Marie Heurtin: Dal buio alla luce

Marie Heurtin

FRANCIA - 2014
4/5
Marie Heurtin: Dal buio alla luce
Marie Heurtin è una ragazza sorda e cieca nata in Francia nel 1895. Quando compie quattordici anni, un dottore consiglia il padre della ragazza, un modesto artigiano, di rinchiudere Marie in un manicomio poiché la giudica stupida. Il padre porta la ragazza in un istituto religioso a Poitiers, dove nonostante lo scetticismo della Madre Superiora, una giovane suora, Marguerite, aiuterà il "piccolo animale selvaggio" che è Marie a uscire dal buio dell'incomunicabilità.
  • Altri titoli:
    Mary's Story
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
  • Produzione: ESCAZAL FILMS, IN CO-PRODUZIONE CON FRANCE 3 CINÉMA, RHÔNE-ALPES CINÉMA
  • Distribuzione: MEDITERRANEA (2016)
  • Data uscita 3 Marzo 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone

Suor Margherita ha vocazione e passione. Purtroppo la sua fragile salute non le permette tutto quello che il cuore le dice. Finché non incontra la piccola Marie, sorda e cieca dalla nascita e lasciata allo stato brado dalla famiglia. Suor Margherita decide di occuparsi di lei e riuscirà a farla comunicare con il mondo, a qualunque costo.
In un mondo in cui parlare di fede è pericoloso, Marie Heurtin è un film necessario anche per chi non ne ha. La vera storia della piccola Marie, che continuò l’opera di Marguerite insegnando il linguaggio dei segni e il braille ad altre giovani nelle sue condizioni, compresa sua sorella, è raccontata da Jean-Pierre Améris con leggerezza e gioia rare, elementi che erano anche la forza del suo delizioso Emotivi anonimi.
Ma come per Anna dei miracoli, la maggior parte del merito va attribuito alla coppia protagonista, la straordinaria Ariana Rivoire nei panni di Marie, e la magnifica Isabelle Carré in quelli di Marguerite.
Marie Heurtain è un film pieno di speranza, parola oggi senza significato e che per questo ne assume uno più grande. Se solo fossimo capaci di apprendere davvero la lezione di Marie e Marguerite.

 

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: RÉGION RHÔNE-ALPES, CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE, FRANCE TÉLÉVISIONS, CINÉ +, IN ASSOCIAZIONE CON CINÉMAGE 8/LA BANQUE POSTALE IMAGE 7.

- PRESENTATO AL 67. FESTIVAL DI LOCARNO (2014), HA OTTENUTO IL VARIETY 'PIAZZA GRANDE' AWARD.

CRITICA

"A priori si potrebbe temere un film noioso; e invece non è affatto così. Con umiltà e modestia, Jean-Pierre Améris racconta una storia d'amore la cui cifra è un assoluto pudore. La regia è fatta di inquadrature essenziali e piene di (umana ) grazia. Religiosa in tonaca azzurra, Isabelle Carré offre un'interpretazione luminosa." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 3 marzo 2016)

"Toccante, ma piatto dramma in costume, la storia vera di un'infelice creatura e del suo dolce angelo custode. (...) Un film coraggioso, destinato a perdere il confronto con due giganti in tema, 'Il ragazzo selvaggio' e 'Anna dei miracoli'." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 marzo 2016)

"Impossibile non pensare al 'Ragazzo selvaggio' di Truffaut. Ma con i sensi, paradossalmente, al posto del razionalismo illuminista e in definitiva impotente del dr. Itard. Rigoroso, straziante, illuminato da due attrici meravigliose (la Rivoire è sorda davvero). Se riuscite a non piangere, fatevi vedere." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 4 marzo 2016)

"Sembra un remake religioso dell''Anna dei miracoli' di Arthur Penn. Ed è una storia vera e somigliante quella di Marie, enfant sauvage (vedi alla voce Truffaut) nata cieca e sordomuta nella Francia di fine Ottocento e affidata a una giovane suora. (...) Anche se la ricerca melò dell'afflato spirituale, col bellissimo dolly finale verso l'alto, è un po' insistita, 'Marie Heurtin - Dal buio alla luce' tende verso il miracolo della percezione con cinque sensi ridotti a due. Naturalmente danno il massimo, dirette da Jean-Pierre Améris, la testarda novizia Isabelle Carré e la non udente Ariana Rivoire, straordinaria presenza." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 10 marzo 2016)

"Toccante biopic ispirato all'incredibile vicenda della francese Marie Heurtin, teorica del linguaggio tattile vissuta sul finire del XIX secolo, il film di Améris eredita da Truffaut e 'Anna dei miracoli' la rappresentazione dei diversamente comunicatori portandoci nella solidità del medio cinema francese contemporaneo. Intenso e straordinariamente interpretato, per un pubblico che non teme di emozionarsi." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 10 marzo 2016)
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