MA MERE

FRANCIA - 2003
MA MERE
Pierre viene allevato dai nonni fino all'età di 17 anni. Durante una vacanza estiva con i genitori scopre che il loro rapporto è disastrato. Quando il padre muore in un incidente stradale, sogna di prenderne il posto con sua madre, Hélène, che lui considera una vittima. Hélène invece non desidera sottostare ai desideri del figlio, anche se ha scelto comunque una vita in cui l'immoralità è come una droga. Per questo manda Pierre da una sua giovane amica. Vuole che suo figlio "assuma la stessa droga" e impari a conoscerla per quella che lei è veramente.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: ROMANZO OMONIMO (INCOMPIUTO) DI GEORGES BATAILLE
  • Produzione: PAULO BRANCO, ALEXANDER DUMREICHER-IVANCEANU E GABRIELE KRANZELBINDER PER GEMINI FILMS, MADRAGOA FILMES, AMOUR FOU FILMPRODUKTION, CNC, CANAL+, ARTE
  • Distribuzione: I.I.F. (2004)
  • Vietato 14
  • Data uscita 25 Giugno 2004

NOTE

- REVISIONE MINISTERO 22 GIUGNO 2004

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 27 GENNAIO 2005 HA ABBASSATO IL DIVIETO DA 18 A 14 ANNI.

CRITICA

"Isabelle Huppert, attrice sublime, è giunta alla fase scabrosa e acritica degli eccessi, votandosi alla causa del cinema sadomaso: con 'Ma mère' il magico equilibrio della 'Pianista' si rompe. E' una prova di automatica bravura fuori luogo in un film decadente e mortuario (altro che inno alla libertà!) tratto dal romanzo scabroso, postumo e incompiuto del complessatissimo e sfortunatissimo Georges Bataille. (...) Pour épater il pubblico borghese l'autore raccoglie una sfilza di violente perversioni e sadiche perdizioni, concludendo l'iter con un ultimo impossibile e sanguinoso amplesso incestuoso. Pur non mirando al cinema per voyeur, il regista, non all'altezza delle ambizioni metafisiche, finisce per titillare i bassi istinti verso l'espressione di un'ambiguità affettiva assoluta. Buona fede? L'unica presenza inquietante in questa storia ambientata alle Canarie del turismo sessuale omologato, è Louis Garrel già incestuoso in 'The Dreamers' e specialista di onanismi, qui portatore sano di un'ingenua innocenza malata, desiderosa di raggiungere attraverso le brutture l'amore ideale." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 giugno 2004)

"In Francia ha fatto molto rumore, fino alle più ridicole recriminazioni per essere stato escluso dal Festival di Cannes, questo orribile film che ha il solo merito di contenere la numero uno di tutte le attrici europee: Isabelle Huppert, una volta di più impavida, alle prese con un ruolo che avrebbe fatto scappare a gambe levate anche la più trasgressiva delle sue colleghe. (...) Il risultato è assolutamente mortifero, il tentativo di cercare un linguaggio 'vero' serve solo a produrre un film brutto e sciatto, e il povero Louis Garrel, figlio incestuoso dopo essere stato il fratello incestuoso nei 'Sognatori' di Bernardo Bertolucci, a vent'anni è già condannato alla fama di sporcaccione." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 25 giugno 2004)
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