Le paludi della morte - Texas Killing Fields

Texas Killing Fields

USA - 2011
4/5
Le paludi della morte - Texas Killing Fields
Texas City. Mike Souder, un detective della squadra omicidi locale, unisce le sue forze con Brian Heigh, un poliziotto di New York, per risolvere il caso di una serie di violenti delitti e sulla sparizione di una ragazza di strada, Little Annie. Le indagini condurranno i due poliziotti alla discarica denominata 'The Killing Fields', un luogo considerato letale e da cui difficilmente si riesce a uscire vivi...
  • Altri titoli:
    The Fields
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, POLIZIESCO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION GENESIS HD CAMERA, 2K/HDCAM SR (1080/24P) (1:2.35)
  • Produzione: MICHAEL MANN E MICHAEL JAFFE PER BLUE LIGHT, BLOCK/HANSON, WATLEY ENTERTAINMENT, IN ASSOCIAZIONE CON INFINITY MEDIA
  • Distribuzione: RAI CINEMA/01 DISTRIBUTION - DVD E BLU-RAY:01 DISTRIBUTION HOME VIDEO (2012)
  • Data uscita 15 Giugno 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Bruno Fornara
Si legge su un cartello: "You Are Now Entering the Cruel World". Il mondo di crudeltà dove ci addentriamo sta nel Texas profondo, con le strade polverose, i campi abbandonati, gli alberi scheletrici e spettrali, le paludi in cui ci si perde. I “killing fields”, dove l'assassino abbandona i cadaveri delle donne uccise. Tanti delitti irrisolti, tutti indicati su una mappa. Due agenti della omicidi sono sulle tracce del serial killer, sadico e mutilatore di corpi. L'indagine sui crimini non spetterebbero ai due, i delitti sono stati commessi fuori dalla loro giurisdizione. In più, Mike, pensa che sarebbe meglio non mettere le mani e il naso nella brutta faccenda. Brian, invece, vuole invece occuparsene, trovare l'omicida: e lo vuole ancora di più quando a sparire è Anne, una ragazzina che sente vicina come una figlia. Comincia l'indagine che subito diventa sporca e fosca come le paludi. E la lotta è - come in ogni poliziesco che si rispetti - tra il bene il male con i detective che cercano indizi e risposte, si muovono tra i crimini e cercano di comprenderne motivi e cause. E le trappole sono dappertutto. E le paludi possono ingoiarti. E il killer è lui che tira, dalle tenebre, le fila dello scontro e attacca i poliziotti...
Ami Canaan Mann è figlia di Michael Mann (al film partecipa anche la sorella Aran, production designer). Ha girato un primo film, Morning (2001), questo è il secondo, un poliziesco torbido, una discesa agli inferi che sta dentro il genere, ne segue le regole, ne fa, come si deve fare da sempre, un racconto morale ed esistenziale. I detective, Sam Worthington e Jeffrey Dean Morgan, sono tesi, nervosi, smarriti, hanno le facce che ci vogliono per questi ruoli. Jessica Chastain è la collega di un'altra contea che li chiama in aiuto. Uno dei due detective è credente, l'altro picchia sodo, tutti e due rischiano, sbagliano. Ami Canaan Mann si muove con attenzione: non tutto è perfetto in un film che vive più di digressioni che di un racconto compatto, ma l'atmosfera è quella giusta, cupa, buia, tragica.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011).

CRITICA

"Bel debutto quello di Ami Canaan Mann, figlia di Michael, che rovista tra la melma delle paludi del Texas a cercare un serial killer che ivi getta le sue giovani vittime. È mescolato alla vita vera il racconto, eppure ogni mossa fa parte di un cinema codificato ma che riesce ad assumere una sua valenza speciale e psicologica: silenzi espressivi e la contrapposizione tra i detective dà modo a due bravi attori di rimbalzarsi rimorsi, dubbi e il perché del grado zero morale in un mondo che fu western." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 15 giugno 2012)

"Soggetto da thriller nerissimo, dall'atmosfera malata e soffocante, rimasto fermo per anni prima di trovare il suo regista. Poi Michael Mann, nel ruolo di produttore, lo ha affidato a sua figlia, Ami Canaan: ne è uscito il film più edipico di tutti i tempi. Sovrastata dall'ombra di papà, Ami non si discosta per un attimo dai temi-feticcio del genitore, a cominciare da quello dei poliziotti ossessionati dai loro demoni interiori. Detto questo, l'ambientazione, la fotografia di Stuart Dryburgh e il solido cast - nelle parti femminili ci sono le emergentissime Jessica Chastain e Chloë Moretz - meritano il disturbo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 15 giugno 2012)

"Un serial killer dissemina cadaveri femminili mutilati nelle desolate paludi dei «killing fields» (è il titolo originale: 'Texas Killing Fields'). Due detective indagano. Uno (Sam Worthington, già in 'Avatar') è giovane, texano, separato, in teoria ligio alle regole; l'altro (Jeffrey Dean Morgan), è un maturo newyorkese sposato e osservante (con battibecchi sul Papa che non sentiremo mai in un film italiano). Dunque più toccante e vulnerabile. Sarà una dura lotta, anche interiore. Che la figlia di Michael Mann, alla seconda regia, affronta con buon mestiere e uno sguardo femminile abbastanza refrattario al macabro (tanto la storia è già dura di suo). Peccato che manovri atmosfere e personaggi senza troppa originalità, e si perda un po' nel plot appesantito da troppe sottotrame di famiglia. Il meglio è nel rassegnato verismo di certi scorci, o nella violenza che nasconde anche la poliziotta Jessica Chastain (bel personaggio a metà). Più convenzionale lo sguardo su bassifondi e balordi. Non una grande scoperta, vista l'inflazione di noir su tutti gli schermi, ma la figlia di cotanto padre supera ampiamente l'esame." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 giugno 2012)

"In origine erano 'The Texas Killing Fields', da noi sono diventati 'Le paludi della morte', titoli comunque suggestivi per raccontare di un postaccio in cui nessuno vuole metter piede perché si sa che il luogo è malsano. Non tanto per opera della natura, quanto per mano dell'uomo. Lì sembrano finire morte e fatte a pezzi le vittime di un serial killer. (...) Ami è alla sua opera seconda, dieci anni dopo l'esordio trascorsi realizzando molto materiale tv. Pur essendo un film di genere, Ami sembra volersi scuotere di dosso gli archetipi, i codici che gli sono propri. II risultato è così piuttosto stravagante, talvolta si perde un po' di vista il plot e l'indagine, a favore di qualche digressione con immagini alla «famolo strano». Non che la regista non abbia un suo talento, ma sembra troppo interessata a risultare anticonformista e a volersi affrancare dal marchio di famiglia (salvo usarlo per produzione e promozione) piuttosto che costruire una solida narrazione cinematografica. Forse babbo, produttore, avrebbe dovuto tenerle la briglia più stretta e ne sarebbe risultato un film sicuramente migliore. Anche perché gli attori ci sono: Sam Worthington poliziotto di campagna, Jeffrey Dean Morgan omologo di città, Jessica Chastain ex moglie, Sheryl Lee purtroppo madre e una sempre più sorprendente Chloë Grace Moretz, ragazzina strapazzata dagli adulti con una sua carica personale che avrebbe meritato ben altro approfondimento visto il personaggio e il talento della sua interprete." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 15 giugno 2012)

"Piacerà a chi attendeva al varco Ami Canaan Mann, per capire se è degna figlia di cotanto padre. Il babbo è Michael Mann (l'uomo di 'Collateral', di 'Miami Vice' e di 'L'ultimo dei Mohicani') che molti considerano uno dei dieci migliori 'directors' d'America. Beh, sembra che il sangue non sia acqua. Certo, papà le sarà stato addosso ogni giorno di lavorazione ('Le paludi della morte' l'ha prodotto lui) ma il risultato è più che promettente. Ami sa (o almeno sembra) raccontare molto bene tiene alta la tensione per tutti i cento minuti, mette i brividi con uno scenario che pulsioni di serialkilleraggio le strapperebbe anche dal più civile e bilanciato degli uomini. E guida gli attori come meglio non si potrebbe. Vedi Jessica Chastain e Chloë Mertz in 'Le paludi' e ti senti di scommettere che saranno le dive della seconda decade del secolo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 15 giugno 2012)

"'Le paludi della morte' di Ami Canaan Mann (figlia del regista Michael) è un solido thriller poliziesco che ruota intorno agli omicidi di una cinquantina di donne dal 1969 ad oggi, uccise e gettate in una zona paludosa del Texas." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 15 giugno 2012)

"Diretto, in modo robusto, dalla figlia di Michael Mann, il film, ispirato a cronaca vera, non ricama in originalità e arzigogoli, badando al sodo. Dialoghi essenziali (anche troppo) e spazio al suggestivo scenario. (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 15 giugno 2012)

"Amor di papà. Tanto profondo da accecarlo davanti alle velleità registiche della figliola prediletta. Perché Ami Canaan Mann avrà pur ereditato le migliori virtù dal padre Michael ad eccezione del talento dietro la mdp. E poco conta che già da teenager calcasse i set del supremo genitore: nessuno - presumibilmente - l'ha obbligata ad emularne le gesta, persino nel cine-genere. Il suo secondo lungo - in originale 'Texas Killing Fields' come il luogo ove l'azione si svolge - è un torbido thriller che ambisce alle irraggiungibili tensioni di certa filmografia paterna. Ci si chiede infatti come Mr. Mann avrebbe gestito il racconto ispirato al vero di due poliziotti anticonvenzionali uniti e divisi dai misteri del rapimento di una bimba per mano di un serial killer. Paludi mortifere, miseria decadente e ignoranza complice fanno da sfondo nel Texas meno esibito. Michael Mann, produttore della figliola, la accompagnò in concorso a Venezia 2011: quest'anno lo rivedremo al Lido, ma per fortuna nostra in altra e 'presidenziale' veste." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 14 giugno 2012)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy