Mifune - Dogma 3

Mifunes sidste sang

DANIMARCA - 1998
Mifune - Dogma 3
Durante la prima notte di nozze con Claire, figlia di un facoltoso possidente, Kresten viene raggiunto per telefono dalla notizia della morte del padre. Lasciata la moglie in preda alla sorpresa, perché lui aveva detto di non avere parenti in vita, Kresten raggiunge la fattoria paterna sperduta nella campagna. Qui, in una situazione di abbandono, ritrova il fratello Ruud, ritardato e incapace di badare a se stesso. Imbarazzato al pensiero che possa essere scoperta questa sua situazione, Kresten inventa una bugia dietro l'altra e poi, resosi conto di aver bisogno di un aiuto per il fratello, mette un annuncio sul giornale. In città Liva, nel giro della prostituzione, pensa che sia giunto il momento di cambiare aria, risponde all'annuncio e si presenta a casa di Kresten e Ruud come cameriera tuttofare. Liva e Kresten simpatizzano e si lasciano andare a qualche affettuosità proprio quando arriva all'improvviso Claire. La donna vede la situazione, urla che vuole divorziare e poi si allontana. Liva ha problemi con il fratello minore, insicuro in seguito al suicidio della madre, e Kresten le dice che può farlo trasferire con loro. Ma il ragazzo fa fatica ad abituarsi alla vita di campagna accanto ad un minorato, ha forti contrasti con Liva, che un giorno scappa, va in un albergo, cerca di nuovo rapporti occasionali con uomini, ma poi scappa atterrita. Dopo essere stato erroneamente picchiato dalle amiche di Liva, Kresten si sveglia e vede Liva, tornata a casa. I due si baciano, e con loro sono i rispettivi fratelli. Un piccolo gruppo musicale suona una canzone. C'è nuova armonia dentro quella casa.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: NIMBUS FILM II
  • Distribuzione: KEY FILMS (1999)

CRITICA

"Fedele ai comandamenti del cinema con macchina a mano, senza infingimenti, violenze e parco lampade, il danese Soren Kragh-Jacobsen firma con 'Mifune' il dogma 3, la new age nordica di Von Trier e Vinterberg. Racconta con virtuale ottimismo una storia radicata nella tradizione. (...) C'è l'interesse curioso e non morboso di questo cinema per gli "idiots", l'estetica del primo piano, la psicanalisi applicata. E Mifune? I due fratelli giocano, al prode Toshiro, che nei '7 samurai' è nato contadino, mentre il nostro non-eroe invece rinnega le proprie origini di campagna, dove non ci sono segreti né inibizioni. 'Mifune' ci porta dentro al tormentato paesaggio con accelerazione drammatica perfetta, un doppio fondo psicologico ben reso da tutti gli attori, peccando solo nel finale abbondante". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 27 novembre 1999)

"Girato in gran parte con la camera a mano - secondo il punto III del decalogo estetico-tecnico datosi da Dogma -, 'Mifune' scorre simpatico e allegro, con scene all'aperto nella luce estiva della Danimarca alternate ad acute osservazioni di costume: per esempio che oggi è ritenuto volgare discendere da contadini che vivono della terra propria, mentre è diventato chic discendere da banchieri che vivono del denaro altrui". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 27 novembre 1999)
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