Luci del varietà

ITALIA - 1950
In un piccolo paese, non lontano da Roma, una compagnia di guitti del varietà, diretta dal signor Checco, dà una rappresentazione. Avendovi assistito, Liliana, una bella ragazza del paese, lascia la sua casa per unirsi alla compagnia. Un caso imprevisto la costringe a debuttare in un paese vicino ed ella ottiene, con la sua bellezza, uno straordinario successo. Un ricco avvocato l'invita a cena insieme ad altri artisti e, dopo averle fatto una corte spietata per tutta la sera, tenta durante la notte d'entrare a forza nella camera della ragazza. L'intervento di Checco provoca una rissa, che si conclude con la partenza di tutta la compagnia per Roma. In un locale notturno Liliana conosce il signor Adelmo, tipo alquanto losco, che le promette scritture e successi. Nel frattempo il signor Checco cerca affannosamente di riunire una compagnia: Liliana dovrebbe essere la soubrette. Ma quando tutto è pronto, Liliana lascia il vecchio amico per debuttare in una grande compagnia di riviste: la sua bellezza le apre tutte le porte e procurerà a lei ed al suo impresario ed amico Adelmo i più ambiti successi. Checco, riuniti i vecchi guitti, riprende la sua miserabile esistenza.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO A GIULIETTA MASINA COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"(...) Tutto il film è gustoso e piacevole, per ineguale che appaia; peccato che i suoi personaggi sappiano di già noto e di un abusato patetismo; e, fra tutti, meno nettamente delineata sia appunto la giovane protagonista (...)". (Arturo Lanocita, "Corriere della Sera", 13 gennaio 1951).

"Il muoversi di questa turba in viaggio, la proiezione di questo "varietà", campionario di un'umanità deformata, sullo sfondo d'una provincia esatta di squallore, italiana profondamente, offre a Fellini l'occasione per formare immagini risonanti e emblematiche, a volte orientate in piccoli episodi allegorici, che da sole, e quasi al riparo da un vero peso narrativo, condensano la moderna angoscia del nuovo cinema di Fellini." (Brunello Rondi, "Il cinema di Fellini" in "Bianco e nero", 1965)
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