Le avventure acquatiche di Steve Zissou

The Life Aquatic with Steve Zissou

USA - 2004
Le avventure acquatiche di Steve Zissou
L'oceanografo e regista di documentari Steve Zissou ha deciso di partire per una pericolosa impresa: vuole dare la caccia a uno squalo giaguaro, una misteriosa creatura che vive nelle profondità dell'oceano e che è responsabile della sparizione di Esteban, suo socio nonché suo migliore amico. A bordo della nave Belafonte, il leggendario esploratore partirà per una straordinaria avventura in compagnia di un colorito equipaggio che comprende sua moglie Eleanor, la giornalista Jane Winslett-Richardson, l'ingegnere tedesco Klaus Daimler, leale collaboratore dell'esploratore Bill Ubell, addetto al budget, Alistair Hennessey, anche lui oceanografo e rivale di Zissou. La spedizione sarà oggetto di un documentario e per questo sulla nave prendono posto anche il produttore Oseary Drakoulias, il fisico Vladimir Wolodarsky, autore della colonna sonora eseguita da Pelé dos Santos, un esperto di sicurezza che si diletta a cantare le canzoni di David Bowie in portoghese, e altri membri della troupe. Inoltre, grazie a Ned Plimpton, un misterioso gentiluomo venuto dal sud, nel corso della spedizione Zissou farà un'altra scoperta: cosa vuol dire essere padre...
  • Altri titoli:
    The Life Aquatic
    Untitled Wes Anderson Project
    Acquatici lunatici
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Produzione: WES ANDERSON, BARRY MENDEL, SCOTT RUDIN E ENZO SISTI PER TOUCHSTONE PICTURES, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, AMERICAN EMPIRICAL PICTURES, LIFE AQUATIC
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (2005)
  • Data uscita 4 Marzo 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Quarto lungometraggio per il giovane prodigio texano, Wes Anderson, che dopo l'exploit de I Tenenbaum, riesce a confermarsi ad altissimi livelli: scanzonato e al tempo stesso malinconico omaggio a Jacques-Yves Cousteau (oceanografo e pioniere dei documentari subacquei), Le avventure acquatiche di Steve Zissou  racconta dell'incredibile ricerca che uno strampalato equipaggio (agli ordini del comandante Zissou, interpretato da un Bill Murray come al solito eccezionale) mette in piedi per catturare un fantomatico esemplare di "squalo giaguaro". Forte di una sceneggiatura (curata dal regista, per la prima volta senza l'apporto di Owen Wilson, insieme a Noah Baumbach) ricca di idee e sottotesti affascinanti (il mistero che accompagna la figura di Ned Plimpton/ Owen Wilson, probabile figlio mai conosciuto da Zissou, il personaggio di Klaus Daimler/ Willem Dafoe, ingegnere tedesco da sempre eccessivamente fedele al suo comandante, la svolta narrativa dell'attacco dei "pirati"), il film è impreziosito da un cast sopraffino (oltre ai già citati, Anjelica Huston veste i panni di Eleanor, aristocratica consorte, nonché finanziatrice di Steve, Jeff Goldblum è il suo "rivale" numero uno – oceanografo con fondi più cospicui ed ex marito di Eleanor - e Cate Blanchett è la reporter che seguirà le imprese del Team Zissou). Le splendide scelte musicali, affidate ancora una volta a Mark Mothersbaugh, cantante e tastierista negli anni '70 dei Devo, da sempre collaboratore del regista,  si intrecciano - in maniera esilarante e nostalgica - ai brani storici di David Bowie (adattati in portoghese ed interpretati dall'attore/cantante brasiliano Seu Jorge, già visto in Cidade de Deus e Moro no Brasil) e l'abituale supporto fornito dalle luci di Robert D. Yeoman rimanda - in linea con tutto il resto - all'estetica di pellicole che furono. Magnifico ed anomalo tuffo in un cinema che, forse, credevamo non esistesse più, il lavoro di Anderson (realizzato sulle coste del litorale italiano e negli studi di Cinecittà) ha il notevole pregio, rimescolando i canoni del "film d'avventura" senza snaturarli gratuitamente, di saper fondere ironia e mestizia con gradevole naturalezza. Curiosità finale: il personaggio di Esteban, l'amico-collega di cui Zissou vuole vendicare la morte, è interpretato da Seymour Cassel (icona del cinema di John Cassavetes), alla sua terza partecipazione con Anderson.

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI: IL CANE LEICA NEL RUOLO DI CODY.

CRITICA

"Oggi molti autori rischiano di restare prigionieri del proprio mondo se perfino il dotatissimo Wes Anderson, già regista de 'I Tenenbaum', con l'eccentrico 'The Life Aquatic with Steve Zissou' firma una parodia del film d'avventura brillante quanto inconsistente, seducente ma vuota anche se inconfondibilmente sua. Ed è un peccato perché Bill Murray è impagabile nei panni del famoso cineasta-sommozzatore-uomo d'affari alla Cousteau, Steve Zissou, che scandaglia gli abissi sulla sua lussuosa nave laboratorio in cerca di creature spettacolari. (...) Ma senza che mai personaggi e sentimenti prendano il sopravvento su una cornice così smagliante - ambientazione in gran parte italiana, scene, costumi, trovate e trucchi marini - che finisce per mangiarsi il film." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 febbraio 2005)

"Spiritoso, poetico-naif e interessato solo ai personaggi fuori dal coro, il texano assai poco bushiano racconta (si fa per dire) in 'The life aquatic with Steve Zissou' l'ultima odissea di Bill Murray che fa il verso alle imprese oceanografiche del capitano Cousteau. Il prologo, tutto girato a Napoli, è irresistibile con il canuto eroe degli abissi che viene presentato al San Carlo dal direttore di festival sublimamente interpretato dal collega studioso e giornalista Antonio Monda. Su questo tono blandamente farsesco il film costruisce il suo apologo, che convoglia gli scombinati membri del team di Zissou alla caccia senza quartiere allo squalo leopardo. (...) Inseguire le piroette di Anderson non deve essere stato facile per il cast che, non a caso, accoppia le ieratiche malinconie di Bill Murray e le pose da strega di Biancaneve di Anjelica Huston ai macchiettoni in libera uscita di Owen Wilson, Cate Blanchett, Willem Dafoe e Jeff Goldblum." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 febbraio 2005)

"Agli antipodi delle produzioni hollywoodiane correnti, Wes Anderson è un regista di film un po' folli e anarchici, dove personaggi, forme e colori non hanno nulla di realistico. Per alcuni il suo cinema è già oggetto di culto, altri lo detestano. (...) Wes costruisce un mondo a propria immagine e lo popola di 'caratteri' liberi da ogni convenzione di verosimiglianza, ma perfetti per le sequenze surrealiste che si sgranano sullo schermo. Al risultato è essenziale il contributo iconografico: dai costumi (di Milena Canonero) ai sottomarini gialli e ai batiscafi di cui è equipaggiata la nave Calipso. Divertenti, e un po' crudeli, i riferimenti ai documentari del comandante Cousteau." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 marzo 2005)
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