MESSAGGI QUASI SEGRETI

ITALIA - 1997
MESSAGGI QUASI SEGRETI
Il giovane Simone è in partenza per l'Irlanda dove, com'è consuetudine di molti adolescenti italiani, i genitori lo mandano a trascorrere un periodo presso una famiglia locale. Simone mostra poco entusiasmo e il padre Tommaso è irritato dall'indolenza del figlio. Arrivato a Dublino, Simone viene condotto a casa, un minuscolo appartamento popolare, nella periferia della città, e sistemato nella camera da letto della figlia Alison, a Londra per un lavoro estivo. Il padre Frank fa il metronotte, la moglie Audrey è casalinga. Simone capisce subito di non potersi sentire a casa propria, telefona al padre, che però insiste perché rimanga in quel posto. Rassegnato, Simone una sera conosce all'improvviso Alison, tornata senza preavviso da Londra, dove si è fatta licenziare. Alison veste sempre di nero ed è in perenne contestazione dei genitori e della famiglia. Subito si riaccendono i contrasti con il padre, che la vorrebbe più "normale". Dopo una lite furibonda, Alison scappa di casa e Simone la segue. Tommaso, informato, arriva dall'Italia e, insieme a Frank, si mette alla ricerca del figlio. I ragazzi vorrebbero andare ad un raduno rave che però viene cancellato, e ripiegano sulla partecipazione ad una grande scritta da dipingere sul traghetto per l'Inghilterra. Sulla spiaggia, padri e figli si ritrovano. Le difficoltà e le paure passate li hanno riavvicinati, anche se i ragazzi subito corrono verso la nave con la scritta pacifista sopra.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: CLESI CINEMATOGRAFICA, FILM MASTER
  • Distribuzione: I.I.F. (1998)

CRITICA

MESSAGGI QUASI SEGRETI
"Tenuto a lungo in disparte dalla distribuzione, 'Messaggi quasi segreti' si chiamava originariamente 'Spaghetti slow' e, trattandosi di una storia d'italiani in Irlanda, era necessariamente parlato in due lingue. L'edizione uscita nelle sale è invece interamente doppiata e, forse, ciò nuoce all'idea di partenza che intendeva raccontare l'incontro-scontro tra due culture, due classi sociali, due generazioni. Padri e figli: un adolescente della buona borghesia è obbligato dal padre ad andare a Dublino per studiare l'inglese, ospite d'una famiglia del luogo. (…) Jalongo imposta il film sulle scie d'un classico 'on the road', accentuando i toni realistici della commedia con una messa in scena molto ricercata e una convinta volontà di dare risalto alla contaminazione dei linguaggi, alla stratificazione delle diversità e al difficile ma vitale confronto tra identità. Nel cast l'attore Brendan Gieeson, visto ne 'I dilettanti', piccolo grande film irlandese, quasi ignorato qui da noi". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 20 aprile 1998)

"Una platea di sedici-diciassettenni. Pronti a identificarsi e a condividere il problema numero uno, quello dei genitori che non capiscono. 'Messaggi quasi segreti', opera prima di Valerio Jalongo, conta su di loro. Con due protagonisti per la prima volta sullo schermo (Giulio Di Mauro e Niamh O'Byrne) e un cast di ottimi, ma poco noti, attori irlandesi non ha grossi elementi di richiamo. E infatti questa storia 'on the road' di rivolta adolescenziale, condita di enormi murales e rave party, esce con tre anni di ritardo. Ma il tentativo, in parte riuscito, merita attenzione". (Cristiana Paternò, 'L'Unità', 22 aprile 1998)
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