Margherita fra i tre

ITALIA - 1942
Margherita fra i tre
Margherita ama Paolo ed è corrisposta, ma Paolo non sa trovare il coraggio per emanciparsi dalla tutela affezionatamente tirannica di tre zii, scapoli impenitenti, e contrari al matrimonio. Margherita allora decide di ottenere il consenso dei tre tutori mediante la seduzione. La ragazza infatti, dopo aver studiato i caratteri e i gusti di ciascuno, si trasforma nel tipo di donna idealizzata da ognuno di loro, riuscendo ad arrivare al loro cuore e ad ottenere da ciascuno una domanda di matrimonio. Demolita in tal modo la barriera dei preconcetti, la ragazza svela la sua identità e non le riuscirà difficile ottenere il consenso al suo matrimonio con Paolo.
  • Durata: 70'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: commedia di Fritz Schwiefert
  • Produzione: REALCINE
  • Distribuzione: ICI

NOTE

- IL FILM E' STATO REALIZZATO NEGLI STABILIMENTI FERT DI TORINO.

- ASSIA NORIS E' DOPPIATA DA LIDIA SIMONESCHI, ALDO FIORELLI DA STEFANO SIBALDI, GIUSEPPE PORELLI DA GIULIO PANICALI E JONE MORINO DA RENATA MARINI.

- PRESENTATO ALLA 66. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE "QUESTI FANTASMI 2".

CRITICA

"(...) Mi piace quasi sempre Assia Noris attrice, la trovo spiritosa, e, se solo si separasse dalle sue smorfie, anche viva, anche tenera. (...) Mi piace anche quel che so della sua vita, la saggezza, la disciplina, una benintesa avarizia, un'abilità spesa nei rapporti amichevoli senza troppo peso, nei rapporti mondani senza troppa vanità: ed anche quel suo riferirsi alla patria lontana, alla famiglia elegante, finiscono per non dar noia, fanno parte del suo decoro. (...) Assia, e chi ne dubitava? Non s'inciampa e non s'imbroglia, alterna le pettinature e i sorrisi, i bronzi e gli abiti con perfetto tempismo, apparendo sempre uguale e sempre diversa. (...) Sorrisi di sdegno della critica intelligente, sorrisi di felicità del pubblico, commosso giusto quel tanto, rallegrato giusto quel tanto: che dosature, che ricette, che fermezza nella frivolità!" (Irene Brin, "Cine Illustrato", 30, 26 luglio 1942).
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