Laws of Attraction - Matrimonio in appello

Laws of Attraction

USA, GERMANIA - 2004
Laws of Attraction - Matrimonio in appello
Daniel Rafferty e Audrey Woods sono due tra i più famosi avvocati divorzisti di New York. Durante le loro carriere hanno visto l'amore finire nei modi peggiori e il loro approccio alla professione è decisamente opposto: lei si attiene strettamente a ciò che è scritto sui codici mentre lui cerca di vincere usando solo la propria capacità di giudizio e la propria abilità. Un giorno si trovano l'uno contro l'altra nel divorzio di due personaggi pubblici molto noti che si contendono un castello irlandese. Durante il viaggio in Irlanda, dove entrambi si sono recati in cerca di prove e deposizioni a favore dei rispettivi clienti, Daniel e Audrey scoprono di essere attratti l'uno dall'altra e, complice una romantica festa popolare, una mattina si ritrovano sposati. Tornati a New York, oltre a dover risolvere la causa di divorzio, dovranno fare i conti con la loro nuova situazione...
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM - DELUXE
  • Produzione: DEEP RIVER PRODUCTIONS, IRISH DREAMTIME, IEG, FERN VALLEY LIMITED, INTERMEDIA PRODUCTIONS, MHF ZWEITE ACADEMY FILM, MOBIUS PICTURES, STRATUS FILM CO.
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 20 Agosto 2004

CRITICA

"Pierce Brosnan se la gioca alla grande, con humour sottile e una classe che è parente stretta di quella di Cary Grant. L'amatissima, dai critici, Julianne Moore, è al contrario del tutto inadeguata e non così attraente da poter sperare di essere la compagna dell'irresistibile Brosnan. Verificare, prego." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 27 agosto 2004)

"Classica commedia per signore che va alla ricerca di quello stile sofisticato della Hollywood che fu, ma purtroppo proprio i dialoghi sono fiacchi e ripetitivi. (...) Nella storia con happy end di Peter Howitt (attore di 'Nel nome del padre', regista di 'Johnny English') sono simpatici i due contendenti sentimentali, anche se nessuno dei due è particolarmente versato per la commedia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 agosto 2004)
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