L'uomo senza gravità

ITALIA, BELGIO - 2019
3/5
L'uomo senza gravità
Oscar viene alla luce in una notte tempestosa, nell'ospedale di un piccolo paese, e da subito si capisce che c'è qualcosa di straordinario in lui: non obbedisce alla legge di gravità. Fluttua in aria più leggero di un palloncino, di fronte allo sguardo incredulo della madre e della nonna. Le due donne fuggono con il neonato e decidono di tenerlo nascosto agli occhi del mondo per molti anni. Solo la piccola Agata conosce il suo segreto. Fino al giorno in cui Oscar decide che tutto il mondo deve conoscere chi è "L'Uomo senza gravità".
  • Durata: 107''
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ISARIA PRODUCTIONS, ZAGORA, IN COPRODUZIONE CON CLIMAX FILMS (BELGIO) CON IL SOSTEGNO DEL MIBACT, DELLA REGIONE LAZIO, E DELL'IDM SÜDTIROL - ALTO ADIGE, CON IL SOSTEGNO DEL GOVERNO FEDERALE BELGA BNP PARIBAS FORTIS FILM FINANCE
  • Distribuzione: NETFLIX
  • Data uscita 21 Ottobre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

È un uomo volante. Nato senza obbedire alla legge della gravità durante una notte tempestosa nell’ospedale di un piccolo paese. Si chiama Oscar (Pietro Pescara, poi da adulto Elio Germano) e fluttua nell’aria, si libra nella stanza più leggero di un palloncino, di fronte allo sguardo incredulo della madre (Michela Cescon) e della nonna (Elena Cotta). 




Di supereroi italiani al cinema ne abbiamo visti molti ultimamente da Claudio Santamaria in Lo chiamavano Jeeg Robot
 a Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores fino a Luca Argentero in Copperman, questa volta protagonista è un Uomo senza gravità, più un antieroe che un supereroe che va alla ricerca della normalità. 



Se L’uomo elefante di Lynch, quando camminava in mezzo alla gente, metteva in testa un sacco bucato cucito ad un cappello per coprire le deformità del viso e del cranio, questo senza gravità porta con sé sempre uno zainetto rosa, che lo tiene con i piedi per terra e non lo fa volare, regalatogli dalla sua amica d’infanzia Agata (Jennifer Brokshi, da adulta Silvia D’Amico), l’unica che lo guarda senza pregiudizi.



È una sorta di Batman che nasconde al mondo questa sua capacità e che cerca in ogni modo di farsi accettare da una società più votata alla pesantezza che alla leggerezza. O anche un Pinocchio, la cui abilità di burattino senza fili viene subito mercificata da Mangiafuoco, in questo caso un manager francese (Vincent Scarito) che incarna anche un po' Il gatto e la volpe.
 



Con qualche effetto speciale (sono state utilizzate alcune delle tecnologie di Gravity), in chiave più poetica che spettacolare, che ci regala alcune scene alla Dumbo (con il suo sguardo così triste davanti al pubblico plaudente, che aspetta di vederlo in volo, ricorda tanto il famoso elefantino) il film di Marco Bonfanti è una favola delicata, originale e leggera, ma al tempo stesso malinconica e commovente.



E, sebbene nella seconda parte talvolta si perda un po’, questo supereroe il cui potere è quello della differenza conquista perché, proprio come lui, questo film, grazie anche a un cast eccellente, si distingue nel panorama del cinema italiano.

NOTE

- PREAPERTURA DELLA XIV FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2019)
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