LEZIONI DI TANGO

THE TANGO LESSON

GRAN BRETAGNA - 1997
LEZIONI DI TANGO
Sally, regista inglese, sta lavorando ad una sceneggiatura del genere ' giallo'. Durante un viaggio a Parigi, si innamora del tango e chiede lezioni a Pablo, ballerino argentino. Torna a Londra ma, costretta a lasciare la casa per alcuni lavori, va a Buenos Aires, dove due ballerini la aiutano a perfezionarsi nella danza. Deve poi andare a Los Angeles per illustrare la sceneggiatura a produttori americani e, prima, si ferma a Parigi, rivede Pablo, i due si innamorano e fanno un patto: se Pablo riuscirà a farla diventare una vera ballerina di tango, Sally farà di lui una stella del cinema. Il soggetto 'giallo' viene rifiutato dagli americani, Sally pensa allora ad un film sul tango e vorrebbe prendersi cura totale di Pablo, che però rifiuta. Insieme tornano in Argentina, dove Sally presenta Pablo ai due ballerini che l'avevano aiutata in precedenza. Con molto entusiasmo tutti pensano al film da girare, Sally prende il comando delle operazioni, ma Pablo si sente vulnerabile e le confessa il suo senso di dubbio e di paura. I due sono troppo orgogliosi e non potranno lavorare insieme.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: METAFORA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI B.N
  • Produzione: CHRISTOPHER SHEPPARD
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA - MONDADORI VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1997.
SEZIONE MEZZANOTTE VENEZIA (1997).

CRITICA

"Collocato prudentemente fuori concorso alla Mostra di Venezia, Lezioni di Tango ha provocato perfino qualche fischio. Per conto mio, lo trovo un film da Leone d'Oro: insolito, bizzarro, spudorato, struggente e stilisticamente altissimo. Vogliamo scommettere che questo piccolo capolavoro, dove la sincerità ora si sposa e ora si scontra con l'affabulazione, diventerà presto un cult movie?" (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 29 settembre 1997)

"Non è un film come gli altri, 'Lezioni di tango'. E' un azzardo totale, una sfida alle regole del cinema, dell'amore e del tango, perché nel codificatissimo ballo argentino la donna segue, l'uomo conduce: ma provate a spiegarlo a un'affermata regista, per giunta inglese, che stavolta non tocca a lei dirigere... Tanto più che c'è di mezzo un altro film, una variopinta fantasia criminale sul mondo della moda che la Potter sta scrivendo senza crederci troppo per certi produttori americani. Ma il cinema è una cosa, la vita un'altra. E così, man mano che scopre il tango, la regista si disamora del progetto; dopo un blitz a Hollywood vola a Buenos Aires; quell'amore difficile almeno quanto la danza che ne è la metafora vivente, diventa il soggetto del suo prossimo film: questo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 ottobre 1997)
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