, un uomo che, distrutto da una tragedia familiare, ha deciso di dedicarsi corpo e anima a questa nuova impresa. Un giorno, però, Anderton finisce fra i sospettati quando il verdetto dei veggenti afferma, senza ombra di dubbio, che ucciderà uno sconosciuto in meno di 36 ore.
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, FANTASCIENZA, GIALLO, POLIZIESCO, THRILLER, FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAFLEX, TECHNICOLOR
  • Tratto da: racconto di Philip K. Dick
  • Produzione: CRUISE/WAGNER PRODUCTIONS, BLUE TULIP PRODUCTIONS, DREAMWORKS SKG, RONALD SHUSETT/GARY GOLDMAN, AMBLIN ENTERTAINMENT, 20TH CENTURY FOX
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX
  • Data uscita 27 Settembre 2002

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CRITICA

"Da un racconto di Philip K. Dick, scrittore di culto sprofondato nella schizofrenia, ispiratore già di 'Atto di forza' e 'Blade Runner'. E' la fantascienza adulta di Steven Spielberg che abbandona i bimbi di 'E.T.' e 'A.I.' a favore delle atmosfere piovose e metalliche di questo film algido quanto perfetto. Per chi vive nel ricordo del capolavoro di 'Blade Runner', predilige la fantascienza-noir e coltiva la sindrome del 'Grande Fratello', quello di Orwell e non della tv. E naturalmente pensa - a ragione - che Spielberg sia il più grande". (Piera Detassis, 'Panorama', 22 agosto 2002)

"A volte gli sceneggiatori usano le pagine dei libri per scriverci le loro variazioni, finché a un certo punto quello che c'è sotto, forma un pasticcio illeggibile con quello che c'è sopra. E' ciò che Scott Frank e Jon Kohen hanno fatto a spese del racconto 'Minority Report' di Philip K. Dick (Fanucci editore) inzeppandolo di arbitrii e sviandone i significati. Fatto tanto di cappello al magistero registico di Steven Spielberg, alle luci senza luce del suo operatore Janusz Kaminski, alla frigida fantasia tecnologica dell'art director Alex McDowell e alle fatiche di Tom Cruise, stavolta più acrobata che attore, bisogna dire che le variazioni rispetto al testo ne indeboliscono il valore metaforico. " (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera')

"Da un racconto di P.K. Dick, uno Spielberg maturo. Che guarda a Kubrick per parlare del futuro, ma in realtà allude al nostro presente. Trama pletorica e 'buonista'. Ma il mondo ipertecnologico di 'Minority Report', creato con l'aiuto del Medialab è davvero fantastico". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 settembre 2002)

"Tra Hitchcock e il noir di fantascienza, è la riflessione di Spielberg sul paradosso della sorveglianza, nel caso si spinga fino a quella mentale (..) C'è una doppia anima in Spielberg: il cineasta problematico, impegnato socialmente, fedele al potere del mercato, dotato di sensibilità esistenzialista, e il cineasta fanciullo che sente il cinema con la fiducia del sognatore. Si fondono senza perdere coerenza e forza?". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 27 settembre 2002)

"Anche quando sono imperfetti, i film di Steven Spielberg hanno il massimo fascino. (..) Grande tema. Tom Cruise al suo meglio, effetti speciali mirabolanti, costruzione narrativa pastrocchiata: un film da vedere assolutamente in questo inizio della stagione cinematografica". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 ottobre 2002)
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