Miami Vice

USA, GERMANIA, PARAGUAY, URUGUAY - 2006
L'FBI richiede l'aiuto delle autorità di Miami per smascherare gli autori di un rilevante traffico di droga. Le indagini sotto copertura vengono affidate ai detective Ricardo 'Rico' Tubbs e James 'Sonny' Crockett. I due si mettono subito in azione spacciandosi per Sonny Burnett e Rico Cooper, piloti di offshores e contrabbandieri, partecipando alle manovre dei narcotrafficanti capeggiati da Arcángel de Jesús Montoya insieme ad Isabella, affascinante amministratrice di origine cubano/cinese. Man mano che vanno avanti con le indagini, i due poliziotti mettono a rischio la loro copertura soprattutto quando Sonny inizia una relazione con Isabella e la famiglia di Rico viene messa in serio pericolo...

CAST

NOTE

- FILM DI APERTURA IN 'PIAZZA GRANDE' AL 59 FESTIVAL DI LOCARNO (2006).

- ANTHONY YERKOVICH FIGURA COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Non è la riedizione nostalgica su e giù per Miami in spyder dei famosi telefilm anni ' 80 con la fiera delle vanità delle griffe e della musica. È un Michael Mann (produttore della serie originale), è un finto film d'azione e ideale sequel di 'Heat' e 'Collateral', in cui i due agenti, pim pum pam, fanno le solite cose ma il senso sta nei silenzi, nei colori delle notti, nei dubbi esistenziali (sì, anche gli agenti ne hanno!) e nelle traiettorie di fuga per terra, aria ed acqua. Miami Vice, nei suoi toni oscuri, maledettamente infernali, non è quello che mostra. È da introiettare la lentezza intensa, violenta in cui Sonny e Rico (infelici per merito di Colin Farrell e Jamie Foxx) sprofondano da subito nel ping pong tra Bene e Male e nelle sorprese dell'amore che intralciano la morale, specie se si mette in gioco la seduzione matura di Gong Li." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera' 13 ottobre 2006)

"Miami Vice è la riproposta a distanza di oltre vent'anni di personaggi e situazioni dell'omonima popolarissima serie della NBC TV ideata e prodotta fra il 1984 e il 1989 dallo stesso regista Michael Mann. (...)
Pur altamente spettacolare e realizzato con dispendio di mezzi, in Usa il film non ha incassato quanto si sperava; e uno dei probabili motivi è la rinuncia agli spunti umoristici che alleggerivano gli episodi originari. Qui il duetto di Sonny e Rico, assumendo toni decisamente notturni e drammatici in un contesto di violenza senza fine, rispecchia i tempi duri di questo inizio del terzo millennio e non strappa nemmeno un sorriso. I non più allegri eroi rimangono fedeli al gioco pericoloso di infiltrarsi nelle trame del contrabbando di droga, ma operano in un contesto malavitoso che nonostante i loro sforzi sembra in ultima analisi invincibile. E sulla falsariga del plumbeo 'action movie' magistralmente girato, si innesta il vero tema del film, ovvero l'attrazione fatale fra Sonny e la regina del crimine Isabella: una stupenda, ineffabile Gong Li che pare uscita da una poesia di Prévert, il tipo di femmina della quale ci si innamora con un'occhiata. (...) Peccato che Mann non abbia portato fino in fondo il bizzarro progetto di trasformare del tutto l'originario prodotto seriale in un torbido melò, con l'eroe in bilico fra l'amore e il dovere quasi come don Josè nella Carmen. Anche così, tuttavia, al di là del sovraccarico e a volte confuso contorno, il tema dell'amore impossibile emerge alla grande e il cineasta conferma la sua vena di raffinato stilista." Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 13 ottobre 2006)
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