Licorice Pizza

USA - 2021
4,5/5
Licorice Pizza
Il quindicenne Gary Valentine vive nella San Fernando Valley degli anni Settanta e fin dall'infanzia ha una carriera avviata da attore. Il giorno in cui nella sua scuola si scattano le foto per l'annuario, Gary incontra Alana Kane, una ragazza più grande di lui, da subito rimanendone molto colpito. I due iniziano a frequentarsi e a passare molto tempo l'una con l'altro, costruendo una grande complicità. Insieme vivono diverse avventure e crescendo giorno dopo giorno, riescono a fortificare il loro rapporto.
  • Durata: 133'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1.33 :1 / 2.20 :1 / 2.39 :1)
  • Produzione: PAUL THOMAS ANDERSON, SARA MURPHY, ADAM SOMNER PER BRON STUDIOS, GHOULARDI FILM COMPANY
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2022), DVD E BLU-RAY: EAGLE PICTURES HOME VIDEO
  • Data uscita 17 Marzo 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

Che cosa rappresenta l’amore per Paul Thomas Anderson? Ossessione per il gioco (Sidney), fisicità sfrenata (Boogie Nights – L’altra Hollywood), ricerca di redenzione (Magnolia), difficoltà nel relazionarsi (Ubriaco d’amore), delirio capitalista (Il petroliere), oppressione (The Master), la fine di un’epoca (Vizio di forma), controllo ossessivo dell’altro (Il filo nascosto). Sembra non esserci spazio per un sentimento sano. Il legame tra due esseri umani è un elemento impossibile da coltivare, vittima di un mondo senza pietà. Licorice Pizza rappresenta un cambiamento deciso. L’emozione si trasforma in un abbraccio caldo, una necessità che si insegue nel corso degli anni.

Si parte dal significato del titolo. Negli anni Settanta la Licorice Pizza era una famosa catena di negozi di dischi della California del Sud. E ad Anderson ricorda l’infanzia, i tempi più spensierati, in cui bastava un disco per strappare un sorriso. Dunque la musica è un elemento centrale del film: But You’re Mine di Sonny & Cher, Peace Frog dei Doors, Let Me Roll It di Paul McCartney e l’immancabile Life on Mars? di David Bowie, già protagonista del bellissimo trailer. “C’è vita su Marte?”, si chiedeva Bowie nel 1971. Marte per Anderson è l’America della provincia, quella in cui gli adolescenti muovono i primi passi, e vogliono sentirsi eroi. Marte è la San Fernando Valley del 1973, subito fuori dalla Città degli Angeli. Case tutte uguali, villette che si perdono all’orizzonte.

 

È l’altra Hollywood, non quella di Boogie Nights, ma il luogo in cui si respirano i sogni, senza mai acciuffarli. Jack Holden, con il volto di Sean Penn, sarebbe in realtà William Holden. Lo scatenato Jon Peters di Bradley Cooper è un produttore realmente esistito, che all’epoca davvero usciva con Barbra Streisand. Lucy Doolittle non è altri che Lucille Ball, di cui si è raccontata la storia in A proposito dei Ricardo su Amazon Prime Video.

Qual è la realtà? Qual è la finzione? Anderson si mantiene sul confine. Ambienta il suo film in una dimensione parallela, dove il cinema è qualcosa che si può sfiorare, ma mai davvero tenere per sé. Pensiamo alla bellissima sequenza del Capodanno in Il filo nascosto: un ballo quando ormai filtrano le luci del mattino dalla finestra, gli invitati sono andati via, i palloncini sono a terra. In quell’istante Daniel Day-Lewis e Vicky Krieps sono padroni del loro microcosmo. Il resto si ferma.

 

In Licorice Pizza è come se quel momento ritornasse. I due giovani sono sdraiati su un materasso ad acqua. Le mani si sfiorano, lei ha avuto una serata piena di adrenalina, e si assopisce. Lui vorrebbe toccarla, ma si trattiene. Ancora una volta l’amore si manifesta attraverso piccoli dettagli. La tenera danza di Il filo nascosto, la carezza di Licorice Pizza. Ma questa volta la gioia non è un’utopia.

Anderson realizza il suo lavoro più accorato, ottimista, sentimentale. Non serve una pioggia di rane per ripulire la società dai propri errori (Magnolia), qui bisogna guardarsi negli occhi. È quello che fanno Gary Valentine e Alane Kane al liceo. Lui quindicenne, lei che ne ha venticinque. Lui ancora a scuola, lei che fa l’assistente del fotografo.

Il loro primo incontro è uno scontro, che la macchina da presa accompagna con un lungo piano sequenza. Non a caso i due all’inizio camminano in direzioni diverse. Già nei primi minuti Anderson delinea la personalità dei suoi protagonisti, sembra ragionare sull’impossibilità di un rapporto, su una solitudine perenne a cui si è sempre costretti. Ma come il regista ci ha insegnato in sala: la persona giusta nella vita arriva una volta sola. E lo sapeva bene anche Joaquin Phoenix in Vizio di forma, che nei barlumi di lucidità restava aggrappato all’unica donna per cui avesse mai provato qualcosa.

È per questo che in Licorice Pizza si corre, e anche molto. Perché l’amore è movimento, sofferenza, disperata felicità. Alane corre dietro alla volante della polizia dopo che Gary è stato arrestato. E insieme corrono tenendosi la mano per la libertà ritrovata. Gary corre verso Alane stesa a terra, quando cade dalla moto guidata da Sean Penn. Entrambi si vanno incontro, cercandosi, bramandosi, in una sera in cui tutto deve finalmente essere chiarito. Il cineasta invita a non rimanere statici, a non aver paura di osare, di difendere i propri affetti. Soprattutto durante la pandemia e la crisi del cinema.

Nel romanzo Più lontano ancora Jonathan Franzen scriveva: “Trascorrere una vita intera senza dolore significa non aver mai vissuto”. È per questo che in Licorice Pizza si ride, si piange, senza mai rinunciare alla vita. Non è più tempo di ragionare sul passato. In fondo che cosa resta dell’impero creato da Day-Lewis in Il petroliere? Che cosa resta di quel legame tra Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix in The Master? Violenza, rammarico, isolamento. E l’eredità per i posteri? Nessuna, come diceva Mark Wahlberg in Boogie Nights. Prima di andare in scena, cercava di autoconvincersi di essere una stella luminosa dello spettacolo. Anderson in Licorice Pizza rifiuta l’illusione, rifiuta le etichette. La realtà deve essere speranza. Non si può parlare di coming of age, teen movie. Anderson punta all’universalità della vicenda, al dolce ammonimento. Non è un racconto di formazione, non è una storia romantica. È una riflessione sulle esperienze, sulle occasioni perdute e (forse) raggiunte nuovamente, è il malinconico affresco di un rimpianto che può distruggere l’esistenza.

Il futuro brilla in Licorice Pizza, nonostante le bizzarrie che si sviluppano sotto le luci dei riflettori. La magia è nell’imperfezione, suggerisce Anderson, bisogna saperla cogliere. Impressionante la prova dei due protagonisti: l’esordiente, ma già cantante affermata negli States, Alana Haim, e Cooper Hoffman, il figlio di Philip Seymour Hoffman. Raggiungerà le vette del padre? È presto per dirlo, ma di sicuro Licorice Pizza si candida per essere il film dell’anno, anche se il 2022 è appena iniziato.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: JASON CLOTH, AARON L. GILBERT, DANIEL LUPI, SUSAN MCNAMARA, JOANNE SELLAR.

- IL TITOLO SI RIFERISCE AD UNA CATENA DI NEGOZI DI DISCHI CALIFORNIANA DEGLI ANNI SETTANTA, ORMAI CHIUSA E AL TERMINE CON CUI, IN SLANG, VENIVANO CHIAMATI I VINILI.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2022 PER: MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE, MIGLIORE SCENEGGIATURA, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE (COOPER HOFFMAN), MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE (ALANA HAIM).

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2022 PER: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE.

- FILM DELLA CRITICA (2022) PER IL SINDACATO NAZIONALE CRITICI CINEMATOGRAFICI ITALIANI (SNCCI).

- BAFTA 2022 PER MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE.

- CRITICS' CHOICE AWARDS 2022 COME MIGLIOR COMMEDIA.

CRITICA

"'Licorice Pizza' (...) è una boccata d' aria rigenerante, vitalissima, con un cast mozzafiato, una colonna sonora che spazia dai Doors a David Bowie, una messa in scena di abiti, arredi, location perfetta ma al di là di tutto è il tocco del regista a conquistare con quel linguaggio da documentario dentro il drama. (...) La creazione dell'identità, capire chi sei e che posto avrai nel mondo è il filo rosso sottinteso del film, non c' è un piano, ci sono strade che si incontrano solo talvolta a Fernando Valley.(...) E' un viaggio verso l'auto definizione e la crescita, inaspettato, a volte esilarante." (Alessandra Magliaro, 'Ansa', 12 marzo 2022)

"In 'Licorice Pizza' (nome del celebre negozio californiano di vinili che fa riferimento al nome con cui gli inglesi indicano i 33 giri) Paul Thomas Anderson racconta una storia d'amore fuori dagli schermi, surreale e romanticamente folle, ambientata nella Los Angeles della sua adolescenza, per fotografare quel momento di magia e spensieratezza che precede l'età adulta e una Hollywood ancora innocente." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 17 marzo 2022)

"È un film di Paul Thomas Anderson (...) Che qui si sbarazza di ogni elemento ingombrante (il tema, il genere, la Storia, anche se i riferimenti all'epoca sono numerosi e puntuali) per librarsi nello spazio rarefatto e inesorabile dell' interiorità. Un' interiorità evocata con i mezzi del grande cinema: primi piani vasti come paesaggi ma attenti alla minima increspatura, accelerazioni e rallentamenti improvvisi, digressioni che sembrano portare i due protagonisti chissà dove solo per spingerli più in fondo. A se stessi e al loro incontro. (...) Alana e Gary non fanno che perdersi e ritrovarsi, cercarsi e salvarsi, talvolta letteralmente. In un susseguirsi di fughe, provocazioni, allusioni d' epoca, che fondono la virulenza selvaggia di quegli anni pre-crisi (l' embargo petrolifero arriva a metà film) all'energia senza età dell' adolescenza." ('L'Espresso', 20 marzo 2022)



"La coppia appare del tutto improbabile, ma sono entrambi outsider; e bisogna vedere con quale ispirata semplicità e freschezza, Anderson ne imbastisce gli andirivieni esistenzial-sentimentali, conferendogli sapore di verità. (...)Attraversato da trascinanti successi d' epoca, da Bowie a Paul McCartney, il film è anche un' affettuosa rievocazione della Hollywood che fu, con i vari William Holden e Jon Peters affidati all'estro di star quali Sean Penn e Bradley Cooper. Certo si tratta di aver voglia di abbandonarsi a un vagabondo flusso di eventi che vanno a comporre un insolito romanzo di formazione o, a scelta, un' insolita storia d' amore: ma a nostro avviso, ne vale assolutamente la pena." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 17 marzo 2022)

"(...) Sullo sfondo dell' estate del '73 a San Fernando Valley, giochi e schermaglie tra ragazzi si intrecciano alla cornice musicale - a questa fa riferimento il titolo che riecheggia uno storico negozio di dischi californiano - di gran lunga la parte migliore di un film dedicato a chi ha fatto dell' adolescenza un mito. Per gli altri qualche sbadiglio è inevitabile, visto che le due ore e un quarto sembrano eccessive." (Stefano Giani, 'Il Giornale', 17 marzo 2022)

"Spensierato nel ritmo, nell'intimità affettiva dello sguardo sui personaggi, nella familiarità indistinta dei luoghi e nella sua tensione estetica verso il cinema degli anni settanta. È anche, in un certo senso, un home movie -girato com' è nei quartieri dove il regista vive ed è cresciuto, e che hanno già fatto teatro a molti dei suoi film, con due giovani non attori che sono anche suoi amici. Trattandosi di un home movie di Paul Thomas Anderson, non può che avere in sé anche qualcosa di monumentale. (...) 'Licorice Pizza' è un passo a due in costante movimento, al punto sfiorare il musical (su canzoni di Bowie, Nina Simone, Paul McCartney, Sonny & Cher, Suzi Quatro -mentre le musiche originali sono, come al solito, di Johnny Greenwood). Alana e Gary passano infatti una buona parte del film in corsa, un po' uno verso l' altro, un po' in direzioni completamente opposte.(...) La traccia del cinema ha un ruolo minimo nella storia, ma non è mai troppo lontana, parte com'è dell' aria e del Dna, della città, anche negli sterminati sobborghi aldilà delle colline e della mitica insegna(...)." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 17 marzo 2022)

"Tutto scorre nel film-rapsodia di Anderson, fluente, divertente, già da rivedere, scritto e girato allo specchio della New Hollywood (Il laureato, ecc.) e di Truffaut. Passione impossibile, come raccontarla ancora e indicare una filosofia dell' età? Gary per Alana: un 15enne svelto come un 30enne e una 25enne introversa come una 15enne, e l' una età nell'altra, la lotta all'impossibile come carica dell' amore, di una società e della generazione. Nella abbagliante San Ferdinando Valley musicata da Nina Simone, Doors, Sonny & Cher, Bowie, interpreti già-cult Hoffman (figlio diciottenne dell' attore feticcio di Anderson, Philip Seymour scomparso nel 2014) e Heim, starring Sean Penn, Bradley Cooper, Tom Waits. Allarme rosso sulla perdita." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 18 marzo 2022)

"L' ultimo film di Paul Thomas Anderson è un incanto. Un incanto e basta, tutto da godere.(...) "Licorice pizza" sono i vinili, insegna di un negozio vero o inventato. Le tre sorelle Haim suonano la loro musica, si vedono tutte nel film, e ha una parte anche il padre rabbino. Il ragazzino intraprendente dice alla fanciulla dei suoi sogni "io ti sposerò". Lei lo guarda come una ventenne può guardare un quindicenne (già con una piccola carriera d' attore) e lo invita a una cena di famiglia con sorpresa. Ci vuol altro per rompere un' amicizia, anche quando i ruoli da teenager cominciano a scarseggiare, e il giovanottino mette su una ditta che vende materassi ai divi di Hollywood (o a quel che ne resta), Sean Penn e Bradley Cooper sono due magnifiche incarnazioni della follia che stava intorno al cinema. Il mondo dove il regista Paul Thomas Anderson è cresciuto, divertendosi e prendendo gusto al cinema." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 19 marzo 2022)
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