Le Cronache di Narnia: Il principe Caspian

The Chronicles of Narnia: Prince Caspian

USA, GRAN BRETAGNA - 2008
Le Cronache di Narnia: Il principe Caspian
I fratelli Pevensie uniscono, ancora una volta, le loro forze a quelle dei coraggiosi abitanti di Narnia, per sconfiggere il malvagio re Miraz e consegnare il trono del magico mondo al suo legittimo sovrano: il Principe Caspian.
  • Altri titoli:
    Prince Caspian
  • Durata: 145'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX (235 E 435 XTREME), SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo per ragazzi "Il principe Caspian" di C.S. Lewis
  • Produzione: WALT DISNEY PICTURES, WALDEN MEDIA, STILLKING FILMS, OZUMI FILMS, SILVERBELL FILMS
  • Distribuzione: WALT DISNEY STUDIOS MOTION PICTURES, ITALIA
  • Data uscita 14 Agosto 2008

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
(Nelle sale dal 14 agosto)

Più action, meno spettacolo. Stravagante la formula coniata dal sequel de Le cronache di Narnia. Due ore e mezza di panoramiche mozzafiato (splendidi gli scorci delle isole neozelandesi), clangore di armi e grugniti fiabeschi per dire che non basta alzare il livello degli scontri per garantire il divertimento. Tratto dal secondo dei sette romanzi dedicati da C.S. Lewis al ciclo di Narnia, le vicende de Il Principe Caspian riprendono 1300 anni dopo quelle del primo. L'incanto è ricordo, simulacro scheggiato e ridotto a monumento funebre di boschi e rovine. Lì vivono nascosti i superstiti della magica genìa di animali parlanti e creature mitologiche. Il loro regno è stato conquistato dai Telmarini, uomini spietati come il "generale" Favino e cospiratori come Re Miraz (il villain Sergio Castellitto).
Questi, per assicurarsi la successione al trono, fa uccidere i rivali in un'escalation giacobina. Ad eccezione di Caspian (Ben Barnes, impalpabile) che fugge e trova solidarietà tra i legittimi abitanti di Narnia, interessati a riprendersi il regno con l'aiuto dei fratelli Pevensie, giunti nel frattempo alle rovine di Cair Paravel attraverso un varco temporale. Adamson, già al timone del precedente, sporca la materia attingendo a un immaginario da epica medievale.
I toni crepuscolari non sono sufficienti però a rilucidare la saga, che rimane una versione per bambini de Il signore degli agnelli. Aumentano gli umani, non l'umanità, con il respiro dei singoli sacrificato dall'eccessivo numero dei personaggi, e il salvifico leone Aslan e la strega Swinton - due delle figure più interessanti del precedente - costretti a brevi camei. Appena abbozzate le microstorie - come la love story tra Caspian e Susan - che avrebbero garantito fluidità a un insieme troppo monocorde e avvitato sulle battaglie. La scelta di lavorare internamente alle immagini (ralenti e accelerazioni) piuttosto che al loro concatenamento comprime poi il ritmo generale dell'operazione. Ma non compromette la riuscita al botteghino.

NOTE

- INTERNI GIRATI NEGLI STUDI BARRANDOV DI PRAGA ED ESTERNI IN NUOVA ZELANDA.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: LIAM NEESON (ASLAN), EDDIE IZZARD (REEPICHEEP), KEN STOTT (TRUFFLEHUNTER), DAVID WALLIAMS (BULGY BEAR).

CRITICA

"Non delude le attese la seconda puntata cinematografica de 'Le cronache di Narnia', la saga fantasy scaturita dalla penna di Clive Staples Lewis e portata sul grande schermo dalla Disney. (...) E proprio tra gli appassionati lettori di Lewis forse alcuni storceranno un po' il naso, visto che le libertà rispetto al testo sono numerose e a volte significative. Ma è il prezzo che si è costretti a pagare nelle trasposizioni cinematografiche, anche se in questo caso il risultato di compromesso appare comunque accettabile. Negli Stati Uniti l'uscita del film non ha riproposto gli stessi commenti che hanno accompagnato il primo capitolo, quando Lewis venne di fatto assoldato tra le file dei cosiddetti neocon, divenendo l'alfiere di una campagna religiosa per teen-ager. Ma al di là di disquisizioni ideologizzate condite con letture semplicistiche e fuorvianti, anche questo lavoro ripropone, seppure in maniera meno forte, i temi cari a Lewis, che definiva se stesso il "convertito più riluttante di tutta l'Inghilterra". Lo scrittore - vissuto in gran parte in Inghilterra, ma irlandese di Belfast e di famiglia protestante visceralmente anticattolica - lasciò il protestantesimo per abbandonarsi all'ateismo prima di abbracciare la religione cristiana, optando per l'anglicanesimo. (...) Al pari di Tolkien - inglese dalla profonda fede cattolica, la cui amicizia influì molto sulla sua conversione - Lewis attinse dagli antichi miti e dai grandi classici della narrativa fantastica per esaltare i temi della trascendenza. Egli era convinto dell'esistenza di un legame tra il linguaggio simbolico caratteristico della letteratura di genere e lo sguardo concreto della fede sulla storia. Nei suoi lavori emerge la nostalgia del paradiso perduto, la molla che spinge l'uomo a riconquistarlo e a ricercare nuovamente, con coraggio e fiducia, la Verità. Questa ricerca è un'intrigante chiave di lettura de 'Le cronache di Narnia', un mondo in cui il bene è bene e il male è male, senza possibilità di compromessi. Una distinzione forse fin troppo manichea, ma che deriva da una visione del cristianesimo che non ammette sconti: "Cristo non ha mai fatto discorsi vaghi, idealistici. Quando dice "siate perfetti" dice sul serio". Allo stesso modo anche i suoi personaggi devono fare una scelta definitiva. (...) Il metatesto cristiano in questa pellicola appare meno evidente, lasciando spazio alla fascinazione di un mondo medievaleggiante, con il suo codice cavalleresco. La stessa figura di Aslan, centrale nel primo episodio, appare meno significativa pur mantenendo il suo alone di sacralità. Così con un'ambientazione che non disdegna stavolta tonalità più cupe e in un rincorrersi di misurate citazioni cinematografiche - da 'Guerre stellari' per i personaggi a 'Il signore degli anelli' per gli scontri armati che tuttavia non riescono a raggiungere lo stesso coinvolgimento nonostante le intenzioni - i 145 minuti di proiezione scorrono via piacevolmente, lasciando comunque significativi messaggi: il valore del sacrificio e della lealtà, il senso dell'amicizia, la potenza del perdono, il significato della misericordia. Ma la parola fine chiude solo un capitolo, perché la Disney ha già avviato la realizzazione del terzo episodio, 'Il viaggio del veliero'." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 19 luglio 2008)
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