Lezioni di cioccolato 2

ITALIA - 2011
3/5
Lezioni di cioccolato 2
Dopo aver tentato ognuno la propria strada, i destini di Mattia e Kamal tornano a incrociarsi: Kamal, infatti, ha in mente un nuovo progetto e Mattia, i cui progetti edilizi non hanno sortito gli effetti sperati, decide di aiutarlo. Tuttavia, Kamal ha i suoi buoni motivi per non fidarsi di Mattia e soprattutto della sua passione per le belle ragazze, dal momento che sua figlia Nawal è rientrata in Italia dopo un periodo di studi all'estero...
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI, MARCO CHIMENZ PER CATTLEYA
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 11 Novembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Lezioni di cioccolato: secondo capitolo, sempre prodotto da Cattleya e distribuito da Universal, ma con l'esordiente Alessio Maria Federici (anni di gavetta da aiuto-regista) che rimpiazza Claudio Cupellini dietro la macchina da presa.
Luca Argentero è ancora Mattia, ovvero geometra a tempo perso e “diavolo scannadonne”, mentre Hassani Shapi ha pelata lucida, nostalgie da John Travolta del Cairo (sic) e una paterna(listica) ortodossia : tra i due amici e litiganti, il cioccolato unisce, la bella figlia di Kamal, Nawal (Nabiha Akkari, già nella Bella giornata di Zalone), divide. C'è chimica, e humour: Luca Argentero conferma bravura e crescita, mettendosi agevolmente sulle spalle il peso brillante del sequel, che trova aggiuntiva vis comica nelle new entry: Angela Finocchiaro, ancora commissario dopo La banda dei Babbi Natale del Trio, e la “pippa” Vincenzo Salemme, che da non protagonista è più funzionale e ficcante rispetto ai suoi soliti one man show.
Insomma, si ride e, al netto di secche e involuzioni drammaturgiche, sono Lezioni da prendere con disinvoltura: male non fanno. Ma c'è un problema: il product placement, con Perugina ancora sull'altare, ma più invasivo del precedente, perché la sceneggiatura di Fabio Bonifacci deve fare i salti mortali per inserire i Baci bianchi, finendo per “scovare” una contraffazione che non è solo nel plot, ma di plot.
Poi, scavando tra cacao e patemi d'animo, affiorano i temi: famiglia, castità e matrimonio, sottesi all'affaire di Mattia e Nawal, sul versante destrorso, l'attenzione per le seconde generazioni su quello sinistrorso, che guarda all'immigrazione. Pralina estetica trademark Cattleya,  il ripieno è politically correct, ma il gusto?

CRITICA

"Quattro anni dopo, riecco il geometra e il pasticciere, in crisi anche perché Luca Argentero s'innamora di Nabiha Akkari senza sapere che è la figlia del severo amico Kamal, con l'occhio strabuzzato di Hassani Shapi. La piatta sceneggiatura prevede 104 minuti per dipanare l'equivoco attraverso tappe assai prevedibili mentre la regia di Federici affida invano al duetto comico Salemme-Finocchiaro occasioni di ilarità tra migliaia di cioccolatini ripieni di lentezze, noia e banalità varie." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 novembre 2011)

"Pasticciatissima, per restare in tema, commedia degli equivoci, superfluo seguito di un filmino di già preoccupante gracilità. (...) Tutto inverosimile, grande assente l'umorismo. Nonostante l'ingresso forzato di Salemme e della Finocchiaro." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 11 novembre 2011)

"Spiacerà a chi aveva già mal digerito l'episodio precedente, filmato quando Perugia era famosa soprattutto per il cioccolato e non per la cronaca nerissima. Qui la dose di sdolcinature è aumentata. E l'embrasson nous tra perugini e immigrati è roba da agenzia turistica. Sconsigliato a chi soffre di diabete. E a chi non crede alle favole sull'integrazione." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 novembre 2011)

"II primo assaggio era piaciuto. Inevitabile, sulla base della legge del marketing che si passasse al sequel. Qualcosa è cambiato. (...) Una commediola senza troppe pretese, con una buona iniezione di denaro proveniente dalla Perugina. Infatti tutto ruota intorno agli equivoci e alla realizzazione di un nuovo tipo di Bacio. Ecco, forse un po' troppo invasiva la presenza dell'azienda. Ma tant'è, una volta lo spettatore veniva catturato o dalla testa o dallo stomaco, ora si punta alla gola. Non c'è pretesa di novità, se non nel regista, Maria Federici, che subentra a Cupellini. Forse perché più liberi dagli schemi narrativi risaltano meglio i ruoli secondari, Vito come eterno bistrattato assistente del geometra Mania che impegnato a sciupare femmine non ne azzecca una, e la slapstick comedy sembra essere congeniale alla coppia Salemme-Finocchiaro, lei sguaiata come se fosse in un cesso della questura, lui maldestro al punto da dover chiedere consulenze da rimorchio. E alla fine, a condizione di non pretendere altro, si può anche sorridere di fronte alle vicissitudini del geometra playboy che si è invaghito della bella musulmana poco incline a usare veli, ma molto determinata nel sapere ciò che vuole. Ma su tutto resta una vicenda confezionata in pasticceria, perché i problemi sono così prepotenti fuori dalla sala cinematografica che praticamente nessuno li vuole più vedere a pagamento rappresentati sullo schermo, divenuto territorio quasi esclusivo di pura evasione." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 11 novembre 2011)

"Lezioni di cioccolato: siamo al 2, sempre targato Cattleya-Universal, ma con l'esordiente Alessio Maria Federici che rimpiazza Claudio Cupellini in regia. (...) New entry il commissario Angela Finocchiaro, alias nostra signora della commedia, e la 'pippa' Vincenzo Salemme, il product placement è sempre Perugina e offre Baci indigesti, almeno per la sceneggiatura di Fabio Bonifacci, costretta a una letterale contraffazione. Se Argentero cresce bene e Salemme non protagonista è meglio, tutto il resto è elogio destrorso di famiglia, castità e matrimonio bilanciato a sinistra dall'attenzione per le seconde generazioni: chiamalo se vuoi politically correct, ma la lezione è di cerchiobottismo. Eppur, si ride (un po')." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 novembre 2011)
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