LOST SOULS - LA PROFEZIA

LOST SOULS

USA - 2000
LOST SOULS - LA PROFEZIA
TRAMA BREVE
Maya Larkin è una donna fragile, la cui esistenza è stata salvata dalla fede. Posseduta dal diavolo, è stata salvata dall'intervento di un sacerdote, padre Lareaux. Maya, adesso, è l'unica che può salvare Peter Kelson, uno scrittore ateo e miscredente, prima vittima di una profezia diabolica.

TRAMA LUNGA
La giovane Maya è uscita da un passato buio e tormentoso grazie a padre Lareaux che l'ha strappata dalle mani del diavolo e l'ha incoraggiata ad unirsi ad un gruppo di sacerdoti che aspettano l'arrivo del diavolo incarnato nel corpo di un essere umano. Peter, autore di best seller, scruta le menti di criminali spietati in cerca delle origini della loro violenza. Orfano dei genitori, assassinati quando era bambino, Peter si è allontanato dal cattolicesimo nonostante l'educazione religiosa ricevuta dallo zio, padre James. Maya e Peter si incontrano per partecipare ad un esorcismo autorizzato dalla Chiesa di New York: l'uomo posseduto è Henry, uno psicopatico che ha ucciso tutta la famiglia. Il rito lascia Maya sconvolta. In seguito la ragazza riesce a decifrare un ultimo messaggio di avvertimento nel quale Henry ha rivelato, attraverso un codice segreto, il nome dell'uomo nel cui corpo Satana ha deciso di incarnarsi: Peter Kelson. Maya convince Peter che attraverso una cospirazione il maligno ha organizzato la sua vita appositamente per quest'unico scopo. Quando episodi perversi cominciano a turbarlo, Peter decide di affidarsi a Maya per reagire e difendersi. Dopo ulteriori ricerche, Peter scopre con orrore di essere nato da un incesto. Claire, la sua compagna, cerca di sparare a Maya ma fallisce e muore. In preda alla disperazione, Maya e Peter vanno in chiesa dallo zio padre James. Nella speranza che sia lui il Maligno, Peter spara allo zio. A questo punto Maya interviene e, a sua volta, spara a Peter uccidendolo. IL Male è stato ancora una volta sconfitto.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Produzione: AVERY PIX, CASTLE ROCK ENTERTAINMENT, PRUFROCK PICTURES
  • Distribuzione: NEXO

NOTE

- IL REGISTA HA VINTO IL PREMIO OSCAR COME DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA PER "SCHINDLER'S LIST"

CRITICA

"Un film come 'Lost Souls' non va preso troppo sul serio. Non è il caso di sfiorare, presentandolo, dispute di ordine teologico. Nasce, sì, dalla diffusione nel mondo occidentale di strane sette che praticano cerimonie assurde, ma va considerato soprattutto come un film di paura, come ripresa di un 'genere' cinematografico che ebbe le sue fortune. Kaminski è abile nel girare scene da angolazioni insolite, nel montare con concitazione brani, nel creare insomma atmosfere paurose. Tutto, nel film, è e di buona professionalità: l'ambientazione, le riprese fotografiche e la recitazione". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 12 gennaio 2001)

"Se 'Lost Souls' non evita la convenzionalità e stenta a farti venire la pelle d'oca come dovrebbe, bisogna riconoscere alla regia dell'esordiente Janusz Kaminski una certe eleganza e alle immagini un'alta qualità. Nel cast i migliori sono i preti: John Hurt, che dai tempi il cui l'Alien gli usciva dallo stomaco è sempre condannato a subire le pene dell'inferno; Elias Koteas, bel diacono confidente di Winona; il caratterista Philip Baker Hall, sacerdote con tentazioni diaboliche". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 gennaio 2001)

"Prodotto da Meg Ryan e diretto dall'ex direttore della fotografia di Spielberg, il premio Oscar Janusz Kaminski, il film è immerso in tonalità seppia e bluastre che accentuano l'inquietudine del male, i toni un po' folkloristici delle sedute esorcistiche, la rappresentazione esoterica più che mistica della religione cattolica, la fenomenologia di eventi paranormali che assale i posseduti, le atmosfere raccapriccianti che trafugano tutti i possibili satana del passato, da 'Rosemary's baby' a 'Il presagio'. Qualche sequenza è zoticamente ben allestita ma, in generale, l'impianto narrativo fa acqua da tutte le parti e Winona, piuttosto invasata, non è mai raccapricciante come Linda Blair". (Fascio Bo, 'Il Messaggero', 12 gennaio 2001)
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