Lego Batman - Il film

The Lego Batman Movie

USA - 2017
Grandi cambiamenti fervono a Gotham, e se Batman vuole salvare la città dalla scalata ostile del Joker, deve abbandonare il suo spirito di giustiziere solitario, cercare di fare squadra con gli altri, e forse - solo forse - imparare a prendersi un po' meno sul serio. Accanto all'uomo pipistrello appaiono: il super-positivo, stravagante, agile e giovane Dick Grayson, in corsa per diventare Robin; il fidato e apparentemente riservato maggiordomo di Batman, Alfred; il nuovo commissario di polizia di Gotham City Barbara Gordon, alias Batgirl, una ragazza molto potente; e il Joker, che vuole disperatamente ottenere il riconoscimento che merita...

CAST

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: WILL ARNETT (BATMAN/BRUCE WAYNE), ZACH GALIFIANAKIS (JOKER), MICHAEL CERA (ROBIN/DICK GRAYSON), ROSARIO DAWSON (BATGIRL/BARBARA GORDON), RALPH FIENNES (ALFRED PENNYWORTH), MARIAH CAREY (SINDACO MARION GRANGE).

- VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: CLAUDIO SANTAMARIA (BATMAN), GEPPI CUCCIARI (BATGIRL), ALESSANDRO SPERDUTI (ROBIN).

CRITICA

"Alleanza praticamente perfetta tra creatori di personaggi, inventori di cinema e produttori di giocattoli, i film che hanno portato sullo schermo le varie franchise acquistate dalla società Lego sembrano seguire due linee di sviluppo: da una parte lo sfruttamento dei personaggi che conquistandosi anche una vita cinematografica ingigantiscono il fascino ludico delle scatole di giochi, dall'altra, come hanno fatto con il film del 2014 'The Lego Movie' (...) provano a imbastire una riflessione non peregrina sui limiti dell'immaginazione e il legame tra il gioco e chilo usa. Questo 'Lego Batman - Il film' si iscrive nella prima categoria, anche per la rinuncia alle presenze umane che nel film del 2014 introducevano una svolta più «melodrammatica» e «pedagogica», ma senza rinunciare a sfidare i confini della fantasia perché coinvolge nel film non solo i personaggi delle franchise DC ma anche una bella fetta dell'immaginario cinematografico Warner. E non solo. Finendo così per offrire al pubblico infantile, cui il film si rivolge in prima istanza, gli elementi di un possibile allargamento dell'universo immaginifico. Probabilmente per stimolare la loro curiosità di piccoli consumatori ma ottenendo anche la possibilità di accendere qualche inedita curiosità verso personaggi e film che non sono ancora finiti nel tritatutto dei videogiochi, dei cartoon e dei programmi marketing. Costruito con la solita, sapientissima tecnica mista di animazione (stop motion poi sviluppata in digitale), il film fa propria l'evoluzione «psicologica» del personaggio inventato da Bob Kane così come è stata messa a punto soprattutto dai film di Christopher Nolan anche se declinata in un ambito infantile: non c'è più la riflessione sull'uso della violenza e l'intreccio tra Bene e Male, ma piuttosto i rischi di un individualismo esasperato e la paura, se accettasse amicizie o legami sentimentali, di dover soffrire per le loro possibili fini. (...) Se la storia, che deve molto al soggetto di Seth Grahame-Smith (...), si sviluppa con una inarrestabile valanga di colpi di scena, coinvolgendo personaggi vecchi e nuovi, nati dai fumetti o dal cinema (dalla Zona Fantasma evade anche la Perfida Strega dell'Ovest e l'occhio super-allenato di un bambino saprà sicuramente individuare altri personaggi che mi sono sfuggiti), buona parte del fascino nasce dalla straordinaria messa a punto delle tecniche di animazione, capaci di riprodurre quell'universo di mattoncini proteici che ora prendono forma ora la perdono, prima di trasformarsi nuovamente in un personaggio o in una scenografia (la caverna di Batman meriterebbe un film a sé tanto è complessa e affascinante). Riuscendo così a restituire sullo schermo quella che mi sembra la caratteristica vincente dei giochi Lego: la possibilità di creare ogni volta un gioco (e una storia) nuovo. Proprio come fa il film che in 104' cavalca mille idee e forse ancora di più." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 6 febbraio 2017)

"Spin off del film di tre anni fa 'The Lego Movie', questo associa al marchio del famoso gioco dei mattoncini danesi il personaggio di Batman (dopo che, anche per reagire alla crisi dei primi anni Duemila, erano state realizzate in varie forme parecchie altre associazioni con popolari saghe di film, fumetti o altro ). Il supereroe, in un plot liberamente adattato a un prodotto per bambini, vi appare in realtà insicuro, vanitoso, egocentrico, pieno di sé, fermamente resistente a diventare adulto malgrado l'età più che matura. (...) Ma soprattutto il grande nodo irrisolto è nella rivalità con Joker che a sua volta soffre del rifiuto da parte dell'eroe di Gotham City di riconoscerlo come Nemico Numero Uno, in una relazione in un certo senso privilegiata nella quale nessuno dei due può fare a meno dell'altro. Il condimento psicologico dalle velleità attualizzanti produce un effetto comico puerile." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 9 febbraio 2017)

"(...) 'Lego Batman' conferma che - pur sulla base di un prodotto così pieno di ammiccamenti ai gadget da sembrare un enorme spot pubblicitario - è possibile realizzare uno spettacolo di alta qualità. Spiritoso, veloce, attraversato da un sofisticato filo di citazioni che i più cinefili non mancheranno di identificare, e imbastito mattoncino su mattoncino con scenografica suggestione visiva, il film elegge a protagonista l'eroe del titolo con un piglio satirico che forse impedirà per sempre a Christopher Nolan, o chi per lui, di recuperarne i cupi aspetti di 'Dark Knight' senza provocare la risata. (...) Nella versione italiana lo doppia un irresistibile, divertente Claudio Santamaria, già solitario, malinconico, nostrano supereroe 'Jeeg Robot'." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 9 febbraio 2017)

"Uno più uno fa due anche a Hollywood e la Lego garantisce il know-how costruttivo perché l'addizione non cada a pezzi: 'Lego Batman - Il film' nasce come somma delle parti, ma spera vieppiù nella moltiplicazione degli spettatori e degli incassi. Probabilmente ce la farà, sebbene rispetto a The Lego Movie susciti meno entusiasmo: l'intarsio tra Lego e umani del primo film, che scopriva in un operaio semplice 'quello speciale' con tutti i corollari etico-pragmatici del caso, lascia qui spazio all'incastro di Lego e Batman, che sebbene non manchi di farci la morale, alla voce cooperazione e amicizia, risulta imbrigliato com'è dalla filologia dell'Uomo Pipistrello meno fantasioso e libero. Nulla di grave, intendiamoci, ma la fresca, scanzonata eterodossia del primo Lego qui si perde un po', l'orchestra asseconda troppo il primo violino di Gotham City e i talenti in sceneggiatura (...) non svariano sullo spartito quanto dovrebbero. (...) l'action-comedy imbarca computer grafica per l'animazione dei mattoncini e stereoscopia (3D) a rincarare la volontà omnicomprensiva e l'afflato universale: che cosa non troviamo in 'The Lego Batman Movie'? Sì, c'è tutto, pure troppo, ma alcune cose vanno davvero a segno: lo scontro tra mostri jokeriani da un lato ed ex jokeriani e batmaniani dall'altro vale il biglietto, la tensione omoerotica è sottile e, badate bene, siamo di fronte al futuro già realizzato. L'avvenire del genere supereroico, e del cinema tutto, non è umano, ma animato e CGI: rimarrà degli attori in carne e ossa solo un pallido ricordo, e degli omini Lego?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 9 febbraio 2017)

"Quel che è meno visto è il lavoro entusiasmante che è stato fatto prima a livello di sceneggiatura, poi di animazione per raccontare questa avventura che vede all'opera tutti i nemici tradizionali di Batman oltre a una serie di altri personaggi dei film Warner risucchiati perfettamente nella trama. Il gioco dei riconoscimenti è pressoché infinito, come quello delle citazioni e pone l'asticella in alto. Forse non tutti i piccoli spettatori capiranno i molteplici riferimenti, ma capiranno quelli che appartengono a loro, così come gli adulti ne potranno afferrare altri, pur perdendo quelli di nuova generazione. Concepito come un film d'azione, brillante, spiritoso e coinvolgente 'Lego Batman - The Movie' conferma la vitalità del mattoncino animato che sommando incassi cinematografici e di commercializzazione farà saltare ancora una volta il banco di quello che ormai non è più un gioco, ma la marca più famosa del mondo." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 9 febbraio 2017)

"Non sfigura davanti al primo tentativo (2014, 'Lego Movie') di usare il mattoncino come pietra angolare di un film. Scatenata in sceneggiatura (dal soggetto di Seth Grahem Smith, parodista iconoclasta) una iperbole di sfide tra Batman e Joker nell'atmosfera psichiatrica della serie di Nolan, con Robin e una Batgirl al seguito, accumula la partecipazione di una combriccola di cattivoni (...). Il corto circuito con il vasto portfolio del cinema horror fantastico spinge il subconscio pop dello spettatore in un Lego dell'immaginario. In fondo, il cubetto sta alla fantasia come la Coca Cola al gusto di generazioni. Mega promozione, d'accordo. Ma vale quanto detto a proposito del primo: intelligente, ironico, a volte troppo affollato e troppo veloce, ma coinvolgente, punta a una verità del principio di costruzione: stai alle regole per scoprire come si fa, ma non dimenticare l'invenzione, per scoprire come sarà." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 9 febbraio 2017)

"E' sempre impressionante come in Usa riescano a rendere emotivi dei giocattoli riuscendo nel duplice obiettivo di vendere un prodotto e realizzare un grande film. Il cartoon è super divertente (mille gag visive per i più piccoli e citazioni colte per i genitori), intelligente (sceneggiatura perfetta) e anche commovente nel finale, dove l'anatomia dei Lego serve alla natura stessa di un colpo di scena in cui l'unione fa, letteralmente, la forza. Si utilizzano tanti cattivi di casa Warner (occhio all'occhio di Sauron de 'Il Signore degli Anelli') nonché doppiatori d'eccezione, sia per la versione originale che per quella italiana dove sono eccellenti Santamaria come Batman e un delizioso Sperduti nei panni coloratissimi dello spiritato Robin." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2017)

"Dopo l'esperienza di 'The Lego Movie', la casa del mattoncino, insieme a Warner, sforna questo simpatico 'Lego Batman', tenendo d'occhio tanti aspetti. Prima di tutto, il marketing. La struttura è quella di un videogioco (già uscito) e la trama farà venir voglia di comprare i vari playset tematici. Nulla di sorprendente. Business is business. Soprattutto, come in questo caso, se il film risulta davvero divertente nel raccontare le vicissitudini e la psicologia di un Batman sempre più egocentrico, spaventato dalla possibile sofferenza derivante dall'accettare amicizie o legami sentimentali; eroe che scoprirà, invece, a lungo andare, l'importanza dell'unione che fa la forza (...). E' innegabile che si rida in molte occasioni. I bambini lo faranno davanti ad alcune riuscite gag e alle buffe espressioni dei vari protagonisti. I genitori al seguito, per le numerose citazioni disseminate in tutta la pellicola, che premiano in pieno il tentativo di provocare un affettuoso effetto nostalgia. Insomma, non ci si annoia mai. Ogni scenetta è una sorpresa continua (...) e, da questo punto di vista, siamo alle prese con uno dei film più riusciti degli ultimi anni, grazie, in particolare, alla sapiente tecnica mista di animazione. Poi, però, va precisato che gli adulti conservatori potrebbero trovare, alla lunga, un po' fastidioso il rapporto amore-odio tra Joker e Batman, sviluppato, nel film, come una vera e propria parodia 'bromance' (esagerata e ripetuta). Nulla di clamoroso, sia chiaro, soprattutto inserito nell'ottica un po' nerd e anarcoide del film." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 9 febbraio 2017)

"Piacerà, e molto, anche a chi non ha mai giocato con quei famosi mattoncini." (Luca Pellegrini, 'Avvenire', 10 febbraio 2017)
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