Maze Runner - La fuga

Maze Runner: The Scorch Trials

USA - 2015
3/5
Maze Runner - La fuga
I Radurai devono attraversare la Zona Bruciata: una squallida landa inaridita da un sole accecante, sferzata da tempeste di fulmini e popolata da esseri umani che l'Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombi assetati di sangue. In due settimane, passando tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, il gruppo dovrà dar prova del proprio coraggio e dar voce al suo istinto di sopravvivenza per affrontare i 150 che separano i Radurai dalla loro meta...
  • Durata: 132'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT PLUS, ARRIRAW (3.4K)/(2K), D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "La fuga" di James Dashner (ed. Fanucci), secondo libro della trilogia "The Maze Runner"
  • Produzione: GOTHAM GROUP, TSG ENTERTAINMENT, TEMPLE HILL ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALY
  • Data uscita 15 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone
La moltiplicazione delle saghe fantasy teen è uno dei fenomeni socio-culturali più interessanti degli ultimi anni, conseguenza del successo di Harry Potter, ma che in realtà viene da più lontano. I futuri distopici di Divergent o del sottovalutato The Giver sono figli della Guerra Fredda, dal Bradbury di Fahrenheit 451 al Signore delle Mosche di William Golding, due esempi da cui tutti hanno attinto a piene mani, compreso il giapponese Battle Royale, romanzo e poi film di culto. La stessa Katniss Everdeen discende dall’eroina di un classico, la Batsheba Everdene protagonista di Via dalla pazza folla di Thomas Hardy. Twilight e Hunger Games sono stati fenomeni globali, e probabilmente le operazioni più banali.
Molto meglio la saga di Maze Runner, creata da James Dashner e portata sullo schermo da Wes Ball per entrambi i capitoli. Il secondo episodio non tradisce le attese e soprattutto il ritmo e la tensione già vissute. Merito di un ottima sceneggiatura, di un montaggio serrato e del giovane trio di protagonisti dall’indiscusso talento, affiancati qui da uno stuolo di caratteristi che li supporta senza rubare la scena. Perché si sa, il futuro è dei giovani. Basta lasciargliene uno.
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