Ma che ci faccio qui!

ITALIA - 2006
Ma che ci faccio qui!
Ad attendere il 18enne Alessio davanti ai quadri di maturità c'è un'amara sorpresa: è stato bocciato. L'esito negativo degli esami stravolge i suoi piani estivi poiché aveva in programma di partire con i suoi due più cari amici per un viaggio itinerante in Europa. Nonostante il divieto dei genitori, Alessio decide di raggiungere lo stesso i suoi amici e parte a bordo del suo motorino, ma la sua corsa è di breve durata perché una serie di disavventure lo costringe a una sosta forzata lungo il litorale romano. L'esperienza acquisita servirà ad Alessio per imparare che a volte 'viaggiare' non è solo una questione di chilometri...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA, RAI CINEMA, ISTITUTO LUCE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE
  • Data uscita 1 Settembre 2006

CRITICA

"Un'opera prima italiana. Però ante litteram, perché si tratta, in realtà, del saggio di diploma di un allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia ritenuto così valido che, a cura dell'Istituto Luce e di Rai Cinema, è stato distribuito nelle sale. Il suo regista, del resto, il giovane torinese Francesco Amato, ancora prima di diplomarsi, oltre ad avere collaborato come assistente con Pupi Avati per 'Il cuore altrove', aveva realizzato dei documentari e dei cortometraggi presentati e anche premiati in vari festival. (...) Un viaggio come formazione. Secondo uno schema già da tempo visitato dal cinema, risolto però dall'esordiente Amato, che si è scritto il testo con un coetaneo, Andrea Agnello, con una certa freschezza ed anche, nel disegno dei caratteri - quello centrale e gli altri di contorno - con una vivacità che accetta colori precisi, alcuni attraversati da un umorismo gentile. Naturalmente, soprattutto nella costruzione del racconto, degli impacci e delle esitazioni si fanno avanti, specie quando si profila la tendenza ad imitare un certo cinema giovanilistico recente, ma l'impresa ha un suo garbo e può convincere. Con il contributo di un gruppo di interpreti, quasi tutti, anch'essi, allievi e ex allievi del Centro Sperimentale. In prima fila il protagonista, Daniele De Angelis. Crescerà e potrà farsi una strada." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 settembre 2006)
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