Lettera a Breznev

Letter to Brezhnev

GRAN BRETAGNA - 1985
Lettera a Breznev
Teresa ed Elaine abitano a Kirby, alla periferia di Liverpool, la prima lavorando in un allevamento di polli, la seconda vivendo con il sussidio di disoccupazione. Sono giovani e disinvolte e, durante una scorribanda nei locali pubblici della città, finiscono una sera in un albergo con due marinai sovietici, in sosta nel porto per 24 ore e conosciuti in una sala da ballo. Tuttavia, mentre Teresa è più facile alle avventure, l'altra è da sempre in attesa del grande amore (e di una vita più calma). Così crede fermamente di averlo trovato nel candido e giovanissimo Peter, con il quale passa sì, la notte, ma solo sognando ad occhi aperti e guardando le stelle. Il giorno dopo la nave sovietica salpa le ancore, ma Peter ha promesso ad Elaine di sposarla. Passano tre mesi e, poiché dal giovanotto non arriva alcuna notizia, Teresa suggerisce all'amica di scrivere al presidente Breznev, affinchè ai due innamorati sia reso possibile di riunirsi in Unione Sovietica. La lettera parte ed un'altra ne arriva in risposta: il presidente vi ha addirittura fatto allegare il biglietto per il viaggio in aereo. Ora Elaine si trova tutti contro: la sua famiglia esterefatta, le amiche, la stampa e il "Foreign Office". La sua sembra una pazzia, un vero salto nel buio. Ma la ragazza è irremovibile, nessun ostacolo deve frapporsi tra lei ed il suo amore. Partirà per dare vita al più bello e puro tra i propri sogni, accompagnata all'aeroporto solo dall'amica Teresa, che resta a Liverpool, prigioniera della solita, squallida esistenza.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: omonima pièce teatrale di Frank Clarke
  • Produzione: YEARDREAM, FILM FOUR INTERNATIONAL, PALACE PRODUCTION
  • Distribuzione: DMV (1986) - AVO FILM

CRITICA

"In uno stile che alterna la sperimentalità un po' rude dell'opera prima alle più collaudate tecniche del videoclip, Bernard dirige con sufficiente scioltezza questo film, aiutato da un cast di giovani promettenti: il già affermato Peter Firth, che ricordiamo in 'Tess' di Polansky, Alexandra Pigg (Elaine) e Margi Clarke (Terese), già collaboratrici di Bernard - l'una in teatro l'altra alla televisione - entrambe al loro esordio sul grande schermo. La regia di Bernard più che fotografare inventa la realtà; non scava a fondo nei personaggi, si accontenta di mostrarli. È l'uso del ralenti nella sequenza del night club a svelare a noi prima ancora che ai protagonisti che l'amore è sbocciato, a fermare il tempo, a fotografare un istante indimenticabile. Tutto affiora netto alla superficie, soprattutto nella seconda parte che risente di più di un'eccessiva stilizzazione di situazioni e personaggi. È forse il limite del film, ma è anche la chiave del suo equilibrio: nessuna pretesa al di là di quella di offrirsi come favola, tutt'altro che ingenua." (Angela Zamparelli, 'Attualità Cinematografiche')
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