Mi permette, babbo!

ITALIA - 1956
Rodolfo ha sposato Marina Biagi, figlia di un ricco negoziante, proprietario di varie macellerie. La famiglia di Marina è molto numerosa e i suoi componenti sono tutti occupati nei vari negozi, mentre Rodolfo, che vorrebbe calcare le scene del teatro lirico, si limita a prendere delle lezioni di canto, vivendo alle spalle di chi lavora. Dalle velleità artistiche di Rodolfo trae profitto senza alcuno scrupolo un vecchio maestro di musica indigente: così i mesi passano e Rodolfo non combina nulla di concreto. Finalmente il padre della sposa lo mette di fronte a un dilemma: lavorare come gli altri o andarsene. Allora il maestro procura a Roberto una piccola parte nella 'Traviata' che si sta per rappresentare al Teatro dell'Opera. Tutta la famiglia assiste al debutto. Rodolfo, ostinatosi a cantare una battuta non compresa nella partitura, dopo lo spettacolo viene cacciato dal teatro. Ma i parenti, che non sanno come è finito il debutto, sono convinti che Rodolfo abbia avuto un trionfo. Potrà così continuare la sua comoda vita di aspirante artista.

CAST

CRITICA

"Mario Bonnard, com'è noto, è un regista di gusti alquanto rozzi, di propositi dichiaratamente commerciali; e 'Mi permette, babbo!' infatti è un film tutt'altro che raffinato; tuttavia è un film che diverte e più schiettamente di altri recenti di Sordi e Fabrizi. Si affida in gran parte a tipi noti, a situazioni scontate e di intonazione apertamente farsesca: ma ha qualche trovatina felice, qualche battuta saporosa ed è recitato con vivace disinvoltura". (V. Rossi, "Corriere della Liguria", 7 dicembre 1956).
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