Malèna

ITALIA - 2000
Malèna
Ambientato in Sicilia negli anni della II Guerra Mondiale, è la storia della folle passione che un ragazzino, Renato Amoroso, nutre per la donna più bella e desiderata del paese: Malèna. Mentre Renato scopre la sessualità immaginando Malèna, di volta in volta, come la Jane di Tarzan, Cleopatra, la pupa del gangster o la bella dei calendarietti per barbieri, Malèna vive la sua parabola da giovane moglie, poi vedova, a prostituta. Intanto ...

TRAMA LUNGA
Renato, ora adulto, ricorda quello che gli successe tredicenne in Sicilia. Castelcutò, 10 giugno 1940. Tutto il paese è radunato per ascoltare il discorso con cui Mussolini dà praticamente il via alla presenza dell'Italia nella II Guerra Mondiale. Renato però ha ben altro per la testa. Con la bicicletta da poco avuta in regalo, segue insieme ad altri ragazzi la camminata di Maddalena, detta Malèna, la più bella del paese. Renato è conquistato da lei, al punto di correrle dietro in ogni luogo, e quando non la vede, la sogna, e vede se stesso che arriva a difenderla, a salvarla, a portarla via, come nei film americani. Partito per il fronte, il marito di Malèna viene dato per morto quasi subito. La vita per la vedova è difficile, tra corteggiamenti, malelingue, calunnie. Finisce che Malèna ricorre all'avvocato e, in tribunale, dice a tutti che quelli sono solo fatti suoi. Mentre Renato continua a cercare di farsi vedere e a sognarla nelle notti insonni, le sorti della guerra precipitano. In paese ci sono i tedeschi, e Malèna si accompagna con loro. Poco tempo dopo l'esercito americano invade le strade. Le donne picchiano Malèna, che cambia aria e va a Catania. Con grande sorpresa, il marito, ferito ma vivo, torna in paese. Malèna lo sa e si ricongiunge a lui. Renato li vede allontanarsi. "Ancora oggi - dice con voce f.c.- è lei l'unica che non ho mai dimenticato".
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: MEDUSA, MIRAMAX, TELEPIU'
  • Distribuzione: MEDUSA FILM

TRAILER

NOTE

- COSTATO 20 MILIONI DI DOLLARI IL FILM E' STATO GIRATO IN SICILIA E AD AL JADIDA IN MAROCCO.

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2001 PER LA MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE, MIGLIOR FOTOGRAFIA.

- PREMIO DAVID DI DONATELLO PER LA MIGLIORE FOTOGRAFIA.

CRITICA

"Tornatore rientra a casa, in Sicilia, per inseguire la storia di un'ossessione erotica con Bellucci in grande ascesa (...). Per chi vive nei ricordi di 'Nuovo cinema Paradiso' e considera Tornatore regista internazionale. Del resto, è lui stesso a definirsi un massimalista dello stile contro il minimalismo del nostro cinema". (Piera Detassis, 'Panorama', 24 agosto 2000)

"Parlando per metafora, 'Malèna' è un film da vedere dall'inizio alla fine con il cappello in mano; e questo per due motivi, l'uno positivo e l'altro meno. Cominciamo dal primo: impossibile non rendere omaggio alla sapienza cinematografica di Giuseppe Tornatore, uno dei pochi registi contemporanei che sanno dare forza e respiro alle immagini, esaltare personaggi e sfondi, scandire le sequenze sui ritmi della musica. Il secondo motivo di tenere il capello in mano, più banale, è quello di non doverselo levare continuamente per salutare al passaggio le vecchie conoscenze transitanti sullo schermo". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera, 28 ottobre 2000)

"Girato benissimo con magnifiche scene di massa alla Ruttmann, produttivamente impeccabile, poco personale e poco ispirato, 'Malèna' piacerà forse soprattutto all'estero, se risulterà che gli spettatori italiani abbiano l'impressione di qualcosa di già visto oppure fatichino ad accettare la sicilianità d'epoca. (...) La violenza dell'eros è molto ben narrata; le scene forse meno felici sono quelle dell'arrivo degli americani; il debuttante Giuseppe Sulfaro è adeguato, Monica Bellucci è un'apparizione anche nuda, sensuale e giusta, Piero Notarianni fa bene la parte del padre di lei. Nei tempi, nell'andamento e nelle ambizioni del racconto, circola un'aria antiquata: magari si capisce, siamo nei Quaranta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 26 ottobre 2000)

"La storia, che nasce da un racconto-ricordo di Luciano Vincenzoni, lo sceneggiatore di Leone e di Germi, è bella. E 'Malèna', il film che ha ispirato a Giuseppe Tornatore, è sontuoso: sontuoso per la trionfale bellezza mediterranea di Monica Bellucci, sontuoso per l'ambientazione in una ideale città siciliana che, come un Lego barocco, è composta per tre quarti di Siracusa e per un quarto di Noto, sontuosa per i mezzi che Medusa e Miramax congiunte hanno dato al regista e gli consentono di avvolgere i suoi personaggi con la cinepresa superbamente condotta da Lajos Koltai, di inseguirli con dolly e carrellate tra i panni stesi ad asciugare e le spiagge dorate, di giocare con le immagini e i colori di un'apparentemente eterna estate siciliana. Ma è proprio dal contrasto tra l'anima intimista della storia e la sontuosità della realizzazione che derivano i limiti del film. Tornatore, che non ha mai girato così sapientemente, neanche nei virtuosismi di 'La leggenda del pianista sull'oceano', spettacolarizza al massimo la fragile storia dell'innamoramento di Renato Amoroso per la bella e solitaria Malèna Scordia. Dalle passeggiate solitarie della magnifica signora lungo il corso di Castelcutò sotto gli occhi concupiscenti dei maschi, i pettegolezzi invidiosi delle donne e l'aperto desiderio dei ragazzini, alle esplosioni dell'appena scoperta sessualità del dodicenne Renato, che, pensando a Malèna, prima ha una comica erezione, poi si dà ai piaceri della masturbazione nella maniera più rumorosa possibile, dalle reazioni urlate del clan familiare alla descrizione della città, tutto nel film è rumoroso, sovreccitato, caricaturale, manieristicamente e volontaristicamente siciliano". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 27 ottobre 2000)

"Tutt'altro che metaforico e astratto, percorso dai dolly e i carrelli senza i quali a Tornatore non pare di fare cinema, 'Malèna' tenta anche il contrappunto molto concreto tra le vicende personali di una donna troppo bella (anche un po' troppo taciturna: la Bellucci avrà sì e no quattro battute) e la storia nazionale, dalla dichiarazione di guerra nel 1940 allo sbarco degli alleati, con postilla 'Un anno dopo'. Le comparse invadono la piazza del paese, le prostitute vengono trattate da collaborazioniste, gli ipocriti restano ipocriti. Ma la storia, privata o collettiva, non cresce, gira su un'autocontemplazione non riscattata dal grottesco (l'umorismo non è mai stato tra le doti dell'autore, Germi e 'Signore e signori' erano un'altra cosa), dall'abuso di citazioni e dall'imbarazzante 'autoplagio' di Morricone (il tema è identico a quello di 'C'era una volta in America')". (Emanuela Martini, 'Film TV', 31 ottobre 2000)
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