MEFISTO FUNK

ITALIA 1986
Il giovane Simone non trova lavoro e si sente in crisi. Ma ecco che dal video lo speaker sembra rivolgersi a lui e a lui solo. E' un Mefisto occhialuto, eloquente e beffardo, però pieno di lusinghe. Firmato il rituale contratto - la conoscenza e le gioie della vita contro l'anima di Simone - questi viene dapprima condotto a visitare un centro televisivo e qui vede su di un monitor la giovane Margherita, se ne innamora e, sotto in controllo di Mefisto che tutto vede grazie alle telecamere occultate, ha perfino un incontro d'amore. Successivamente, sfuggito ad una aggressione notturna, portatagli da un gruppetto di teppisti guidati da Valentino, viene poi condotto da Mefisto in un attrezzatissimo centro di informatica, per essere avvicinato alla intelligenza artificiale. Dopo di che gli verrà concesso di incontrare due filosofi scelti come campioni del sapere umano temporibus illis. Ora il viaggio del giovane è al suo termine: nell'orgia della Notte di Valpurga Simone cerca la sua Margherita, ma la giovane che gli ha dato un momento d'amore è impazzita e neppure lo riconosce.
SCHEDA FILM

Regia: Marco Poma

Attori: Flavio Bonacci - Mefisto, Alessandro Ferrara - Simone, Sebastiano Filocamo - Valentino, Laura Ferrari - Margherita, Silvia Fort, Luis Molteni, Guido Ruberto, Silvia Cohen, Paola Orsi, Massimo Biso

Sceneggiatura: Marco Poma

Fotografia: Silvio Saffaro

Musiche: Maurizio Marsico

Montaggio: Lia Bottanelli

Durata: 80

Colore: C

Genere: ALLEGORICO

Specifiche tecniche: NORMALE

Tratto da: LIBERAMENTE TRATTO DAL LAVORO TEATRALE "FAUST" DI WOLFGANG GOETHE

Produzione: METAMORPHOSI

Distribuzione: CIDIF (1988)

CRITICA
"'Mefisto Funk' è il primo film lungo italiano in elettronica computerizzata. E' stato girato con la Betacam, la maneggevole telecamera della Sony che utilizza lo standard Betamax di mezzo pollice, montato negli studi milanesi della Tecno Tele Video con un Paint Box accoppiato a una regia digitale Harry e infine riversato su pellicola con un procedimento che riduce le inevitabili cadute di qualità. Interessante sul piano tecnico-produttivo soprattutto come tappa di un lavoro in progress, qua e là suggestivo sul piano delle immagini, godibile a livello musicale, 'Mefisto Funk' lascia perplessi nei risultati per quel che riguarda la storia e i suoi significati, i personaggi e le emozioni che dovrebbero trasmettere. Gli intenti ironici sono apprezzabili, ma il discorso narrativo riesce astratto e confuso, se si toglie Bonacci che fa un Mefisto efficace, gli altri interpreti sono goffi o indistinti." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 22 maggio 1987)