Le notti dei teddy boys

ITALIA - 1959
Mario, Costantino ed un loro compagno di liceo si accordano per fare, come loro dicono, uno "scherzo" al Sor Annibale, il proprietario del bar che frequentano inseme ad altri gruppi di giovincelli. Il Sor Annibale, sposato, ha una storia con Rosetta, la ex cassiera: i tre vogliono impaurirlo con la minaccia di uno scandalo. In realtà lo ricattano, usando una fotografia compromettente, e gli impongono di sborsare centomila lire. Mario, figlio di un povero impiegato statale, si lascia trascinare senza rendersi esattamente conto della gravità della cosa, mentre Costantino figlio di un pittore spiantato che ha rotto ogni rapporto con la moglie, è un giovane intelligente, che sa quello che fa. Il facile successo ottenuto spinge i tre a tentare altri colpi del genere, anche i giornali incominciano ad occuparsi di loro, asserendo che la banda costituisce un pericolo per le coppie che si appartano nelle auto. Immaginando che gli istituti di bellezza siano divenute case di appuntamenti, Costantino ed i suoi amici tentano nuovi ricatti. Nel corso di una nuova impresa Mario scopre che sua sorella Orietta lavora in un centro estetico e l'impresa finisce male. La polizia, in base a vari indizi raccolti, arresta Mario, benché questi sia il più onesto della compagnia. Infatti per guadagnarsi qualche soldo, Mario aveva lasciato la scuola e s'era messo a fare il commesso, ed al Sor Annibale, stupefatto, aveva restituito la propria quota della somma estortagli. Interrogato, Mario non denuncia i compagni. L'arresto di Mario sgomenta Costantino, che riesce però a superare brillantemente l'esame di maturità e, accompagnato da suo padre, si reca subito dopo al Commissariato, dove scagiona Mario che verrà liberato. Costantino seguirà poi in prigione la sorte degli altri teddy-boys.

CAST

CRITICA

"Il film affronta un argomento d'attualità; ma l'impostazione è superficiale e il lavoro è realizzato con intenti spettacolari. Regia ed interpretazione di mestiere". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 46, 1959).
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