Lezioni di felicità

Odette Toulemonde

BELGIO - 2008
Lezioni di felicità
Odette Toulemonde è una parigina quarantenne dalla vita faticosa che deve combattere le sue lotte quotidiane con un figlio gay e una figlia adolescente. Passa la giornata lavorando nel reparto cosmetici di un grande magazzino e, la sera, per arrotondare le entrate, a casa, attacca le piume sui costumi delle ballerine dei teatri di rivista parigini. Nonostante tutto, però, è felice e coltiva nel suo cuore il sogno di conoscere Balthazar Balsan, il suo autore preferito, grazie al quale mantiene inalterato il suo inesauribile ottimismo. Lo scrittore parigino, che è ricco e affascinante, invece non è per niente felice. L'incontro tra i due, che non potrebbero essere più diversi tra loro, avrà esiti del tutto imprevedibili.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Produzione: GASPARD DE CHAVAGNAC E ROMAIN LE GRAND E ANNE-DOMINIQUETOUSSAINT PER BEL OMBRE FILMS, ANTIGONE CINÉMA, PATHÉ RENN PRODUCTION, TF1 FILMS PRODUCTION LES FILMS DE L'ETANG, RTBF (TÉLÉVISION BELGE)
  • Distribuzione: VIDEA-CDE
  • Data uscita 7 Marzo 2008

NOTE

- IL FILM HA GODUTO DEL SOSTEGNO DEL CENTRE DU CINÉMA ET DE AUDIOVISUEL DELLA COMUNITÀ FRANCESE IN BELGIO, DEI DISTRIBUTORI TELEVISIVI VALLONI E DELLA PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE VALLONA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2008 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA.

CRITICA

"Strano a dirsi, pur esordiente nella regia, Schmitt riesce più convincente sullo schermo, realizzando una piccola commedia girata nella chiave surreal-favolistica cara ai francesi, e lasciando le briglie sul collo ai bravi interpreti Catherine Frot e Albert Dupontel." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 7 marzo 2008)

"Adattando uno dei propri racconti, lo scrittore divide il mondo in due fette opposte: da un parte l'ambiente parigino intellettuale e mediatico: dall'altra la periferia con la sua gente semplice, la consolante quotidianità. Andava bene quando cose del genere le diceva Jacques Tati irradiandole di sorridente poesia. Qui, invece, lo schematismo dell'antinomia risulta goffo: la critica alla vanità del successo e del denaro necessita di argomenti ben più forti, o caustici, del candore di Odette. Detto questo, il film si può guardare come una favola dei nostri tempi, non priva di simpatia e dai dialoghi piuttosto azzeccati." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 marzo 2008)

"Se Schmitt avesse evitato l'autobiografia dichiarata, se avesse evitato gli stacchi canterini, 'Lezioni' darebbe serenità, se non felicità." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 7 marzo 2008)

"Schmitt tenta anche qualche animazione, qualche puntata nel surreale come fosse un film belga, ma la differenza è forse che a lui, lionese, manca 'abisso profondo e cupo da cui sollevarsi con la forza dell'immaginazione. (...) E infatti fa danzare Odette in autobus, fa interagire i suoi personaggi con una strepitosa colonna sonora guidata da Nicola Piovani a renderla compatta e poetica: si tratta infatti di esaltare le canzoni di Joséphine Baker che irrompono nel soggiorno, in cucina o al negozio con le sue armonie popolari e sofisticate come le ha definite Schmitt, musiche che sarebbero piaciute a Zavattini e De Sica, se avessero conosciuto Piovani" (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 7 marzo 2008)
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