Man on Fire - Il fuoco della vendetta

Man on Fire

GRAN BRETAGNA, USA - 2004
Man on Fire - Il fuoco della vendetta
John Creasy, un ex-agente della CIA alla deriva, viene ingaggiato per proteggere la piccola Pita Ramos, figlia di un industriale messicano, dall'ondata di rapimenti che sta sconvolgendo Città del Messico. Dopo un primo momento di totale intolleranza, Creasy inizia ad affezionarsi alla bimba e riacquista la voglia di vivere. Quando Pita, nonostante tutto viene sequestrata, la sua rabbia è tale che decide di farla pagare a chiunque sia coinvolto nel rapimento o ne tragga beneficio...
  • Durata: 146'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2,35), PANAVISION - DELUXE
  • Tratto da: romanzo omonimo di A.J. Quinnell
  • Produzione: SCOTT FREE PRODUCTIONS, FOX 2000 PICTURES, NEW REGENCY PICTURES, REGENCY ENTERPRISES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 10 Settembre 2004

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
A quasi dieci anni da Allarme Rosso, il regista Tony Scott, fratello dell'autore de Il gladiatore, torna a scegliere Denzel Washington come protagonista di un suo film. Creasy, questo il nome del personaggio interpretato dall'attore premio Oscar per Training Day, è un ex soldato dei corpi speciali americani. Un uomo lacerato che non riesce ad annegare i tanti demoni del suo passato nella bottiglia. Dopo avere accettato malvolentieri un incarico come guardia del corpo di una bambina di un ricco uomo d'affari a Città del Messico, Creasy sembra scoprire qualcosa di importante nel suo rapporto con la ragazzina interpretata da Dakota Fanning (Mi chiamo Sam, Le ragazze dei quartieri alti).Per la prima volta nella sua vita, riesce ad instaurare non senza difficoltà un legame affettivo forte, diventando per una sorta di surrogato di un padre troppo indaffarato. Un giorno, però, la piccola viene rapita e Creasy andrà in cerca di una vendetta personale e spietata. In un certo senso Man on Fire potrebbe essere un film interpretato da Arnold Schwarzenegger negli anni Ottanta. Con l'unica differenza che Creasy è un uomo sconfitto da se stesso e dal proprio passato. Una persona alla ricerca di qualcosa di nuovo nella sua esistenza, di una ragione di vita che viene - con sorpresa di entrambi - trovata nell'affetto incondizionato di una bimba impaurita e sola nella sua prigione dorata che la tiene lontana da un mondo decisamente pericoloso. Sebbene la trama - in un certo senso - sia prevedibile con l'eroe alla ricerca del proprio riscatto, Man on Fire è visivamente un film molto interessante con il regista Tony Scott che porta alle estreme conseguenze il discorso narrativo iniziato con film come Spy Game e con la serie di cortometraggi prodotti per la Bmw su Internet. Con tanto di "title track" cantata da Lisa Gerrard, l'ex vocalist dei Dead Can Dance utilizzata da Hans Zimmer per Il gladiatore,porta la dimensione del film ad un livello più intimista. Scott, infatti, sembra cercare non tanto l'azione e la spettacolarità in quanto tali, bensì come forma di cruda rappresentazione di una violenza rabbiosa e intensa. Di un uomo disperato che solo tramite la violenza sa come esprimere se stesso e il proprio nichilismo. Una scelta di sangue parzialmente riscattata da una ritrovata fede religiosa e - sotto il profilo dell'umorismo - da una battuta bruciapelo che in italiano suona più o meno così: "Il perdono è una questione che riguarda questi assassini e il Signore. Il mio lavoro è solo quello di potere fissare l'appuntamento e accelerarlo." Un film in molti momenti disturbante non solo per i temi, ma anche per lo stile visivo espressione tangibile del dramma del protagonista. Una pellicola impreziosita da un cast estremamente interessante: Giancarlo Giannini, Christopher Walken, Rachel Ticotin e Radha Mitchell (Pitch Black) convincente, ma anche agghiacciante nel ruolo della madre che insiste affinché Creasy uccida tutti gli uomini coinvolti nel rapimento della figlia. Un quesito è d'obbligo anche se la risposta è di natura personale: in un'epoca così violenta di per sé, c'è ancora bisogno al cinema di angeli vendicatori?

NOTE

- PRESENTATO ALLA 61MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004) NELLA SEZIONE "MEZZANOTTE".

CRITICA

In 'Man On Fire', lo sceneggiatore Brian Helgeland e il regista Tony Scott giocano sulle contraddizioni di un agente speciale alcolizzato e in crisi che non riesce a proteggere la bambina che dovrebbe sorvegliare; (...) Quando la petulante figlia di papà Pita (Dakota Fanning) gli viene rapita sotto il naso, l'uomo di fuoco giura vendetta e sguainando con disinvoltura pistole e lanciamissili si mette di buona lena a massacrare banditi e fiancheggiatori d'ogni risma: un duro che più duro non si può, anche se nel (poco) tempo libero non smette la proba abitudine di leggere e rileggere la Bibbia." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 settembre 2004)

"Detective del comune senso della paranoia di oggi, Tony Scott, fratello minore, in tutti i sensi, di Ridley, torna ad allestire un fastoso show di violenza, con denuncia solo formale incorporata, sulla scia dei polizieschi che si attardano oltre 140 minuti. (...) Troppa musica, come sempre, molti stereotipi, psicologie da gialli d'epoca dove i soldi sono alla fonte del Male; ma il thriller con redenzione si segue quasi senza noia, anche se non si può dire che il finale sia lieto o di speranza. L'infanta del complotto è Dakota Fanning, già nei pasticci come figlia di Sean Penn in 'Io sono Sam'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 settembre 2004)
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