Loro chi?

ITALIA - 2015
3/5
Loro chi?
David, 36 anni e un'unica ambizione: guadagnare la stima del presidente dell'azienda in cui lavora, ottenere un aumento di stipendio e la promozione da dirigente. Finalmente la sua occasione sembra arrivata: dovrà presentare un brevetto rivoluzionario che gli garantirà la gloria e l'apprezzamento inseguiti da sempre. Ma in una sola notte l'incontro con Marcello, un abile truffatore aiutato da due avvenenti socie, cambierà il corso della sua vita. David perde tutto: fidanzata, casa e lavoro e per recuperare dovrà imparare l'arte della truffa proprio da colui che l'ha messo nei guai.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ROBERTO SESSA PER PICOMEDIA, WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 19 Novembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
L'arte dell'imbroglio, il tema della maschera, il problema dell'identità. Sottotesti importanti per una evasione leggere leggera, che evapora un secondo dopo i titoli di coda. E' Loro chi?, commedia sul doppio e di doppi, che oltre a riproporre l’accoppiata Giallini/Leo (di nuovo insieme dopo Buongiorno papà) ne lancia una inedita in regia, quella formata dallo sceneggiatore Fabio Bonifacci e dal regista televisivo Francesco Micciché.
Edoardo Leo interpreta un impiegato d’azienda con velleità da scrittore, fregato da un uomo (Giallini) che gli porta via tutto dandogli però una possibilità di riscatto nel ramo truffe.
Giallini chiama, Leo risponde: i gemelli della truffa funzionano, si completano, purché si resti nella commediola di oggi, senza scomodare paragoni importanti. Il mattatore era altra cosa e anche Totòtruffa veniva da un altro pianeta. Qui c'è soprattutto l'assolo dell'attore di razza, un paio di gag riuscite, il buon assortimento di caratteri. Non si va oltre però l'effetto simpatia, l'assemblaggio di scenette, l'Italia cuscinetto disegnata dalle Film Commission.
Gradevole senza entusiasmare, con buone cartucce in canna (il rapporto tra cinema e inganno, il masochistico piacere dell'illusione) e una pistola a salve per sparare.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON BANCA POPOLARE DI SONDRIO, MACH1, ERRELLE INVEST, RN ONE, DUCATI ENERGIA.

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA. REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; CO-FINANZIATO DAL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FERS) DELLA U.E. "INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO", APULIA FILM COMMISSION, REGIONE PUGLIA-ASSESSORATO AL MEDITERRANEO, CULTURA E TURISMO, UNIONE EUROPEA; IN COLLABORAZIONE CON TRENTINO FILM COMMISSION.

- FABIO BONIFACCI E FRANCESCO MICCICHÈ SONO STATI CANDIDATI AL DAVID DI DONATELLO 2016 COME MIGLIORI REGISTI ESORDIENTI.

CRITICA

"Una variazione sul modello della 'Stangata', solo che i due protagonisti - Marco Giallini e Edoardo Leo - sono antagonisti anziché complici. (...) In realtà molto fa pensare al Gassman del Mattatore che del resto richiama un bagaglio - la commedia, Dino Risi e Mario Monicelli, Gassman come Sordi - molto caro e presente a questi come a tanti altri autori italiani. Abbastanza divertente e spigliato, ma il respiro è affannato. Leo conferma di essere una risorsa per la commedia ma gira un po' su se stesso, si sente l'aspettativa di un salto. E Giallini va un po' troppo sopra le righe, è un po' troppo caricaturale." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 19 novembre 2015)

"(...) una commedia spassosa e non banale (...) Marco Giallini ed Edoardo Leo (...) due cavalli di razza della commedia contemporanea che sanno onorare una certa 'romanità' espressiva. (...) 'Loro chi?' esprime un cine-linguaggio che arriva da lontano e non poco rivela le sue derivazioni dalla classica commedia degli equivoci e dei mascheramenti. Ad aggiungersi qui come in ogni 'caper movie' (genere cinematografico incentrato sul furto di gruppo) c'è appunto l'inganno premeditato che sfocia in leggendari furti e rapine perpetrati da inespugnabili ladri spesso gentiluomini. A mescolarsi è dunque l'esigenza di dialoghi/action misurati al cronometro a quella di una leggerezza di stile che abbia spesso la battuta pronta." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 19 novembre 2015)

"Piacerà a chi sa apprezzare l'inventiva quando c'è (non c'è molto spesso) nel cinema italiano. E in questi ultimi anni, film su film, ha visto crescere la propria stima per Giallini e Leo, due attori venuti dalla gavetta e che sembravano condannati a vita al dopo gavetta (cioè alla collocazione in seconda fila)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 novembre 2015)

"Al diavolo l'erba del vicino. È grazie a film come questo che il nostro giardino risplende, ammirato, di un verde invidiabile e inimitabile. Una commedia intelligente, che pesca nella tradizione italiana, quella dei Monicelli e dei Risi, dei Gassman e dei Sordi, per assemblare una delle sceneggiature più scoppiettanti degli ultimi anni. Merito, soprattutto dei due protagonisti, di Marco Giallini e Edoardo Leo, ovvero il meglio che possiamo mettere, in questo momento, sul mercato del settore. Già da soli, fanno la fortuna di una pellicola: figuratevi insieme. (...) Un film che si inserisce perfettamente anche nel filone americano degli imbrogli, differenziandosi, però, per il fatto di aver messo a nudo alcuni dei difetti del nostro paese. (...) Pazienza per il finale, forse, non all'altezza del resto del film. L'ottima regia a quattro mani asseconda una sceneggiatura ad orologeria, lasciando lo spazio dovuto agli ispirati Giallini e Leo. E questa non è una illusione." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 19 novembre 2015)
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