Mangia prega ama

Eat Pray Love

USA - 2010
Mangia prega ama
Cosa fare quando tutta la tua vita sembra destinata ad andare a rotoli? Partire per un viaggio alla scoperta di sé. E' questo quello che decide fare Elizabeth Gilbert, nel corso di un anno e in vari paesi tra cui l'Italia, per andare alla sua personalissima ricerca della felicità.
  • Altri titoli:
    Mangia, prega, ama
    Come Reza Ama
    Eat, Pray, Love
    Mange, prie, aime
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: libro di memorie "Mangia, prega, ama. Una donna cerca la felicità" di Elizabeth Gilbert (Ed. Rizzoli)
  • Produzione: BRAD PITT E DEDE GARDNER PER PLAN B ENTERTAINMENT, COLUMBIA PICTURES, RED OM FILMS
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 17 Settembre 2010

TRAILER

NOTE

- JULIA ROBERTS FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"E no, stavolta non ci stiamo. Non si tratta di luoghi comuni. Non sono le abbuffate romane di Julia Roberts a darci fastidio, nè le mamme invadenti, le affittacamere-fattucchiere, gli italiani goderecci e gentili di rigore nei film Usa (e getta). Nossignori quella che proprio non ci va giù, malgrado il sorriso irresistibile di Julia Roberts (la nostra diva preferita, confessiamolo), è l'incredibile sciatteria del film, la banalità della sceneggiatura, la pochezza delle battute, la rozzezza degli incastri narrativi, la mancanza di fantasia di quelle quattro immagini uguali da secoli, con cui si passa da New York a Roma, da Napoli all'india, come se nessun altro ci fosse mai stato. E non ci fossero altre musiche degne di accompagnare la crescita dell'eroina in fuga da un matrimonio sbagliato al di fuori dei successi celeberrimi e logori scelti per la colonna sonora. Magari sbagliamo noi, ormai la banalità è un progetto se non una categoria estetica, un film che stana e corteggia con tanta tenacia la più disarmante ovvietà non può essere un errore, deve rispondere a una precisa volontà. (...) Ecco, vedere il glorioso Bardem fare l'amante latino in un film così, fa proprio male. Lasciate i bestseller in libreria per favore, il cinema è un'altra cosa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 settembre 2010)

"Il bello delle commedie sofisticate è che danno della vita un'interpretazione tanto patinata quanto improbabile. Ma forse, nel raccontare la storia di una donna che gira il mondo 'alla ricerca di se stessa', 'Mangia, prega, ama', la commedia interpretata da Julia Roberts e Javier Bardem (...), quanto a improbabilità, esagera. (...) Come a dire: gli stereotipi sono duri a morire." (Valentina Giacomo, 'Avvenire', 17 settembre 2010)

"La tappa italiana del viaggio di Liz, protagonista, interpretata da Julia Roberts, di 'Mangia prega ama', il film che Ryan Murphy ha tratto dall'omonimo bestseller di Elizabeth Gilbert, è un concentrato di stereotipi sull'Italia. In linea con le pagine del romanzo, certo, ma una cosa è leggere e un'altra è vedere i nostri attori, anche bravi come Luca Argentero, impegnati in performance dal sapore retrò, Anni Cinquanta o giù di lì. Negli Stati Uniti piacciamo così, bruni, caciaroni, sboccati: l'abbiamo sempre saputo, però stavolta l'effetto è sopra le righe." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 17 settembre 2010)

"Super ruffianata (...) nei confronti delle lettrici-spettatrici che hanno l'angoscia esistenziale, che l'hanno avuta o hanno paura di averla. E che se l'avranno sperano tanto di curarla come fa Julia Roberts con uno spettacolare giro intorno al mondo con splendide abbuffate di sesso e di cibo. (...) Il film ha tutte le qualità (diciamo pure le astuzie commerciali) del libro di Elizabeth Gilbert. E magari qualcuna di più. Intanto ha Julia Roberts. Che a 42 anni rimane l'attrice non solo americana nelle quali le spettatrici di tutto il mondo amano identificarsi. Poi ci sono le grandi aperture spettacolari che ovviamente il romanzo non poteva offrire (le foto del film potrebbero riempire dieci depliant turistici). Last but not least, l'apporto come regista e soprattutto come sceneggiatore di Ryan Murphy. Murphy è quello della serie 'Nip e Tuck'. Cioè uno bravissimo a far sembrare simpatiche e interessanti persone che nella vita di tutti i giorni non lo sono. Nella serie, cretine con l'ossessione di rifarsi il viso e i glutei. In 'Mangia prega ama' una scrittrice mediocre (come la Gilbert è) che cerca negli spaghetti all'amatriciana i profondi significati della vita. Bene, nessuno vuole insegnare a Ryan e a Elizabeth i loro mestieri. Ma qualcuno (almeno in Italia) dovrebbe dir loro che l'Italia spaghettara è ormai sono una convenzione anni 50. Che anche nel Belpaese impera ormai il fast food." (Giorgio Carbone, 'Libero', 17 settembre 2010)
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