Les plages d'Agnès

FRANCIA - 2008
Les plages d'Agnès
Immagini, incontri, estratti di film e reportage fotografici per illustrare le spiagge che tanta parte hanno avuto nella vita privata e nell'opera della regista Agnès Varda.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: (1:1.78), DCP
  • Produzione: AGNÈS VARDA PER CINÉ TAMARIS, FRANCE 2 (FR2)

RECENSIONE

di Silvio Grasselli
Una spiaggia del Nord Europa costellata di specchi di forme e misure diverse; dentro di essi il mare e la sabbia sembrano moltiplicarsi, ripetersi, cambiare, frantumarsi, i volti si ritrovano incorniciati come in tante foto d'epoca. È il brillante inizio di Les Plages d'Agnès, lungometraggio documentario nutrito di citazionismo letterario, cinematografico e musicale, nel quale convergono tutte le numerose multiformi esperienze di Agnès Varda, dal film saggio alla video installazione, dalla fotografia alla ricostruzione finzionale.
In un autoritratto di quasi due ore, una delle più grandi e celebrate donne registe del cinema di tutti i tempi ripassa il suo percorso esistenziale, rivisitando le spiagge che ne hanno segnato le tappe fondamentali. Dal Belgio alla Francia del sud, dagli Stati Uniti al centro di Parigi - dove Varda ricrea una piccola spiaggia artificiale - scorrono sullo schermo l'orizzontalità e l'infinito che son stati teatro delle avventure infantili, dei primi esperimenti di fotografa e di cineasta, dei grandi successi e dei grandi dolori di Agnès.
La particolarità della vita della regista fotografa - che già negli anni cinquanta si ritrova ad essere nodo primario nella grande rete della cultura occidentale - fa sì che si passi senza soluzione di continuità dalla storia personale alla Storia collettiva, dal diario intimo alla testimonianza, dall'Emozione all'Idea. La grande capacità affabulatoria, la raffinatezza d'un'erudizione antiaccademica, l'intelligenza e l'elasticità della grande esperienza d'un'artista ancora dotata, nonostante l'anagrafe, d'una rara vivacità sono le chiavi di volta grazie alle quali l'intero film si regge e si modella. Se non fosse che notare i difetti nel ritratto d'una così speciale signora sa d'inelegante e peggio ancora d'ingrato, ci si sentirebbe autorizzati ad esprimere giusto qualche perplessità che forse, senza farne mai questione, la regista sovrappone all'inevitabile e anzi necessaria soggettività, un culto della propria personalità segno distintivo più dell'istrionismo d'un artista che della responsabilità d'un autore.

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 65. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2008).

- PRESENTATO IN 'PIAZZA GRANDE' AL 67. FESTIVAL DI LOCARNO (2014).

CRITICA

"Arriva lo show autobiografico di Agnès Varda, venerata regista francese dai capelli bicolori che non regrette rien del suo straordinario passato. In 'Les plages d'Agnès' la voce narrante è proprio quella dell'ultraottantenne signora, che rievoca non solo i film consegnati alla cineteca, ma anche la vita di bohème con i rivoluzionari Godard e Resnais, il tormentato sodalizio coniugale con lo scomparso Jacques Demy, gli omaggi agli amici del tempo felice (tra cui Laura Betti) e tutta una serie di performance realizzate senza rete tra le scelte esistenziali private e le poliedriche esperienze artistiche. Dall'esordio come fotografa di scena al contributo dato alle glorie della Nouvelle Vague, dalla militanza femminista agli impegni da produttrice indipendente e i viaggi/reportage a Cuba, in Cina o negli Stati Uniti, sempre con un atteggiamento vitale e autoironico e un'insaziabile curiosità culturale: l'autoritratto della Varda non sembra, dunque, tracciato su quella sabbia che curiosamente è designata come elemento feticcio del suo percorso proustiano". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 4 settembre 2008)

"Incantevole il film di memorie 'Les plages d' Agnès' con cui l' 80enne regista franco belga Agnès Varda festeggia il suo cinema, la sua vita, il suo amore con Jacques Demy, 32 anni di alti e bassi fino alla sua morte (ora si sa fu Aids). Una recherche che ripercorre la storia del cinema ma non solo chiama in causa Vilar, i primi passi di Noiret e Depardieu, piccolo grande viaggio poetico e non retorico sulla Francia del XX secolo. Inizia sulle spiagge amatissime dalla regista che ama gli orizzonti infiniti, non i panorami verticali, col vento del Nord che aiuta il set. L' amarcord della Varda si nutre di affetti e passa attraverso gli amici della nouvelle vague (Resnais e Godard), viaggi in America, la disperazione della malattia di Demy". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 4 settembre 2008)

"'Le spiagge di Agnès', l'autobiografia poetica che Agnès Varda ha presentato, è tanto la vita di una grande cineasta francese quanto uno specchio del secondo Novecento. Un film da cercare". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 4 settembre 2008)

"Tra politica e cinema, sfilano i volti di Godard, Resnais, Bachelard, Jim Morrison, Marker. E poi s'affacciano brani dei suoi film da 'Clèo dalle 5 alle 7' fino a 'Garage Demy', dedicato all'infanzia del suo compagno Jacques e finito di girare una settimana prima che lui morisse di Aids. Una foto, da far venire la pelle d'oca, li ritrae sul set: lui ormai minuscolo seduto accanto a lei che indossa le cuffie, scruta la cinepresa... con la mano nella mano. E c'è più vita, grazia, leggerezza, libertà, splendore, passione in questo film autobiografico che in tanto opere lagunari di registi di lei più giovani". (Dario Zonta, 'L'Unità', 4 settembre 2008)

"Agnès Varda, 80 anni, nel francese 'Les plages d'Agnès', tra sperimentazione, montaggio e nostalgia evoca se stessa, la propria vita famigliare e professionale, l'amore per il marito Jacques Demy, i film, l'attività di produttrice. Un auto-documentario colmo d'indulgenza, curiosità, ironia". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 settembre 2008)
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