Le mani sulla città

ITALIA - 1963
Il crollo di un palazzo in un vicolo di Napoli causa la denuncia del costruttore Eduardo Nottola, consigliere comunale di un partito di destra. Nei suoi confronti viene svolta un'inchiesta che non approda a nulla, anche se il costruttore ne esce irrimediabilmente compromesso agli occhi dell'opinione pubblica, fino al punto che i suoi stessi compagni di partito lo pregano di ritirare la candidatura alle imminenti elezioni comunali. Nottola però è un uomo che conosce la vita e sa bene che, perso il potere, un uomo come lui non conterà più nulla e sarà alla mercé di quelli che comanderanno. Perciò, insieme a quattro consiglieri suoi amici, si presenta alle elezioni nelle file del partito di centro. Questo suo atto provoca il rovesciamento della maggioranza in consiglio comunale e la sconfitta del suo partito d'origine, ma l'odio dei suoi compagni cederà di fronte al pericolo di compromettere la realizzazione di un grandioso progetto edilizio in cui tutti hanno più o meno confessabili interessi...

CAST

NOTE

- ARCHITETTO: MASSIMO ROSI.

- LEONE D'ORO ALLA XXIV MOSTRA DI VENEZIA (1963).

- ALLA 70 MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2013), NELLA SEZIONE 'CLASSICI', E' STATA PRESENTATA LA VERSIONE RESTAURATA A CURA DELLA CINETECA NAZIONALE.

CRITICA

"Un film che (...) pone Rosi fra i maggiori talenti (...) della nostra generazione di mezzo. (...) L'opera è riuscita perché, in un argomento che ottiene quotidiane conferme, le due spinte che muovono Rosi hanno coinciso: la descrizione di quei soprusi ci interessa (...) perché vi si specchia una gran macchia della vita pubblica contemporanea. (...) Si è detto che (...) le corde di Rosi suonano all'unisono, tese parallelamente a mettere alla gogna politicanti e approfittatori e a seguire e inchiodare un processo mentale reso drammatico dal conflitto tra due idee-guida della storia: la chiarezza dell'onestà e le ombre del 'particolare'." (Giovanni Grazzini, 'Corriere della Sera', 6 settembre 1963)

Note di restauro: "Il restauro è stato progettato, curato e finanziato dalla Cineteca Nazionale con la collaborazione degli aventi diritti, la francese Société Cinématographique Lyre e la compagnia italiana Galatea, sulla base dei negativi originari che sono stati affidati alla Cineteca Nazionale insieme a due duplicati positivi in buono stato di conservazione. Il negativo scena è stato acquisito in digitale a 2k, e sia la scena che la colonna sono state restaurate attraverso un processo di postproduzione digitale fino alla realizzazione di un DCP per la proiezione in DCinema, oltre a un LTO 5 e a un hard drive per la conservazione dei dati. Le lavorazioni sono state realizzate presso il laboratorio Cinema Communications Service/Eurolab di Roma sotto la supervisione della Cineteca Nazionale."
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