LE GIUBBE ROSSE DEL SASKATCHEWAN

SASKATCHEWAN

USA - 1954
LE GIUBBE ROSSE DEL SASKATCHEWAN
Tom O'Rourke, tenente degli esploratori canadesi, mentre ritorna al forte, dopo una prolungata assenza, incontra una ragazza, Grace Markey, unica superstite di una carovana, assalita e distrutta dagli indiani Sioux. Condottala al fronte, apprende che il nuovo comandante, in base agli ordini ricevuti, dovrà disarmare gli indiani Krees e lasciare il forte. Si tratta di disposizioni poco sagge, perché disarmando gli indiani Krees, che sono amici dei bianchi, i canadesi, non soltanto si privano di utili alleati, ma si espongono al rischio di farne dei nemici. Intanto è arrivato al forte lo sceriffo Smith, venuto ad arrestare Grace, ricercata per omicidio. Minacciata da un attacco di notevoli forze indiane, la guarnigione si mette in marcia, portando con sé Grace e lo sceriffo. Gli indiani attaccano ripetutamente la colonna, la quale sarebbe votata alla distruzione, se Tom e la vecchia guida, preso di forza il comando, non la traessero in salvo. Arrivato a destinazione, Tom, accusato d'insubordinazione, viene arrestato. Uscito dal forte con un distaccamento per trattare coi Sioux, il comandante viene proditoriamente assalito dagli indiani. Avendolo appreso, Tom riesce a recuperare la libertà, arma i Krees e corre in aiuto dei canadesi, mettendo in fuga i Sioux. Prosciolto da ogni accusa, Tom potrà sposare Grace, che ha potuto dimostrare la sua innocenza.
  • Altri titoli:
    O'ROURKE OF THE ROYAL MOUNTED
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, TECHNICOLOR
  • Produzione: UNIVERSAL INTERNATIONAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL INTERNATIONAL PICTURES

NOTE

- COLLABORAZIONE NON ACCREDITATA ALLE MUSICHE: WILLIAM LAVA, FRANK SKINNER, HERMAN STEIN.

CRITICA

"Il film ricalca noti schemi, ma è condotto con buona tecnica e non manca un certo interesse." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 36, 1954)

"Discreto western di stampo antico, diretto con grande senso dello spettacolo dal veterano Raoul Walsh. Più dell'intreccio, tutto sommato di routine nonostante l'affacciarsi dei primi conflitti razziali, lasciano a bocca aperta gli sfolgoranti, maestosi paesaggi. Davanti ai quali si staglia con il suo metro e mezzo il sorridente Alan Ladd". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 ottobre 2002)
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