Ma non per sempre

ITALIA - 1989
Alla fine del 1800, nelle campagne dell'Italia settentrionale, abita una giovane contadina, Maria. Alla morte di suo padre, ingenuamente Maria trasgredisce a una delle leggi non scritte della sua terra: è lei a chiudergli gli occhi, atto che spetterebbe al figlio maggiore. Da quel momento Maria viene considerata una strega e anche il maestro del paese, di cui è innamorata, la abbandona. Per soddisfare il suo sogno di avere un bambino, decide allora di sposare l'unico uomo che le è rimasto accanto e che però non ama, Erminio. La vita, però, la beffa nuovamente, perché non può avere figli. Incapace di accettare la realtà, Maria si troverà al bivio, pronta a una scelta drastica e tragica...
  • Altri titoli:
    Come una favola
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GAETANO DANIELE PER CECCHI GORI GROUP, TIGER CINEMATOGRAFICA, RETEITALIA, ESTERNO MEDITERRANEO FILM
  • Distribuzione: CECCHI GORI GROUP (1990) - PENTAVIDEO

NOTE

- IL FILM ERA STATO ANNUNCIATO CON IL TITOLO "COME UNA FAVOLA".

CRITICA

"'Ma non per sempre' si fa apprezzare per un piglio narrativo decisamente disinvolto e per taluni, gradevoli intermezzi poetici. Ma non sempre, però l'ingranaggio sogno/realtà opera leggera e soave, funziona inceppandosi in una svanita aleatorietà d'insieme." (Fabio Bo, "Il Messaggero")

"Forse, in qualche momento, c'è il rischio di una letteratura un po' accentata, specie quando, nell'ambito della cornice ottocentesca, si fa anche un po' di etnologia secondo tradizioni popolari più dette che non rappresentate, la regia però dell'esordiente Marzio Casa, ha riscattato spesso questa pecca con un linguaggio che rifacendosi palesemente all''Albero degli zoccoli' di Olmi privilegia quasi ad ogni pagina delle ricerche attente di stile. (Gian Luigi Rondi, "Il Tempo")

"(...) Marzio Casa mostra di avere buone qualità nel dosare gli effetti drammatici, i risvolti psicologici, le sottolineature emotive. 'Ma non per sempre' è una elegante parabola di altri tempi per raccontare sempre attuali verità: la forza dei pregiudizi, il coraggio di ribellarsi alle convenzioni, la suggestione del mistero, la luce della verità sempre intravista e mai raggiunta. Manca tuttavia nel film un elemento essenziale alla perfetta descrizione dei personaggi e degli ambienti toccati da Casa: la disperazione (o la rassegnazione). Cosicché il discorso che sottende la metafora si manifesta privo di aggressività, di forza reattiva, di ribellione. Tutto scorre come in una storia raffinata e seducente, ma come osservata da lontano." (Valerio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 27 novembre 1990).
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