Miles Ahead

USA - 2015
Miles Ahead
Usa, fine anni Settanta. Sono passati anni da quando la leggenda del jazz Miles Davis è salito per l'ultima volta su un palco. Ora vive come un recluso nell'Upper West Side di New York. La cocaina è la sua unica compagna e sono rari i momenti in cui non abbia in mano un bicchiere o una sigaretta. Nonostante tutto, però, il celebre trombettista sta progettando il suo ritorno sulle scene. La sua privacy, però, viene disturbata da Dave Brill, un invadente giornalista della rivista «Rolling Stone» che continua a bussare alla sua porta per intervistarlo. Inoltre, i produttori di dischi hanno rubato i nastri delle sue ultime registrazioni. Sospettando di essere vittima di un complotto, Miles Davis si ritrova così coinvolto in un selvaggio inseguimento, mentre i ricordi del suo primo grande amore, Frances Taylor, iniziano a riemergere dal passato.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA/ARRIFLEX 416/CANON EOS C500, 16 MM/CODEX, ARRIRAW (2.8K)/CANON CINEMA RAW (4K)/(2K)/SUPER 16, DCP (1:2.35)
  • Produzione: DARRYL PORTER, VINCE WILBURN JR., DANIEL WAGNER, ROBERT OGDEN BARNUM, DON CHEADLE, PAMELA HIRSCH, LENORE ZERMAN PER KIND OF BLUE PRODUCTIONS

TRAILER

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE STEVEN BAIGELMAN, CHERYL DAVIS, ERIN DAVIS.

- PRESENTATO AL 66. FESTIVAL DI BERLINO (2016) NELLA SEZIONE 'BERLINALE SPECIAL GALA'.

CRITICA

"(...)molto più di un semplice e lineare 'biopic' (...) 'Miles Ahead' (...) che segna il debutto alla regia dell'attore Don Cheadle, qui anche sceneggiatore e protagonista. (...) questo film (...) propone un viaggio personale e artistico avanti e indietro nel tempo, adrenalinico e sincopato grazie a un montaggio assai nervoso, che cerca di accostare il linguaggio cinematografico a quello della musica di Davis. Lo spunto per ricostruire, ma solo in parte, la storia del jazzista e della sua leggenda 'maudit' si tinge di giallo. (...) Il regista mette molta carne al fuoco e non sempre sembra padroneggiarla alla perfezione, eppure c'è qualcosa di onesto e furioso, vitale e passionale che rende la visione di questo film un'esperienza molto interessante. Cheadle non traccia il santino di un mito della musica, che lottò per affermarsi a dispetto delle tante discriminazioni razziali subite. Non c'è nulla di cool, rilassante e sensuale in questo jazz così feroce e disperato, così facilmente associabile ad eccessi e autodistruzione. Con un approccio impressionistico, uno stile assai personale e maturo, nonostante si tratti di un'opera prima, seppure a volte eccessivamente pirotecnico, il regista tenta dunque di restituire attraverso l'esplorazione di strade poco battute e decisamente tangenziali tutte le contraddizioni di un uomo che creava immortali capolavori come 'Kind of Blue' e 'Sketch of Spain' mescolando talento e violenza, furore e poesia." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 31 marzo 2016)
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