Life As a B-Movie: Piero Vivarelli

ITALIA - 2019
3,5/5
Life As a B-Movie: Piero Vivarelli
La vita irrequieta e la filmografia caleidoscopica di Piero Vivarelli, regista di B-Movies italiani di tutti i generi, paroliere di successi musicali, tra cui 24.000 baci di Celentano, e sceneggiatore dello Spaghetti Western "Django", amato da Quentin Tarantino, si intrecciano in questo ritratto di un provocatore rivoluzionario. Giovanissimo aderente alla Decima MAS, l'unico non cubano, oltre a Che Guevara, ad avere una tessera del Partito Comunista Cubano firmata da Fidel Castro. Spaziando da "Urlatori alla Sbarra", film musicale con Celentano, Chet Baker e Mina sul mondo giovanile che comincia a muoversi a ritmo di rock, a film di attualità politica come "Oggi a Berlino", a "Django", che anticipa uno stile di Spaghetti Western destinato a far scuola, Vivarelli cavalca l'onda del nuovo. Dà corpo ai fumetti con "Satanik" e "Mister X" e mette in scena la rivoluzione sessuale con "Il Dio serpente". Attraverso una narrazione creativa, il documentario esplora in profondità un territorio trascurato della cultura pop italiana e mondiale e, al contempo, scava in una vita che è essa stessa un film di genere, un film "alla Vivarelli": esagerato, ironico, sensuale, pieno di vitalità, musica, e tanta azione.
  • Durata: 82'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: MARCANTONIO BORGHESE, TAKU KOMAYA PER TEA TIME FILM, WILDSIDE, IN ASSOCIAZIONE CON ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Chi era Piero Vivarelli? Re dei b-movies, divertente, simpatico, buffo, colto, regista, consulente musicale e giornalista, Vivarelli era tante cose.

Ce lo raccontano Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli nel bel documentario Life as a B-Movie: Piero Vivarelli presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Classici-Documentari e prossimamente in onda su Sky Arte.

 

Non facile da etichettare e classificare, Vivarelli era uno che prendeva la vita come un gioco. Nacque a Siena nel 1927, fino a sette anni voleva fare l’ufficiale di marina, poi s’innamorò di Shirley Temple e decise di fare cinema. Attraversò diversi generi a partire dai musicarelli.

Esordì alla regia nel 1960 con Sanremo e fu colui che sdoganò il molleggiato Celentano sul grande schermo grazie alle celebri canzoni 24mila baci e Il tuo bacio è come un rock di cui fu paroliere.

Fu poi regista dell’erotico-esotico Il dio serpente, di un film sul muro di Berlino (Oggi a Berlino), revisore della sceneggiatura dello spaghetti western Django di Sergio Corbucci, girò Il vuoto (bocciato dalla censura perché considerato troppo erotico) e la commedia musicale Rita la figlia americana con la coppia Rita Pavone e Totò e i Rokes, l’avventuroso fumetto Mister X e Il Decamerone Nero.

Anticonformista, trasgressivo, fantasioso e fuori dalle linee. Nella vita privata ebbe tante donne, mise tante corna e si innamorò diverse volte. Si sposò due volte (con Enza Minervini e poi con l’attrice Beryl Cunningham) ed ebbe due figli (uno dalla relazione con Veronique Chesnell, una ballerina del Piper). Da padre non gli mancarono i sensi di colpa, soprattutto verso il figlio Alessandro, avuto da Enza Minervini, visto come attore in Mediterraneo, che morì per problemi con la droga.

Nell’ultimo periodo della sua vita si trasferì a Cuba e girò La Rumbera. Fu l’unico non cubano, oltre a Che Guevara, ad avere una tessera del Partito Comunista Cubano firmata da Fidel Castro. Amava la libertà.

Malato di cuore, Vivarelli sognava di morire mentre volava su un paracadute. Si spense invece nel 2010 in un letto a Roma a ottantatre anni. Nessun suo film è mai andato a Venezia (o meglio ce ne era uno che ci sarebbe dovuto andare, ma la copia non arrivò mai a destinazione perché colui che doveva portarla ebbe un incidente in macchina).

Alla Mostra però il regista senese fu omaggiato da Quentin Tarantino come uno dei “magnifici Kings of B’s”. E in quest’edizione ci arriva finalmente da protagonista grazie a questo doc divertente e commovente che con materiali filmici e varie testimonianze ci ritrae un regista  per anni considerato un regista minore, ma che invece non lo era affatto.

 

NOTE

- PRESENTATO ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019), NELLA SEZIONE 'VENEZIA CLASSICI - DOCUMENTARI.

- PROGETTO GRAFICO E ANIMAZIONE: LUCA TOMMASINI.

- RICERCHE DI ARCHIVIO: ILARIA GIACCIO, FIORENTINA SENSINI.

- CANDIDATO NASTRO D'ARGENTO DOCUMENTARI, NELLA SEZIONE 'CINEMA SPETTACOLO CULTURA' (2020).
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