Mandibules - Due uomini e una mosca

Mandibules

FRANCIA - 2020
3/5
Mandibules - Due uomini e una mosca
Jean-Gab e Manu sono due amici che trovano una mosca gigante imprigionata nel bagagliaio di un'auto e decidono di addestrarla per farci dei soldi.
  • Altri titoli:
    Mandibles
  • Durata: 77'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: HUGO SÉLIGNAC, VINCENT MAZEL PER CHI-FOU-MI PRODUCTIONS, IN COPRODUZIONE CON MEMENTO FILMS PRODUCTION, C8 FILMS, ARTÉMIS PRODUCTIONS, VOO ET BE TV,SHELTER PROD
  • Distribuzione: I WONDER PICTURES (2021)
  • Data uscita 17 Giugno 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Si ride, sorride, ridacchia. Come abbiamo fatto altre volte, da Scemo & più scemo a Louise-Michel, e come abbiamo già fatto, ma con un retrogusto più mortifero, nel corpus dello stesso Quentin Dupieux, il regista, musicista e discografico francese, di cui poco tempo fa abbiamo visto anche nel nostro Paese Doppia pelle, black comedy sulla liaison tra Jean Dujardin e un giubbetto di daino.

Stavolta, fuori concorso alla 77. Mostra di Venezia, porta Mandibules, commedia secca (77′), grottesca, ilare e perfino surreale, dove la morte cede il passo al vitalismo, all’amicizia, all’unione di due amici che fa la forza, anzi, “Toro!” “Toro!”.

Protagonisti sono Jean-Gab (Grégoire Ludig, con Marsais forma il duo comico Palmashow) e Manu (David Marsais), due sempliciotti, due alternativi, o qualcosa meno, senza un soldo in tasca, senza un tetto che non sia quello di mamma, senza un lavoro che non sia un lavoretto per conto terzi o una stazione di servizio. Qualcosa cambia quando Jean-Gab ruba una Mercedes malandata e nel bagagliaio vi rinviene una mosca gigante: Manu decide di ammaestrarla affinché agendo come un drone senza pile l’insetto ribattezzato Dominique possa fare colpi in banca, o comunque renderli ricchi.

Nel cast Adèle Exarchopoulos, Roméo Elvis, India Hair, Coralie Russier, Anaïs Demoustier e Dave Chapman, Mandibules mette al centro due outsider, anzi, outcast e dà loro facoltà di sovvertire poetica e poteri, con una mosca famelica, se non assassina, e financo kafkiana, borghesi con piscina, qualche disturbo e il volume alto – citofonare alla psicotica Exarchopoulos… – e un mondo orfano di certezze ma non di humour, che Dupieux deflagra senza colpo ferire, scanzonato più che canzonatorio, e sempre cinefago sull’asse Coen, Tarantino, Spielberg e unicorni.

Nulla di eccezionale, ma una bella boccata d’aria fresca – sì, anche con la mascherina – e due protagonisti irresistibili, cui Dupieux dà licenza di interdire e intenerire. Al Lido si è riso molto, e con così poco. Le stimmate del cult potrebbero non tardare: titolo italiano, Toro & più toro?

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 77. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2020).

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE : CANAL +, OCS, C8; IN ASSOCIAZIONE CON: CINEAXE, CINEMAGE 14, COFINOVA 16, INDÉFILMS 8, SOFITVCINE 7, TAXSHELTER.BE, ING; CON IL SUPPORTO DI: TAX SHELTER, GOUVERNEMENT FEDERAL DE BELGIQUE.
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