Mia e il leone bianco

Mia et le lion blanc

FRANCIA - 2018
3/5
Mia e il leone bianco
Mia è solo una bambina quando stringe una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell'allevamento di felini dei genitori in Sudafrica. Per anni i due crescono insieme e condividono ogni cosa. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il suo incredibile legame con Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, potrebbe finire da un momento all'altro...
  • Altri titoli:
    Mia and the White Lion
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FILM AFRIKA WORLDWIDE
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES IN COLLABORAZIONE CON LEONE FILM GROUP (2019)
  • Data uscita 17 Gennaio 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
E' una favola ambientalista quella di Mia e il Leone bianco, che, come ogni fiaba che si rispetti, finisce (per fortuna) nel migliore dei modi. Il regista francese Gilles De Maistre ci racconta la storia di una bambina di undici anni di nome Mia (Daniah De Villiers), figlia di due allevatori (interpretati dalla brava attrice francese Mélanie Laurent e dall'inglese Langley Kirkwood), che sviluppa un forte legame con un leoncino bianco. I genitori, testimoni della nascita di questa profonda amicizia, iniziano a preoccuparsi di cosa accadrà quando il cucciolo crescerà. Proprio per questo un giorno il padre decide di venderlo ai cacciatori. Per renderlo libero Mia intraprenderà insieme al suo amico leone una folle e pericolosa fuga dall'allevamento verso una riserva naturale.

Una produzione ambiziosa durata tre anni ha dato vita a un film per famiglie più che a un documentario dove al centro c'è una splendida storia d'amore tra un predatore selvatico e una bambina senza alcun effetto speciale. Per farlo il regista si è avvalso dell'aiuto di Kevin Richardson, uno zoologo sudafricano che ha lavorato con oltre cento leoni negli ultimi venti anni e sulla vita del quale lo stesso De Maistre aveva girato un doc intitolato L'uomo che sussurrava ai leoni. Così , lavorando insieme in Sud Africa nella “Welgedacht Reserve”, hanno iniziato a filmare il cucciolo di leone quando era molto giovane e hanno pian piano costruito un legame tra lui e la bambina, trattando l'animale come un attore reale che a poco a poco si è abituato alle telecamere, ai microfoni e al set.

La difficile operazione (cosa c'è di più arduo per un regista che dirigere contemporaneamente un animale e una bambina?) ha dato vita a una fiaba appassionante piena di suspense e con tanto di “cattivo” fuori dal comune (il padre di Mia), dipingendo così un nucleo familiare lontano dalla classica stucchevole famiglia cuore. Una favola ecologica che arriva dritta al cuore di grandi e piccini e che denuncia la caccia ai leoni, una pratica incredibilmente legale nella quale durante i safari le persone, pagando laute cifre, possono uccidere i grossi felini allevati con l'unico scopo di essere ammazzati. Un'attività ancora più triste se si pensa che il declino del re della Savana è ormai inarrestabile: oltre 40% di esemplari in meno rispetto al 1994. Speriamo quindi che il lieto fine verso la libertà non sia solo per il leone bianco di Mia, ma per tutta la specie.

NOTE

- SELEZIONE UFFICIALE ALLA XIII EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2018).

CRITICA

"(...) sembra una commedia Disney col felino come grosso gatto domestico. (...) La cosa straordinaria è che l'interazione tra la ragazza e il leone è stata realizzata senza effetti digitali, a prezzo di tre anni di lavorazione che hanno seguito l'evolversi del loro rapporto. Malgrado la visione di un'Africa troppo "paradiso perduto", la verità delle immagini vale la visita". (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 17 gennaio 2019)

"(...)Dopo tre anni lui pesa oltre 250 chili e Mia gli è ancora avvinghiata intorno. Sono scene di una straordinaria amicizia quelle raccontate nel film di Gilles De Maistre, ancora più incredibili perché tutto è vero: insieme l'attrice e l'animale sono cresciuti nell' arco dei tre anni, tanto sono durate le riprese. Nulla è stato ricostruito al computer. Una favola dove Mia dovrà lottare per salvare Charlie dalle mire di chi vuole destinarlo alle riserve di caccia per turisti, una realtà drammaticamente vera in quel Paese e contro cui il film punta il dito. Un motivo in più per vederlo. E preparate i fazzoletti: si annega nelle emozioni". (Claudia Ferrero, 'La Stampa', 17 gennaio 2019)

"(...) Al di là di questa vera amicizia commovente, 'Mia e il leone bianco' non va molto oltre l'intento dichiarato di realizzare una favola di formazione ambientalista contro la «caccia in scatola», il massacro di leoni allevati apposta per essere cacciati con semplicità da turisti facoltosi - pensata per i bambini. Dalla madre di Mia (Melanie Laurent) all' odioso antagonista Dirk (che per l'appunto vive offrendo ai turisti leoni da uccidere) nessuno dei personaggi riesce a «vivere» al di fuori della pagina dove sono scritte le proprie battute; mentre ai (pochi) personaggi neri del film tocca il ruolo alla Mami di Via col vento o degli «esotici» protettori della natura che si meravigliano e gioiscono quando la protagonista - bianca - avvera la loro profezia". (Giovanna Branca, 'il manifesto', 17 gennaio 2019)
"Film da festività natalizie, è la classica storia di amicizia tra ragazzina e animale, anche se, in questo caso, trattasi di un leone bianco. (...) La pellicola ha richiesto tre anni di lavorazione per permettere alla giovane protagonista e al cucciolo di leone di crescere e recitare insieme". (Maurizio Acerbi, 'il Giornale', 17 gennaio 2019)
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