LOCH NESS

GRAN BRETAGNA - 1995
LOCH NESS
In piena crisi professionale, lo zoologo americano Jonathan Dempsey viene inviato sul lago Loch Ness dal suo capo, il dottor Mercer, per sfatare la leggenda della presenza di un mostro. Ottenuta ospitalità nella locanda della graziosa Laura McFeteridge, anche se la figlioletta di costei, Isabella, simpatizza con lui, Dempsey, pur con un passato di cacciatore di animali mitologici (che il suo assistente Adrian Foote gli ricorda appassionatamente) è impaziente di finire il lavoro e di andarsene. Affittata una barca, scandaglia senza risultati le acque con strumenti ultramoderni, suscitando la diffidenza di Water Baliff, il guardiano delle acque, e l'aperta ostilità dei pescatori, che gli sabotano le apparecchiature. Ripristinatele, e terminate le ricerche, Dempsey sta per partire con la certezza dell'inesistenza del mostro, ma una fotografia scattata dal dottor Abernathy, il suo predecessore morto misteriosamente, che mostra una strana pinna, lo induce a rimanere. Convinto, dopo un incidente sul lago, che il mostro esiste, Dempsey nel raccontare il fatto a Laura si emoziona e la bacia suscitando le ire del suo spasimante locale, Andy MacLean, che malmena Jonathan. Dopo essere stato consolato da Laura, su un disegno di Isabel raffigurante il mostro scorge pinne uguali a quelle della fotografia. La bimba gli promette che gli mostrerà la favolosa creatura e lo conduce nei sotterranei del castello di Urquhart. Qui, in una caverna lacustre sotterranea, avviene finalmente l'incontro con due sauri fossili sopravvissuti che, atterriti dal flash della macchina fotografica, per poco non fanno annegare Isabel. Nonostante l'opposizione di Laura e della piccola, Dempsey pensa solo al successo e, comunicata la scoperta al dottor Mercer, giunge a Londra per una conferenza stampa. Sul treno però l'anziano Baliff prega Jonathan di non tradire il segreto del lago, lasciandolo turbato. E così Dempsey decide di non rivelare la sua scoperta e torna in Scozia accanto alla donna che ama.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Produzione: POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT, WORKING TITLE FILMS
  • Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE

- TECNICO DEL SUONO: MARK AUGUSTE.

- REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1996

CRITICA

"(...) Ci sarebbe piaciuto che il film proseguisse sul filo del rasoio tra il cinismo ostentato del ricercatore americano, deluso da una precedente spedizione alla scoperta dello Yeti, e la silenziosa devozione dei nativi al mito indimostrabile: senza distribuire ragioni e torti. Ma il cinema è uno spettacolo popolare, anche quando suscita implicazioni pensose, e in casi come questo bisogna accontentarsi del divertimento che può fornire una favola d'ordinaria amministrazione: dove Danson, dopo aver fatto naufragio nel lago sotto i colpi di una creatura non identificata, ritrova l'entusiasmo del ricercatore anche per amore dell'albergatrice Joely Richardson, madre della streghetta Kirsty Graham che, a 7 anni, la sa più lunga di tutti". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 6 luglio 1996)

"È un film con messaggio ecologico e antiscientista incorporato, scritto e diretto nella più stretta osservanza delle regole hollywoodiane Portateci pure i bambini". (Morando Morandini, 'Il giorno', 1 luglio 1996)

"Più che agli effetti speciali, o agli alti e bassi di una vicenda d'amore piuttosto convenzionale, il film girato sui luoghi veri si affida alla suggestione dell'ambiente: da quel lago che sembra un canale scavato fra le montagne ci si attende davvero di veder affiorare qualcosa di imprevisto... In tale cornice risalta la problematica dell'operazione: i misteri della natura andrebbero scoperti e rivelati, come vuole la scienza, o prudentemente protetti come sembrano indicare le più recenti conclusioni dell'ecologia?" (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 6 luglio 1996)

"Gradevole commedia di incommensurabile quanto voluta ingenuità, che prendendo spunto da un indistruttibile mito britannico, scivola via tra ecologia e sentimento, strizzando l’occhio al pubblico infantile: l’amore, ragazzi miei, batte la scienza. Ben più dell’inafferrabile mostro merita di finire in fondo al lago l’irritante bambina". (Massimo Bertarelli, ‘Il giornale’, 23 dicembre 2000)
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