Le soldatesse

ITALIA - 1965
Al tenente di fanteria Gaetano Martino, di stanza ad Ocrida, viene affidata la missione di accompagnare sino al confine albanese alcune ragazze che, per fame hanno, accettato di essere destinate a diversi bordelli per i militari. A mano a mano che i giorni passano l'ufficiale si affeziona a questo suo inconsueto reparto formato da Ebe, dalla triestina Eftichia, animata solo da uno spietato odio verso il nemico; da Elenitza, dolce e mansueta; da Toula e da sua sorella Panaiota e da altre dieci donne. Ad un posto di blocco, Alessi, un seniore fascista, si aggrega al reparto mentre il gruppo si assottiglia ogni volta che le ragazze giungono alla loro triste destinazione. Verso la fine del viaggio Elenitza rimane ferita in un'imboscata di partigiani e Alessi la uccide senza pietà, per non correre il rischio di fare lui stesso la medesima fine. Con l'arrivo ad Ocrida, Eftichia non sopporterà il primo contatto con le truppe e, dopo un ultimo colloquio con Martino, riesce a fuggire e a raggiungere i suoi compatrioti che si battono sulle montagne, mentre Alessi rimarrà solo nel disprezzo generale.

CAST

NOTE

- ESTERNI GIRATI IN JUGOSLSVIA.

- PRESENTATO AL IV FESTIVAL DI MOSCA (1965).

CRITICA

"Zurlini, regista e raffinato e letterario (...) visibilmente condizionato da pesanti ipoteche commerciali (...) ha indebolito la forza e la lucidità del discorso civile e del documento storico. (...) Si dovrà alla fine parlare con rammarico di una buona occasione perduta." (Giulio Cattivelli, "Cinema nuovo", 180, aprile 1966)
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