Le faremo tanto male

ITALIA - 1998
Due fratelli, Marco, di professione guardiaparco, e Ruggero, benzinaio presso la pompa di loro padre Pietro, vivono in una grande riserva verde in Abruzzo. Federica Birki, ex star del cinema ora conduttrice televisiva, è la regina del programma 'Occhio al pelo', un gioco a premi sponsorizzato da una grossa marca di pellicce. I due fratelli combinano il rapimento di Federica, la portano in un magazzino-rifugio della riserva e per il suo rilascio chiedono la chiusura della ditta di pellicce e la liberazione degli animali ancora vivi. Ma nessuno crede al rapimento, giudicandolo solo una ennesima trovata pubblicitaria. Vista la goffaggine dei rapitori, anche Federica pensa di sfruttare a proprio vantaggio la situazione, pianificando un ritrovamento spettacolare. Nessuno però vuole che Federica torni a casa, ed anzi il produttore televisivo provvede a trovarle una sostituta per la trasmissione. Allora Federica architetta una vendetta, accordandosi con i due fratelli. A poco a poco il piano si mette in movimento e va a buon fine. Federica, si introduce in casa del produttore, ne smaschera i traffici nascosti, e poi arriva la polizia ad arrestarlo. Il gioco a premi così viene sostituito da un'altra trasmissione sempre condotta da Federica, ma dedicata agli animali abbandonati. Messa a posto ogni cosa, Marco va in Africa a riportare uno degli animali nel suo ambiente naturale.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Tratto da: lavoro teatrale omonimo di Claudio Masenza e Pino Quartullo
  • Produzione: FULVIO LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM, BUL FILM
  • Distribuzione: I.I.F. - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

"La commedia oscilla tra il brillante e il grottesco, con prevalenza di quest'ultimo per l'evidente iperrealismo delle situazioni. Lo spunto comunque non è da disprezzare: la messa alla berlina di certa deteriore televisione e l'elogio della natura e degli animali come elementi esenziali per l'eauilibio delle vita di tutti sono condotti senza la pedanteria e il sociologismo di tanti prodotti italiani. Ci sono banalità e qualche momento evanescente, ma nell'insieme prevale una positiva tendenza all'ironia, allo scherzo, alla sdrammatizzazione delle situazioni. Spigliato e un po' goliardico il rapporto tra i due fratelli, simpatico e frizzante il personaggio di Federica, che la Sandrelli riempie di autocitazioni per niente compiaciute." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 126, 1998)
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