Marlowe indaga

The Big Sleep

GRAN BRETAGNA - 1978
Philip Marlowe, un americano che lavora a Londra come investigatore privato, viene incaricato dal ricco e paralitico gen. Sternwood di indagare su una questione di ricatto. La sua attenzione si porta immediatamente sull'equivoco librario Arthur Gwinn Geiger, sulla sua segretaria Agnes e sull'amichetto della stessa, Joe Brody. Ma già dai suoi primi passi, Marlowe si trova di fronte alle equivoche condotte delle figlie del generale: la giovane e drogata Camilla; la più anziana Charlotte il cui marito Rusty Regan è da tempo scomparso. Scomparsi tragicamente alcuni dei personaggi, chiarita la posizione di altri, il caso sembra chiuso e Philip viene esonerato da Vincent, il domestico di casa Sternwood. il poliziotto, però, incoraggiato anche dall'ispettore Carlson, continua nelle indagini e nelle scoperte che questa volta irradiano sulle figure che attorniano Eddie Mars, il padrone del "The Cheval Club". Viene anzi richiamato dal generale che, mettendo da parte ogni reticenza, lo incarica di scoprire la verità sulla scomparsa del genero Rusty Regan. Per la prima volta Marlowe si trova costretto a uccidere un uomo di Mars, il bieco Canino; ma Eddie e sua moglie Moona escono dal caso. Quando la stessa Camilla, rifiutata da Philip, tenta di ucciderlo, l'investigatore può intuire quanto è successo al suo cognato Rusty, reo della medesima colpa, ucciso dalla cognata Camilla, sepolto in uno stagno.

CAST

CRITICA

"Tratto da un giallo classico del quale il cinema si era già impadronito, il lavoro è un invito al confronto con l'opera letteraria di origine ('Il grande sonno' di Raymond Chandler) oppure con i modelli cinematografici precedenti. A nostro parere, tali confronti sono un lusso per iniziati e appassionati. Allo spettatore comune l'opera attuale appare sin troppo densa di personaggi e di vicende, così da costringere, in mancanza di cartelle anagrafiche, a notevoli sforzi di memoria o di intuizione per seguire le avventure di Philip Marlowe. Il regista, specialista in ferree confezioni su racconti d'azione, non trascura nessun elemento tecnico e sfrutta abilmente i notevoli interpreti di primo o secondo piano; ma s'affanna per evidenziare le annotazioni di costume e le visioni sociali tipiche del romanziere. Il film, tuttavia, ha in Mitchum-Marlowe un personaggio compassato, pensoso anche nel corso delle battute ironiche, incorruttibile di fronte al denaro e di fronte alla sfrenata Camilla o alla subdola Charlotte: una figura nobile e signorile dunque, capace di far dimenticare con la sua presenza la foresta di vizi in cui annaspa e tale da far accettare l'invito a riflettere sul 'grande sonno' in cui è caduto Rusty." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 84, 1978)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy