Mambo

ITALIA, USA - 1954
Mambo
Giovanna è una modesta commessa in un negozio di Venezia; Mario è un giovane ambizioso, spiantato e di pochi scrupoli. I due sono amanti, ma la loro relazione non è così profonda. Un giorno, Giovanna conosce per caso il conte Enrico Marisoni, un uomo ricco che inizia a corteggiarla, e Mario, tutt'altro che geloso, la spinge a intrecciare una relazione che giudica vantaggiosa dal punto di vista economico. Disgustata, Giovanna decide di lasciare Venezia ed entra a far parte di una compagnia di ballo. Sotto la guida di Katherine Dunham, la ragazza fa rapidi progressi e durante una tournée all'estero raggiunge il successo. Tornata a Venezia, Giovanna incontra nuovamente i due uomini. Enrico vorrebbe sposarla, ma lei, lasciata la compagnia di ballo, si riunisce con Mario che nel frattempo ha trovato lavoro come croupier al Casinò. Quando Mario perde l'impiego e i tempi si rifanno tristi, i due apprendono che il conte è affetto da una malattia inguaribile che lo condurrà in breve a una morte prematura e repentina. Cedendo alle insistenti pressioni di Mario, Giovanna sposa Enrico nella speranza di divenirne in breve l'erede. La ragazza, però, si scopre sinceramente innamora del marito cui è fedele fino alla fine, decidendo di troncare ogni relazione con Mario.
  • Durata: 110'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.37)
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS E CARLO PONTI PER PONTI-DE LAURENTIIS
  • Distribuzione: PARAMOUNT

NOTE

- COREOGRAFIE: KATHERINE DUNHAM.

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: MARIO CECCHI GORI.

- NELLA VERSIONE INGLESE DEL FILM, ENRICO MARTINENGO E I SUOI FAMILIARI HANNO DIFFERENTE COGNOME E TITOLO NOBILIARE: MICHAEL RENNIE (CONTE ENRICO MARISONI), MARY CLARE (CONTESSA MARISONI), CECILIA MARIS (CONTESSINA MARISONI).

CRITICA

"Mai storia banale è stata raccontata in modo più banale: raramente si sono sentiti dialoghi più "stolti", per usare una parola che gli sceneggiatori han messo in bocca a Gassman." (Luigi Chiarini, 'Il Contemporaneo', 15 dicembre 1954).

"Il film, concepito evidentemente con ambiziosi propositi, non riesce a sollevarsi al di sopra della mediocrità. Il soggetto è aggrovigliato e tortuoso, la regia incerta, la recitazione mediocre e poco convinta. In complesso il film desta scarso interesse." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 37, 1955)
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