Mai così vicini

And So It Goes

USA - 2014
3/5
Mai così vicini
Oren Little, agente immobiliare egocentrico e rancoroso, scopre di avere una nipote di cui non sapeva nulla. Da quel momento, l'uomo inizia a ripensare alla propria vita e a vedere tutto in modo diverso. Tutto, compresa la sua vicina di casa: Leah...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Produzione: MARK DAMON, ALAN GREISMAN, ROB REINER PER CASTLE ROCK ENTERTAINMENT, FORESIGHT UNLIMITED
  • Distribuzione: VIDEA
  • Data uscita 10 Luglio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

Rob Reiner, più Michael Douglas, più Diane Keaton uguale usato sicuro. Oren Little (Douglas) è un agente immobiliare alle soglie della pensione, cinico e del tutto indisponente nei confronti dell’umanità. Quando ricompare il figlio per affidargli per qualche tempo la nipote, una bambina di nove anni, Oren comincia pian piano a scrostare il grumo di strafottenza sotto il quale si nasconde ancora la voglia di vivere e di amare. Immancabile, a questo punto, la liaison con la dolce e un po’ svampita vicina di casa cui presta corpo e volto Diane Keaton, ormai sempre più a suo agio nei ruoli innocui da innamorata over sixty.
Commedia malinconica e senile infarcita di buoni sentimenti e tanto mestiere; solito Michael Douglas sopra le righe che ricorda il Jack Nicholson al viagra dell’ultimo decennio, quello di Tutto può succedere (non a caso in coppia con Diane Keaton), ma con una sporta di cattiveria in meno. Rob Reiner, specialista del genere, governa uno spettacolo godibile con consumata perizia, anche se lo smalto di Harry, ti presento Sally appartiene a un’altra epoca, in tutti i sensi.

CRITICA

"La commedia americana rinverdisce la formula della 'guerra tra i sessi'. Attraverso personaggi (e interpreti) ben più attempati rispetto ai classici. Ai tempi delle loro migliori schermaglie Spencer Tracy o Cary Grant o la Katharine Hepburn di 'Susanna', di 'Scandalo a Filadelfia' o 'La donna del giorno', avevano la metà degli anni di Michael Douglas (70) e Diane Keaton (68). (...) Compare il sesso in terza età, ma manca il brio irriverente dei modelli." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 10 luglio 2014)

"Di nonni bisbetici sono pieni la letteratura e il cinema. Come, per un solo esempio, 'Lord Fauntleroy' dal romanzo "Il piccolo lord" di Frances Hodgson Burnett, diventato un film ancora prima della guerra (...). Il film di oggi sembra seguire quegli stessi schemi però l'ha realizzato Rob Reiner noto per le sue commedie sentimentali (chi non ricorda 'Harry ti presento Sally' con Billy Cristal e Meg Ryan?), così c'è sempre il confronto fra nonno e nipote (qui una nipotina) (...). Reiner, però, da esperto su questi argomenti, è riuscito a evitare chela storia nonno-nipote finisse nel facile o peggio nel patetico, evitando nello stesso tempo che quell'amore fra i due anziani sfiorasse il luogo comune romantico, sveltendolo al contrario con modi asciutti e risentiti, felicemente coadiuvato in questo da quei due 'mostri sacri' cui aveva chiesto di fargli da protagonisti. Michael Douglas, sia quando è aggressivo e duro, sia quando si fa addolcire dall'amore, ha sempre una classe e una spigliatezza che gli anni ancora non hanno scalfito, tanto da essere ampiamente credibile anche nelle dichiarazioni d'amore; dal canto suo Diane Keaton, con il lungo insegnamento alle spalle di Woody Allen, sa essere rigida e tenera a comando. Imponendosi con mimica finissima. Una gioia incontrarli insieme in un film." (Gian Luigi Rondi , 'Il Tempo', 10 luglio 2014)

"In un panorama di cinema indipendente, giovane e ribellistico qual era allora in auge, un film come "Amore fra le rovine" (1975) - duetto amoroso fra i circa settantenni Laurence Olivier e Katharine Hepburn - sembrò un reperto archeologico, e a dispetto del peso divistico degli interpreti, passò pressoché inosservato. Quasi mezzo secolo dopo invece, e in piena era effetti speciali, il genere «Villa Arzilla» ha sorprendentemente (bizzarri corsi e ricorsi del costume) un suo pubblico; e le sale ospitano volentieri commedie sentimentali con protagonisti di una certa età che non appaiono né decrepiti né rassegnati: prendi i deliziosi Michael Douglas e Diane Keaton di "Mai così vicini" di Rob Reiner. (...) Nella figura dell'intrattabile protagonista, il film ricorda "Qualcosa è cambiato", non a caso scritto dallo stesso sceneggiatore, Mark Andrus; mentre a firmare la regia è Rob Reiner, l'autore di "Harry ti presento Sally" e altri successi, che nel registro romantico si muove a perfetto agio, senza mai cadere nel dolciastro perché al momento opportuno interviene la battuta spiritosa a sdrammatizzare il tutto. Quanto agli interpreti, rughe in vista e capelli sale e pepe, rappresentano la carta vincente: Douglas è attore fantastico e carismatico qualsiasi cosa faccia; la Keaton conferisce l'usuale tocco di eccentrico chic, umorismo e nevrosi d' ansia al suo personaggio. E insieme formano coppia assai ben assortita." (Alessandra Levantesi Kezich , 'La Stampa', 10 luglio 2014)

"L'avevamo lasciato nei panni del papà irascibile di Leonardo DiCaprio in 'The Wolf of Wall Street' (memorabile la scena in cui perde le staffe perché lo disturbano a casa durante il suo show tv preferito) e lo ritroviamo pianista da night club con orribile toupet in 'Mai stati così vicini', commedia con star anzianotte ma effervescenti da lui anche diretta. Lui chi? Parliamo di Rob Reiner, mitico figlio d'arte di quel Carl che lanciò Steve Martin al cinema e regista nella sua lunga carriera di 'This is Spinal Tap' (1984), 'Stand by Me' (1986), 'Harry ti presento Sally...' (1989) e 'Misery non deve morire' (1990). Arrivato alla sua diciassettesima esperienza dietro la macchina da presa, il veterano ex attore dirige con mano ferma Michael Douglas e Diane Keaton in una storia di lutto, vecchiaia, bisticci e droga pesante. Nulla di cui allarmarsi. Il film ha un aspetto ruvido ma risulta dolce e inoffensivo. (...) Non si tratta di un capolavoro e nemmeno di una commedia hollywoodiana particolarmente originale: lo spunto da 'bisbetico domato' era al centro del superiore 'Qualcosa è cambiato' non a caso scritto da Mark Andrus, stesso sceneggiatore di 'Mai stati così vicini'. Eppure c'è classe. Divertente l'idea di drcondare con crescente intensità il razzista Oren di nuovi statunitensi figli dell'immigrazione (...) e molto coinvolgenti i battibecchi tra un bravo Douglas (...) e un'eccellente Keaton (...). I nostalgici impazziranno di gioia quando la vedranno cantare dal vivo come ai tempi di 'Io & Annie' (1977) di Woody Allen. Curiosità: compare in un gradevole cameo il Frankie Valli del gruppo pop anni '60 Four Seasons, ancora nelle nostre sale raccontati in un biopic dal Clint Eastwood di 'Jersey Boys'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 10 luglio 2014)

"Piacerà a chi ha già frequentato con moderato piacere le commedie consolatorie e prevedibili di Reiner ('Harry ti presento Sally' e 'La nostra vita'). La coppia Douglas-Keaton funziona benino (anche se lui non è un vero commediante). Il classico prodotto di consumo estivo. Gradevole e subito dimenticabile." (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 luglio 2014)

"Fra i troppi saldi di fine stagione, ogni tanto sbuca un film decente. (...) Una commedia piacevole, raccontata con insospettabile garbo e discreto umorismo. E finalmente Michael Douglas ha smesso di tingersi i capelli." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 10 luglio 2014)
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