Litigi d'amore

The Upside of Anger

USA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA - 2005
Litigi d'amore
Terry Wolfmeyer, moglie affettuosa e madre attenta di quattro figlie, vive in una tranquilla cittadina di provincia. Un giorno, la sua vita viene scossa da un evento improvviso: la misteriosa scomparsa di suo marito. Così Terry si trova a dover affrontare da sola i problemi di ogni giorno, a fronteggiare le personalità complesse e difficili delle quattro figlie - Christensen, Wood, Russell e Witt - anche loro spaesate e confuse dinanzi al nuovo stile di vita che si prospetta. Terry, confusa e disperata, cerca consolazione nell'alcol e nelle attenzioni di Denny, il loro vicino di casa. Questi da giovane è stato campione di football e ora conduce una trasmissione in una radio locale, e pian piano diventa un punto di riferimento fondamentale nella vita di Terry e della sua famiglia. Ma tutto si complica quando non solo la madre, ma anche le figlie, si rivolgono a Denny per risolvere i loro dilemmi romantici...
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: MEDIA 8 ENTERTAINMENT, VIP 2+3 MEDIENFONDS, ZEPHYR FILMS LTD.
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 15 Aprile 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Lasciata improvvisamente dal marito e rimasta con le quattro figlie adolescenti (Erika Christensen, Evan Rachel Wood, Keri Russell, Alicia Witt) la non più giovane Terry Wolfmeyer (Joan Allen) imparerà a fare i conti con le conseguenze della rabbia. L'unico modo per uscirne, apparentemente, è rifugiarsi nell'alcool e coltivare l'affettuosa amicizia con il vicino Denny (Kevin Costner), ex campione di baseball quasi sempre ubriaco, ora voce di una radio locale. Spacciata dai trailer e dal malaugurato titolo italiano come banalissima commediola d'amore fra over 45 (vedi Tutto può succedere), The Upside of Anger - questo il nome con cui preferiremmo ricordarla - è invece opera ben più profonda, di rara bellezza. Scritta e diretta con arguzia da Mike Binder (che si ritaglia un ruolo di non poco conto, interpretando Shep, regista dell'emittente radiofonica che avrà una liaison con una delle giovani figlie della protagonista), la pellicola, seppur dolorosa e crepuscolare, è narrativamente brillante e dinamica. Joan Allen e Kevin Costner sono misurati e intensi, le quattro ragazze perfette, per un film che sfrutta al meglio ogni minima inflessione dello stato d'animo dei singoli personaggi. Dapprima comico teatrale, poi sceneggiatore, dal 1992 regista (Crossing the Bridge), Binder è riuscito nella stesura di The Upside of Anger grazie alla personale esperienza vissuta da bambino: "Quando i miei si separarono", racconta l'autore, "mia madre ha attraversato un periodo molto duro, che è durato anni. Ho concepito la sceneggiatura come una parabola sulla collera che non trova il suo sfogo, sulle cose per le quali la gente perde tempo ad arrabbiarsi". Sarà proprio uno sconvolgente colpo di scena finale, tanto funzionale quanto inaspettato, a chiudere questo sulfureo ed ineluttabile circolo capzioso dato dal rancore. Da non perdere.

NOTE

- LA SCENEGGIATURA, SCRITTA DA MIKE BINDER, E' STATA SCRITTA APPOSITAMENTE PER JOAN ALLEN.

CRITICA

"La banalità del titolo italiano, 'Litigi d'amore', travisa le intenzioni degli autori e confonde le aspettative del pubblico. 'The Upside of Anger' può essere tradotto 'al culmine della collera', è invece tutt'altra cosa. Si tratta di un'intelligente commedia drammatica sulla middle class americana di provincia. (...) Una piacevole sorpresa, che ci riconsegna un Costner finalmente in forma. Quanto a Joan Allen recita come un'attrice di teatro, più con la voce che con il resto. Mike Binder, regista e sceneggiatore, va felicemente in controtendenza, ci prende amabilmente in giro e nel finale ci stupisce. Un piccolo, amabile racconto, che volutamente non ci fa versare una lacrima, ma emoziona." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 15 aprile 2005)

"A Hollywood li chiamano vehicles, veicoli. Sono i film cuciti addosso alle star per esaltarne le qualità. Ma anche il cinema indipendente ha i suoi veicoli a giudicare da questo acido e godibile 'Litigi d'amore', titolo originale 'The Upside of Anger', forse più pertinente perché la rabbia, in ogni sua forma, è la grande protagonista. (...) Ma naturalmente non esiste solo la rabbia, ci sono anche la compassione, lo stupore, l'amore. Anche se il meglio del film è proprio nell'energia feroce della Allen, nei dialoghi sferzanti, nel contrasto fra la nostalgia di certezze borghesi e la durezza dei sentimenti." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 aprile 2005)

"Il titolo è brutto e banale, il film è bello e originale. (...) Come si costruisce un affetto sulle palafitte dei forse e dei può darsi, nella tristezza periferica di Detroit: spira aria di Cassavetes, tutti falliti e-o tutti promossi. Si vedrà." (Maurizio Porro, Corriere della Sera, 16 aprile 2005)
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