Mammoth

GERMANIA, DANIMARCA, SVEZIA - 2009
Mammoth
Durante una vacanza in Tailandia con la famiglia, il newyorkese Leo sente che è arrivato per lui il momento di dare una svolta radicale alla sua vita. Lui e la moglie Ellen formano una coppia di successo con tanti soldi e impegni ma con poco tempo da dedicare a Jackie, la loro figlia di otto anni. La bambina passa le sue giornate con Gloria, la tata emigrata dalle Filippine per mantenere i suoi due figli. Uno di loro, Salvador, a soli dieci anni decide di cercare un lavoro per affrettare il ritorno della madre. E quando Leo si recherà nelle Filippine per un viaggio di affari una serie di spiacevoli eventi condurranno a drammatiche conseguenze per tutti.
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, CINEMASCOPE (1:2.35)
  • Produzione: MEMFIS FILM IN COPRODUZIONE CON FILM I VÄST, PAIN UNLIMITED GMBH FILMPRODUKTION, SVERIGES TELEVISION (SVT), TV2 DANMARK, ZENTROPA ENTERTAINMENTS, ZENTROPA INTERNATIONAL BERLIN

NOTE

- IN CONCORSO AL 59. FESTIVAL DI BERLINO (2009).

CRITICA

Dalle note di regia: Dopo "Container", presentato alla Berlinale nel 2007, penso che il mio nuovo film sia "un grande passo, anche se non sono sicuro sia un passo fatto in avanti o indietro. Questa è una storia molto chiara e lineare, molto vicina a "Tillsammans" anche se affronta tematiche più serie, come quella dei bambini in pericolo."

"Lo svedese Lukas Moodysson: l'autore di 'Fucking Amal', di 'Together', di 'Lilja 4-ever', è un talento sicuro. Ma 'Mammoth', titolo profetico, non è un film, è un sermone che sfonda le porte aperte dei complessi di colpa occidentali per ricordarci che nei paesi ricchi e stressati le mamme non stanno coi figli, che i bambini crescono con tate esotiche, che nei paesi delle tate altri bambini crescono senza mamma. Mentre i papà ricchi, qui Gael Garcia Bernal nei panni di un neomiliardario del web che evidentemente del mondo reale sa poco, magari entrano in contatto con gli orrori di quei paesi, qui Thailandia e Filippine, durante un viaggio d'affari. Miseria, prostituzione, pedofilia: 'Mammoth' offre il giro completo. Ma è tutto così scontato, inerte, smussato dalla bella confezione, che lascia gli spettatori assuefatti e irritati; tanto che perfino la platea berlinese, di solito molto politically correct, ha fischiato senza pietà." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2009)

"Il problema è che tutti questi drammi incombono sullo spettatore, tenuto a farsene carico e a vergognarsi d'esistere. In fondo il cinema di Moodysson si riduce a questo: dare un senso di colpa a chi non sta (ancora) male." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 febbraio 2009)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy