MERLINO

ITALIA - 1998
La strega Mab, per opporsi al lento ma costante declino del vecchio culto celtico, fa nascere Merlino, ne uccide la madre naturale e affida il piccolo alla zia Ambrosia perché lo allevi. Educato da Mab e dallo gnomo Frik, il giovane mago, divenuto suo malgrado indovino del tirannico re Vortigern, salva la principessa Nimue dal drago e uccide il tiranno con Exalibur, la spada avuta in dono dalla Dama del Lago. Il nuovo re, Uther, scatena una guerra per avere Igraine, moglie di un suo principe vassallo. Solo una magia di Merlino gli permette di unirsi a lei, presentandosi con il volto del marito. Da quella notte d'amore nasce Artù, che Merlino vuole fare col tempo il nuovo saggio re dei Britanni. Diventato adulto, Artù estrae della roccia la spada fatata e viene incoronato re. Sposa la bella Ginevra e comincia a viaggiare per sconfiggere il male. Merlino incarica il prode Lancillotto di proteggere Ginevra e il regno di Camelot durante l'assenza del re, per quindici anni, in viaggio con Merlino per l'Europa per estirpare la vecchia religione e fronteggiare mostri di ogni genere. Al loro ritorno trovano Camelot nel caos: Artù scopre che Lancillotto ha avuto una storia d'amore con Ginevra ed è costretto a condannare sua moglie al rogo. Tuttavia, quando Lancillotto la salva, se ne rallegra. Intanto Mordred, su istigazione di Mab, si prepara ad attaccare Artù. Dopo fasi alterne, Artù cade in battaglia, ma Merlino ed Galahad, figlio di Lancillotto, riescono a sconfiggere il nemico. Con la scomparsa della strega si spezzano tutti i suoi malefici e Nimue può finalmente riunirsi a Merlino.
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: HALLMARK ENTERTAINMENT E MEDIASET

NOTE

FILM PER LA TELEVISIONE
MINISERIE DI 2 PUNTATE DA 90 MINUTI - CANALE 5
REGIA SECONDA UNITA': TIM WEBBER

CRITICA

Il mago Merlino, re Artù, la spada Excalibur, Ginevra e Lancillotto, verrebbe subito da pensare a Walt Dinsey, roba da cortoons, e da bambini. Invece no. Dopo Merlino vengono in mente altre considerazioni. Per esempio questa, che valeva già ai tempi di "Fantaghirò": come mai gli sceneggiati non fiabeschi, ispirati alla vita reale, non vengono prodotti con la stessa cura, la medesima ossessiva attenzione ai dettagli, la scelta di attori veramente all'altezza, perfino gli effetti speciali. Straordinari, pur se inapplicabili in ambienti di tre stanze e cucina - di cui sono stati capaci i rievocatori di questa leggenda celtica? Abituati come siamo al basso livello, con registi distratti e dialoghi da fotoromanzo, è davvero indicativo che sia bastato un fumetto d'epoca per risvegliarci la voglia di cose fatte bene, piene di professionalità e, insieme, di inventiva. Singolare colpo d'ala in verità. Due sere di festa per gli occhi, dopo di che torniamo alle sane usanze, mediocrità quotidiana senza rimedio. (Giorgio Vecchiato, "Famiglia Cristiana" 11.11.1998)
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