Mare matto

ITALIA - 1963
E' un quadro della vita della gente di mare, umile e coraggiosa, ed anche allegra e scanzonata. Il marinaio Efisio sbarca a Genova senza lavoro nè denaro e si rivolge a Margherita, proprietaria di una pensioncina. Presso di lei giunge pure un capitano livornese, un tipo brutale e simpatico, che presto ne diviene l'amante, soprattutto quando scopre che Margherita possiede molto denaro, anche se la rimprovera di speculare sui suoi pensionanti. Il livornese si imbarca su un peschereccio di proprietà della donna, e conduce con sè Drudo Parenti, un vecchio lupo di mare conosciuto a Livorno, il quale, rifiutando di andare in pensione, continua a mettersi in ogni tipo di guai, con grande inquietudine dei figli. Giunti a Messina, mentre un marinaio siciliano si trova alle prese coi fastidi creatigli dalle sorelle e dai rispettivi fidanzati, il Capitano del battello e il secondo vengono arrestati. Il livornese e il Parenti prendono in mano la situazione per portare a destinazione una partita di vino, ma durante una tempesta Parenti decide di buttare tutto il carico a mare. Il tribunale di Genova condanna il vecchio Drudo al risarcimento dei danni. Sarà l'occasione, per i suoi figli, per farlo ricoverare in una casa di riposo.

CAST

NOTE

- PRESENTATO ALLA XXIV MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1963).

CRITICA

"[...] (Il film) dovrebbe concludere in maniera palmare l'equivoco sul neorealismo vero e finto, provando che la diversione (di) Castellani [...] rispetto al filone primario [...] non poteva che scadere nel folclore e finire ora [...] con l'apoteosi della pernacchia e del dialettaccio [...]. Soltanto è triste che non sia accaduto a opera dell'ultimo degli alunni, bensì [...] a un regista che meritava maggior stima [...]". (T. Ranieri, "Cinema Domani", 10/12, dicembre 1963).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy