Made in Italy

ITALIA - 1965
Il film è una serie di bozzetti di costume, raccolti in gruppi initolati: "Usi e costumi", "Il lavoro", "La donna", "Cittadini, Stato e Chiesa", "La famiglia". Fra i molteplici episodi alcuni si distinguono per uno sviluppo più accurato. Un padre è orgoglioso per la laurea conseguita dal figlio, il quale per vivere dovrà adattarsi a svolgere un'attività diversa. Una famigliola non riesce, in un pomeriggio domenicale, a raggiungere il modesto traguardo di una gelateria perché le strade da attraversare sono rigurgitanti di macchine. Una piacente vedova di un vecchio ricco e nobile incontra un coetaneo del quale era innamorata; ma non lo sposerà neppure questa volta, abituatasi ormai al gioco del matrimonio d'interesse. Una giovane e avvenente signora viene avvicinata da un aitante scapolo locale; ma suo malgrado deve accorgersi che l'interesse del medesimo è solo per la sua automobile. Un uomo conquista una donna sposata, ma subito l'abbandona, con una scusa qualunque. Un uomo d'affari si irretisce nelle maglie burocratiche degli uffici comunali e ne esce qualche ora dopo carico di multe e senza il certificato richiesto. Un adultero aggredisce l'innocente moglie, facendo cadere su di lei la colpa di una situazione imbarazzante.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE/NOVEMBRE 2000.

CRITICA

"(...) I luoghi comuni degli e sugli italiani rispolverati con un po' di spirito e troppa melensaggine dall'Autore (...) agevolato (...) dai soliti sceneggiatori Scola e Maccari (...). La realtà (...) non si lascia occultare: forse per questo motivo (...) emergono nel film significativi squarci di vita e di comportamento. Ma si tratta di momenti casuali, anche se positivamente irritanti e capaci di costituire oggetto di meditazione, che vengono a disperdersi nel complesso della materia (...)". (Anonimo, "Cinema Nuovo", 179, febbraio 1966).
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